Biancaneve, la vera storia | tournée

«Non tutte le mamme sono buone. Alcune posso essere matrigne». In tournée “Biancaneve, la vera storia“, scene luci testo e regia Michelangelo Campanale, con Catia Caramia, Maria Pascale/Antonella Ruggiero, Luigi Tagliente, costumi Maria Pascale, assistente alla regia Serena Tondo, assistente di produzione Sandra Novellino, tecnici di scena Walter Mirabile e Roberto Cupertino, produzione Crest, vincitore Premio Eolo Award 2018 come migliore spettacolo di teatro ragazzi dell’anno e Premio Padova 2017 – Amici di Emanuele Luzzati. Durata 55 minuti. Prossime date: Reggio Emilia (15 febbraio, ore 9 e ore 10.45, e 16 febbraio, ore 16 e ore 17.45, Teatro Cavallerizza); Savignano sul Panaro – MO (17 febbraio, ore 17, Teatro La Venere); Macerata (19 e 20 febbraio, ore 10.15, Teatro Don Bosco); Ancona (21 e 22 febbraio, ore 10, Teatro Sperimentale); Jesi – AN (24 febbraio, ore 17, e 25 febbraio, ore 10, Teatro Pergolesi); San Benedetto del Tronto – AP (26 febbraio, ore 10.15, Teatro Concordia); Pontedera – PI (28 febbraio, ore 10.30, Teatro Era). Info: 099.4725780 (int. 3).
Le fiabe sono eterne e di tutti, ma nascono in luoghi precisi. Biancaneve, una delle fiabe più conosciute al mondo, nasce in Germania; le montagne innevate e le miniere profonde di quella terra ci allontanano dall’immaginario americano di Walt Disney, per ridarle la luce che le è propria. Nello spettacolo del Crest, l’ultimo dei sette nani diventa testimone dell’arrivo di una bambina coraggiosa, che preferisce la protezione del bosco sconosciuto allo sguardo, conosciuto ma cupo, di sua madre. Una madre che diventa matrigna, perché bruciata dall’invidia per la bellezza di una figlia che la vita chiama naturalmente a fiorire. Nel bosco Biancaneve aspetta come le pietre preziose che, pazienti, restano nel fondo delle miniere, fino a quando un giorno saranno portate alla luce e potranno risplendere di luce propria ai raggi del sole.
Continua con questo spettacolo il progetto che il Crest condivide con l’immaginario di Michelangelo Campanale (ricordiamo i pluripremiati “La storia di Hansel e Gretel” e “Sposa sirena”), per raccontare ai ragazzi storie che riescano ad emozionarli davvero, senza edulcoranti e senza bugie, ma solo con grande rispetto della loro capacità di comprendere ed elaborare pensieri e opinioni in autonomia, semplicemente sulla strada della crescita.

Crest
Nato a Taranto nel 1977, porta avanti in un ambiente difficile – sia socialmente che culturalmente – un discorso teatrale coerente e innovativo, raccontando vite complicate, sogni ostinati, incontri tra culture e condizioni differenti, cercando di coniugare i linguaggi della tradizione con quelli della ricerca teatrale contemporanea. Inserito dal 1992 dalla presidenza del Consiglio dei Ministri nell’elenco delle “compagnie che svolgono ad alto e qualificato livello attività nel campo del teatro per l’infanzia e la gioventù”, il Crest ha scelto quali interlocutori privilegiati i bambini, i ragazzi e i giovani, con l’intento di creare un punto di riferimento culturale e professionale forte. È stato finalista per il Premio ETI-Stregagatto con gli spettacoli “La neve era bianca” nel 1999, “La mattanza” nel 2000, “Cane nero” nel 2001 ed ha prodotto lo spettacolo vincitore del Premio Scenario 2005, “Il deficiente”. Si è aggiudicato tre edizioni del Premio “L’uccellino azzurro” (festival “Ti fiabo e ti racconto” di Molfetta) con gli spettacoli “La storia di Hansel e Gretel” (2009 e 2015) e “Sposa sirena” (2013). Ha vinto l’Eolo Award 2018 come migliore spettacolo di teatro ragazzi dell’anno e l’edizione 2017 del Premio Padova – Amici di Emanuele Luzzati (XXXVI Festival Nazionale del Teatro per i Ragazzi) con lo spettacolo “Biancaneve, la vera storia”. Dopo 30 anni di attività “senza fissa dimora”, dal 2009 dispone di 1000 metri quadrati di “teatro da abitare”, il TaTÀ, nel quartiere popolare ed operaio per eccellenza della città, il rione Tamburi.

photo credit © Gemma Rossi