Cane Nero

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testo e regia Mauro Maggioni, dal romanzo “Uomini e no” di Elio Vittorini, con Anna Ferruzzo e Pietro Minniti, elementi scenici Massimo Staich, luci Vito Marra, foto di scena Carmine La Fratta, spettacolo finalista Premio Stregagatto 2001, durata 55 minuti

Una riflessione sul male che è nell’uomo, sulla guerra e sulla sua follia, su un pezzo di storia d’Italia che ancora oggi, a distanza di cinquanta anni, non smette di far discutere: la guerriglia partigiana. La storia di un uomo che non volle essere un eroe, la storia di un uomo che tiene un abito da donna appeso dietro alla porta, la storia di un amore impossibile in una Milano oppressa dalle rappresaglie naziste, la storia di un uomo che non riusciva a smettere di farsi una domanda: cos’è l’uomo?
 
 
 
 
“Uomini e no” è un romanzo di Elio Vittorini, scritto nel 1944 durante la guerra, e pubblicato nel 1945 dalla casa editrice Bompiani. Enne 2, un partigiano che vive la Resistenza a Milano nel 1944, è tormentato dall’amore impossibile per una donna sposata, Berta. Disperazione sociale ed esistenziale lo spingeranno a un’ultima, suicida impresa di guerra. Composto durante la Resistenza, nel momento, cioè, dell’intensa partecipazione di Vittorini alla lotta antifascista, “Uomini e no” riflette l’insanabile rapporto tra umanità e violenza, uomini e sedicenti tali: a sottolinearlo, alcuni brevi capitoli di riflessione nei quali l’autore affronta la stessa situazione da punti di vista diversi, imponendo all’attenzione del lettore le molteplici realtà in cui l’uomo è condannato a vivere.

Cane Nero – crediti fotografici Carmine La Fratta