Fortunello

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testo e regia Francesco Zigrino, tratto dalla fiaba “I tre capelli d’oro del diavolo” dei fratelli Grimm, con Delia De Marco, Cilla Palazzo, Mino Zigrino, scene e costumi Cristina Bari, musiche Angelo Losasso, disegno luci Vito Marra, foto di scena Paolo Ruta, durata 80 minuti

La raccolta delle favole dei fratelli Grimm continua, a distanza di tre secoli, a fornire materiale per le fantasie dei bimbi, per il lavoro degli educatori, per l’immaginazione degli artisti di tutte le arti. I tre capelli d’oro del diavolo – nella raccolta la numero 29 – sembra essere un condensato di tutti i luoghi, di tutti i personaggi, di tutte le trame. Con in più un’ironia che giunge al limite del disincanto. Siamo convinti che nel bambino di oggi ci sia, ben vivo, lo stesso bambino di sempre: un animaletto curioso, sempre pronto a stupirsi, con fame di nuovi territori e di nuove avventure. E allora abbiamo voluto offrire a questo bimbo un gioco teatrale lieve, rapido, esatto (al limite del disegnato). Per questo il testo è recitato in versi, accatastando rime su rime, sciorinando davanti al pubblico la lunga sequenza di passaggi di scena e di incontri strani e bizzarri nei quali incorre Fortunello, il nostro bambino nato con la camicia della fortuna.
 
Fortunello corre in un teatrino giocattolo, di quelli con cui si giocava fino agli anni Cinquanta. Fortunello, insieme agli altri innumerevoli e buffi personaggi, in cuor suo, recita con l’animo di essere dalla parte del suo pubblico. Fortunello aspira ad essere tutto il pubblico e di muoversi nella sua favola così come qualsiasi bimbo vi si muoverebbe: con stupore appunto, con allegria, senza ombre e incertezze.

Fortunello – crediti fotografici Paolo Ruta