La regina in catene

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testo e regia Mauro Maggioni, liberamente tratto dal romanzo di Giuseppe Russo, con Angela Esposito, Anna Ferruzzo, Giovanni Guarino, Marina Lupo, Pietro Minniti, Sandra Novellino, Francesco Palagiano, Angela Presta, Francesca Simon, Mila Torro, Benito Vespucci, scene e costumi Francesca Ruggiero, luci Vito Marra, foto di scena Paolo Ruta

La storia di Maria d’Enghien, figura femminile forte e risoluta del Medioevo tarantino. La sua avventurosa vita e il suo carattere determinato ce la fanno assomigliare ad un’altra famosissima figura medievale femminile, Giovanna d’Arco. Come la Pulzella d’Orléans, Maria non avrà nessun problema ad abbandonare gli abiti femminili per indossare corazza ed elmo [li indossa solo durante il matrimonio, ndr] e salire sugli spalti a difendere le mura della città dall’attacco del perfido Ladislao di Durazzo. Come Giovanna d’Arco a perderla sarà il proprio orgoglio, e se la prima verrà immolata su un rogo, il destino della seconda sarà quello di finire rinchiusa in una stanza del castello nuovo di Napoli dopo essersi fatta abbagliare dall’offerta di Ladislao a diventare sua sposa e regina. Un dramma storico che richiama per molte assonanze due opere del grande William Shakespeare: Riccardo III e Riccardo II. E proprio a queste due opere si sono ispirati i personaggi che affollano la scena de “La regina in catene”.