Nessuna omelia

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testo, regia e interpretazione Gaetano Colella e Gianfranco Berardi e con Katia La Gioia, scene e costumi Vize Ruffo, ottimizzazione scenica Sonia Cappellini, disegno luci Loredana Oddone, elaborazioni musicali Davide Berardi, assistente alla regia Antonio Luccarelli, coprodotto con Lindbergh Teatro

Due capi di Stato uomini si incontrano in una stanza per firmare un Armistizio. Sono soli, con un cameriere che li serve. I due si conoscono da tempo e in quella situazione si sentono a proprio agio pur condividendo tensione e rabbia reciproca. Sono lì da anni, probabilmente; sono li costretti a firmare un accordo che sanno di non voler firmare. A legarli è, oltre che l’odio, anche il passato e l’amore per se stessi. Nei loro incontri rinnovano in continuazione una sfida. Nella stanza dell’Armistizio sanno di entrare in un luogo neutro, dove vige la lealtà fra combattenti, dove si può anche combattere contro l’avversario ma solo con le parole, senza muovere truppe ed eserciti. Questo è il luogo dove ci si rinnova la sfida, dove ognuno mostra la propria irriducibilità all’altro; il luogo dove si tirano la somme nel carniere della guerra, il luogo di un bilancio. E la bilancia è sempre al centro, non pende mai da nessuna parte.