Popeye srl

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di Gaetano Colella e Gianfranco Berardi, regia Gianfranco Berardi, con Gaetano Colella, Luigi Di Gangi e Gianfranco Berardi, voce registrata, scene, filmati e costumi Carluccio Rossi, collaborazione alla messinscena Marco Manchisi, assistenza alla regia Gabriella Casolari, disegno luci Loredana Oddone, luci e fonica Vito Marra, audio editing Davide Berardi, video editing Gianni Giacovelli

Nel mare aperto non ci sono confini. Non ci sono limiti. Non esiste quella cosa che gli uomini chiamano terraferma, anzi. Tutto è estremamente instabile, inarrestabile e in un costante moto oscillatorio. Dal mare aperto la terra non appare come ce la ricordiamo: é distante e silenziosa, immobile e quasi irreale. Sembra un’allucinazione, un sogno per tutti i naviganti.
Nel mare aperto la distanza è incalcolabile, l’orizzonte sfugge e il suono è sordo. Gli uomini che nel mare aperto ci vivono queste cose le sanno, e ci fanno l’abitudine. Sono persone abituate, per lo più, a tutto. Sanno perfettamente che la loro vita è un lungo esilio e quando guardano il mare hanno già perso nello sguardo ogni vena romantica. Per loro, il tempo è un concetto davvero astratto, e il mare ha scavato nel viso dei solchi più profondi di quelli che fa il dolore. Le navi sono piccoli pianeti destinati soltanto a sfiorare la terra, mai a raggiungerla veramente. Nelle stive ci può entrare tutto il mondo. E, con la santa pazienza, ci entra.
Nel mare aperto c’è una piccola nave. Il suo equipaggio è ridotto a tre uomini che viaggiano da tanto tempo. Sono degli strani personaggi, assomigliano a dei fumetti. Uno é grande, grosso, peloso e scorbutico e fa i lavori più faticosi: alimenta i motori, controlla le caldaie, stiva le merci, lubrifica gli ingranaggi. Un altro è piccolo e nervoso, muscoloso e irascibile. Fuma sempre una pipa e governa la nave, di cui ne è indubbiamente il capitano. Il terzo è vestito da donna, sebbene non lo sia. E’ alto, magrissimo e con la voce squillante. Passa tutto il giorno a prendere il sole in coperta o a fare solitari con le carte da gioco, ogni tanto pulisce e riordina la nave, ma non si può dire che sia un vero e proprio mozzo.
La nave, di tanto in tanto, si accosta a qualche città ma non si ferma mai. Ed è solo durante quell’accostarsi che l’equipaggio, improvvisamente, sembra preso da una grande agitazione: tutti corrono da una parte all’altra della nave, innalzando festoni, intonando canti, urlando versi a squarciagola, e lanciando… giocattoli, tantissimi giocattoli, sulla banchina del porto, dove voci festose li accolgono per subito salutarli, perché la nave non si ferma e riparte immediatamente. Senza quasi aver fermato il suo moto, la piccola nave riprende il largo e la terraferma la vede scomparire. Ognuno apparizione dell’altro.
Nel mare aperto circola una piccola nave. Popeye s.r.l. è il suo nome e nessuno sa cosa trasporta veramente. Neanche il suo equipaggio, formato da questi strani personaggi che, per gioco, si chiamano fra di loro Olivia, Bruto e Braccio di ferro.