Sonniloqui

Crest

Sonniloqui

testo regia e interpretazione Gaetano Colella
assistenza alla regia Raffaele Zanframundo
scene Mario D’Amico
collaborazione all’allestimento Venere Rotelli
tecnico luci Vito Marra
foto di scena Carmine La Fratta
in collaborazione con Associazione “Lucciola”

durata: 80 minuti

 

Esiste un insolito condominio abitato da gente insonne. Ad ogni piano un motivo che non fa chiudere gli occhi, ad ogni tormento un possibile rimedio. Ognuno inganna il tempo come può: dialogando col vuoto, barcollando vicino ai muri, ingerendo sonniferi che non danno alcuna cura, parlando per ore al telefono con sconosciuti. Accade perciò che gli stati di coscienza si alterino molto facilmente, che dallo stato di veglia si affondi in quello di un sonno leggero che non da alcun riposo ma che confonde i piani della realtà, mescola le identità in un vortice di pensieri concatenati. In questo stato di dormiveglia accade che si uniscano mondi lontanissimi, uomini e forme di altre epoche o di altre dimensioni legati fra loro da sensazioni comuni. E allora anche i piani di questo palazzo si confondono, si mescolano, i personaggi si moltiplicano e gli insonni diventano un popolo. In questo stato in cui si dorme e si sdorme, la realtà diventa evanescente, si assottiglia sempre di più e perde qualsiasi importanza.
Ma chi sono in realtà queste persone, questi personaggi buffi, bizzarri, che nella loro inquietudine rivelano un fondo di drammaticità? A cosa appartengono? Che siano le molteplici facce di un unico dado, lanciato sul piano del tempo da una mano invisibile?

estratto stampa

[…] C’è un intero condominio di persone con le pupille sbarrate sul palcoscenico, tutte incarnate da un solo attore che si muove tra pochissimi elementi scenici, svariando da figure ai limiti della macchietta a esplorazioni di materiali letterari e filosofici dedicati al tema del sonno, del sogno, dell’insonnia da scrittori come Shakespeare, Pessoa, Philippe K. Dick, Sant’Agostino. Gaetano Colella, solo in ditta dopo la divisione da Gianfranco Berardi (insieme avevano composto un paio di spettacoli dopo il fortunato “Deficiente” che valse loro il Premio Scenario 2005), si rivela un attore colto e intenso, capace di giocare sui vari registri senza stancare, il suo monologo polifonico è, programmaticamente, un labirinto mentale, che invita lo spettatore a perdersi tra riflessi di uno specchio, candele e brani più ridanciani, parole alte e rotture dal sapore quotidiano. L’insonnia diventa una condizione dell’anima, una frantumazione dell’io, una sua moltiplicazione in altri tempi e altri spazi, in un rovesciamento di confini tra la coscienza di superficie della realtà che si ha a occhi aperti e quell’altro sguardo, più interiore, che si apre quando gli occhi sono finalmente serrati […]
Massimo Marino_Hystrio

[…] Sono state “Le confessioni di Girolamo” di Ermanno Cavazzoni, insieme ai versi di Fernando Pessoa, Shakespeare e alle parole di Sant’Agostino a ispirare la drammaturgia e l’originale elaborazione dell’ultimo tragicomico spettacolo di Gaetano Colella. […] Un’operazione, quella di “Sonniloqui”, degna di merito senza dubbio per la scelta tematica, che se non è una novità, certo non è comune riconoscere oggi con tale freschezza. Lo studio c’è e si vede; Colella è molto bravo, la regia è accurata. Solo verso il finale, ad essere, pignoli, la drammaturgia perde leggermente il tono, un pò troppo didascalica, forse, rispetto alla ricercata evanescenza dell’insieme. Allievo nonchè collaboratore di Elena Bucci e Marco Sgrosso, Colella dimostra di avere tutte le carte in regola per proseguire una ricerca autonoma, che ci auguriamo venga tenuta sott’occhio […]
Lucia Cominoli _KLP Teatro

[…] La linea sottile che divide la realtà dalla sua rappresentazione, il vero dal vero-simile, in una struttura del tempo lineare si contrappone con curiosa simmetria al meccanismo del teatro e del suo “sistema spazio-tempo” artificiosamente modificato. Anche l’alternanza (e il confronto) tra veglia e sonno, con a volte stadi intermedi di realtà, e quindi di coscienza, in cui si confondono visioni e prospettive, all’interno di sequenze temporali non consequenziali: con tutto questo (o quasi) gioca a rimpiattino, fra ironia e pensosità, “Sonniloqui”, uno spettacolo del gruppo Crest (di Taranto) scritto e interpretato dall’attore Gaetano Colella. […] E può affiorare, che so?, il ricordo e l’ombra di quel re scozzese con la sua storia fosca di sangue, di sonno perduto, di sogni e incubi: Macbet ha ucciso il sonno” come si sa e come Colella mostra di sapere, offrendo con “Sonniloqui”, che è andato in scena nella stagione del Kismet, un lavoro di interessante curiosa felicità creativa e interpretativa […]
Pasquale Bellini_ La Gazzetta del Mezzogiorno