StorieGiganti

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drammaturgia Michelangelo Campanale e Katia Scarimbolo, scene e regia Michelangelo Campanale, con Anna Maria De Giorgio, Salvatore Marci, Damiano Nirchio, Maristella Tanzi, elementi scenici Angela Faniello e Ester De Leo, costumi Jolande Opsteeg, tecnico luci Carlo Quartararo, foto di scena Fabrizio Rossiello,

Le fiabe, le storie sono custodi di un sapere antico e archetipico. Come dice Calvino sono vere, “varia casistica di vicende umane, spiegazione generale della vita”; attraverso esse ogni bambino, o adulto che sia, trova la cura della sua anima, l’ordine nella sua casa interiore. Ogni fiaba è una perla, perfetta e bella perché sedimentata a lungo nei secoli e ci chiama severa, come la vita d’altronde, ad affrontare una prova, a superare pericoli, a superare noi stessi: orchi, streghe, lupi non si possono cancellare perché sono proprio loro ad insegnarci che esistono i predatori e che potremmo essere divorati. Comprendere il predatore è diventare maturi, non più vulnerabili per ingenuità, inesperienza o stupidità. Senza questa conoscenza nessuno sarebbe capace di attraversare il suo bosco, la sua vita senza essere divorato.
Da un artista dell’immagine, Michelangelo Campanale, che ha trasferito al teatro il suo personalissimo gusto per i materiali e per i “meccanismi”, una poetica dello spazio scenico come spazio di gioco reale, in cui é allo scoperto anche il gioco del teatro e gli attori ricercano forme di racconto efficaci per questa favola che sembra essere il crocevia delle storie e dei personaggi più famosi: Cappuccetto Rosso e il lupo, Orlando e Angelica, il Gigante e la casa nel bosco, l’Orco e… i bambini.

estratto stampa

[…] perfettamente riuscito anche l’incontro tra il regista Michelangelo Campanale e la compagnia tarantina Crest che in “Storiegiganti” si manifesta in uno spettacolo di grande qualità che ancora una volta, forse dati i tempi che corriamo, ci parla di paura, della assoluta necessità di affrontare le difficoltà che ci vengono incontro, se vogliamo pienamente maturare. E lo fa attraverso il racconto e l’analisi di tre storie che un custode narratore svela agli spettatori. Annamaria De Giorgio, Salvatore Marci, Damiano Nirchio, Maristella Tanzi, aiutati scenograficamente da un armadio tuttofare e da un apparato musicale fortemente espressivo, conferiscono alle tre storie, un fascino del tutto particolare nutrito da una costruzione registica molto personale che mescola sapientemente tutti gli elementi della scena […]
Mario Bianchi_Eolo

[…] Disegna, taglia, dispone, imbastisce, cuce, esprimendo con efficacia i contenuti della comunicazione. E conquistando l’attenzione e la partecipazione del giovane pubblico, condotto per mano, tra divertimento, tensione, stupore e consenso, lungo il percorso narrativo. Il programma di sala lo definisce “artista dell’immagine” ed è proprio così. Tutto nel suo teatro è funzionale alla interpretazione, nulla è decorativo. Elegante e artigianale, la sua è regia d’autore […]
Tore Scuro_La Gazzetta del Mezzogiorno

[…] Una regia come al solito accurata e piena di invenzioni sceniche: bella, tra le altre, l’idea di fare di un armadio un insieme di mondi magici; le invenzioni sono messe ancor più in risalto dall’ottimo cast…, tutti assai in parte e simpaticamente efficaci […]
Nicola Viesti_ Corriere del Mezzogiorno

[…] Lo spettacolo, con quelle belle idee sceniche della regia di Campanale, si avvale di un quartetto piuttosto brillante e divertito di attori all’opera […]
Pasquale Bellini_La Gazzetta del Mezzogiorno

[…] “Il” libro delle fiabe, passa di mano in mano, consultato come un testo sacro. E’ il film canovaccio da cui ogni personaggio trae alimento. Un bel testo davvero – attraversato da qualche citazione colta e da gustosi tormentoni – che consente a interpreti di prim’ordine di dare il meglio di sé nel contesto di un allestimento degno di lode […]
Italo Interesse_Quotidiano Bari