Daniel, il delfino coraggioso | fuoriLUOGO

Dietro l’apparenza delle cose. Per la rassegna del Crest “fuoriLUOGO“, martedì 13 settembre, alle ore 19 nella darsena dell’isola di San Paolo in Mar Grande (imbarco dal Molo Sant’Eligio sul catamarano Taras della Jonian Dolphin Conservation), va in scena “Daniel, il delfino coraggioso”, narrazione di Giovanni Guarino, liberamente tratto dal romanzo “Il delfino” di Sergio Bambarén, produzione Crest. L’evento è realizzato nell’ambito del “Programma regionale di spettacolo dal vivo per la valorizzazione delle risorse culturali ed ambientali della Puglia – 2016”. Posti esauriti. Info: 099.4725780.
Prevista sabato 10 settembre, l’escursione-narrazione è stata rinviata a martedì 13 settembre a causa del perdurare delle cattive condizioni meteorologiche.
Nelle acque blu dell’oceano un branco di delfini si prepara alla pesca quotidiana. Uno di loro si allontana per giocare con le onde della barriera corallina. È Daniel Alexander Dolphin, il grande sognatore. “Sei un perdigiorno”, gli rinfacciano i suoi compagni. “Sei un sognatore”, lo incoraggia il mare. Tuffo dopo tuffo, Daniel Alexander Dolphin impara ad ascoltare quella voce che solo lui sente e quando arriva il momento, il suo momento, non ha dubbi. Qualcosa al di là della barriera corallina – il limite delle acque sicure per tutti i delfini del suo atollo – lo attende invitandolo al salto che cambierà per sempre la sua vita. Preso il largo con slancio, scoprirà cose che non si vedono con gli occhi, ma con il cuore. Quale sorpresa quando scopre di non essere solo. Creature sconosciute, messaggere di sublime saggezza, lo guideranno all’appuntamento con l’onda perfetta. Una storia di coraggio, solidarietà e speranza, una perla strappata ai segreti del mare, un dono per l’autore-rivelazione australiano Sergio Bambarén intende fare a coloro che sanno esplorare con il cuore la magia che si cela dietro l’apparenza delle cose. Lasciamoci dunque trasportare in questo viaggio d’iniziazione seguendo i sentieri del sogno che portano alla verità.
Nato a Lima in Perù nel 1965, e naturalizzato australiano, Sergio Bambarén ha vissuto molti anni negli Stati Uniti. Esperto surfista, sensibile alle battaglie ecologiste per la salvaguardia dei mari, ha scritto libri di grande successo, che evocano promontori sconosciuti, brezze d’oceano e cieli d’un azzurro assoluto. Ispiratogli da un amico davvero speciale, un delfino solitario incontrato in una meravigliosa spiaggia portoghese chiamata Guincho, il suo primo romanzo, “Il delfino”, pubblicato a sue spese nel 1996, è stato tradotto in oltre 40 lingue e dialetti. Vicepresidente dell’Organizzazione Ecologica Mundo Azul (Blue World), viaggia continuamente nello sforzo costante di preservare gli oceani e le creature che li abitano.
Presieduta da Carmelo Fanizza, la Jonian Dolphin Conservation è un’associazione di ricerca scientifica finalizzata allo studio dei cetacei del Golfo di Taranto nel Mar Ionio Settentrionale. Profondi conoscitori dell’ambiente marino nei suoi aspetti più disparati, i componenti del suo gruppo di lavoro mettono le loro esperienze ed attitudini a disposizione della ricerca intesa nel senso più profondo del termine. Nel febbraio 2013 si è classificata al primo posto nella sezione “ricerca scientifica ed innovazione tecnologica” del Sea Heritage Best Communication Campaign Award, il riconoscimento internazionale per tutti i soggetti – pubblici e privati – che hanno sviluppato progetti o interventi per la valorizzazione, la promozione e la divulgazione del patrimonio marittimo.

Le isole Cheradi costituiscono un piccolo arcipelago che chiude la darsena del Mar Grande. Strettamente legato al destino dell’antica città di Taranto e, dopo l’Unità d’Italia, al demanio della Marina Militare, l’arcipelago è composto da due isole: San Pietro, la più grande, di forma triangolare e caratterizzata da tre punte (La Forca a ovest, Lo Scanno a nord e Il Posto a est), e San Paolo, molto più piccola, che conserva un fortino militare napoleonico (il Forte de Laclos). Tra l’isola di San Paolo e Capo San Vito vi è l’entrata nella rada di Taranto. Un tempo esisteva anche l’isoletta di San Nicolicchio, chiamata dai pescatori ‘u squegghie (lo scoglio) e ubicata in prossimità di Punta Rondinella (o Porta del Diavolo) oggi scomparsa a causa dei lavori di ristrutturazione industriale e l’allargamento del porto mercantile.

fotocredit JDC

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