favole&TAmburi 2021_22

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la stagione 2021_22 all’auditorium Ta
rassegna domenicale di teatro ragazzi

 

 
 
17 ottobre 2021, ore 18
La Luna nel Letto 
JACK E IL FAGIOLO MAGICO (Una storia tra terra e cielo)

testi, regia e scene Michelangelo Campanale | da un’idea di Maria Pascale | con Maria Pascale | voce registrata Lorenzo Gubello | assistente alla regia Annarita De Michele | assistente alla scenotecnica e costumi Maria Pascale | registrazioni audio Michelangelo Volpe

 
 
 

Ve l’hanno mai detto che dei semplici fagioli possono essere magici? Così magici da farci arrivare in cielo? Ve lo hanno mai detto che si può correre a più non posso sulle nuvole? Che non bisogna essere grandi e non c’è neppure bisogno del permesso? E ve lo hanno mai detto che tra le nuvole si può trovare di tutto, anche un grande castello, e che nel castello…? Cosa può accadere tra terra e cielo, si potrebbe raccontare per ore! Una cosa è certa: quando sulla terra le cose si complicano, si può sperare nel cielo e, statene certi, tutto si trasforma in una grande avventura! Parola del piccolo Jack!
Ispirato ad una fiaba della tradizione orale inglese – la prima pubblicazione apparve nel libro The History of Jack and the Bean-Stalk, stampato da Benjamin Tabard nel 1807 – lo spettacolo racconta la storia di un bambino che pur essendo piccolo riesce a trovare il lieto fine alle sue disavventure, guidato dal suo istinto, dalla sua fiducia nella vita e dalla sua intelligenza.
Una storia emblematica che una attrice, anche burattinaia e macchinista come Maria Pascale, restituisce al pubblico dei piccolissimi e dei suoi accompagnatori attraverso il gioco della narrazione e della messa in moto di una macchina scenica di piccole dimensioni, raffinata, intrisa di dettagli, marchingegni, giocattoli, segni, sguardi e visioni pittoriche. Il risultato sulla scena è un mobil fatto di parole, gesti e materia che crea la storia nel gioco, strada maestra della conoscenza della realtà e dell’animo umano.

dai 3 anni | teatro d’attore, narrazione, teatro di figura | durata 50′

 


 

7 novembre 2021, ore 18
Crest
GIOVANNIN SENZA PAROLE

drammaturgia Catia Caramia | regia e scene Andrea Bettaglio | con Nicolò Antioco Ximenes, Andrea Bettaglio, Catia Caramia, Nicolò Toschi | musiche Nicolò Toschi | costumi Maria Martinese | disegno luci Michelangelo Campanale | disegno del suono Roberto Cupertino | aiuto regia Catia Caramia

 
 
 

Esiste un paese, dove la prima grande regola è obbedire agli ordini del suo Capo, padrone anche della grande officina delle parole, che corregge a proprio piacimento. Questo è un grande giorno, il Capo ha deciso di fare un discorso ai suoi sudditi. Quali nuove regole li attendono? Ma l’imprevisto, si sa, è in agguato anche quando gli ordini sembrano regolare a perfezione ogni cosa. Infatti, un giorno arriva nel paese un giovane, che le regole non sa.
La storia che mettiamo in scena è un apologo buffo pensato per i ragazzi e per i ragazzi che siamo stati. Affrontiamo il tema delicato dell’esercizio della forza attraverso la parola, osservandolo con gli occhi innocenti di un ragazzo che, grazie ai suoi “errori”, trasformerà l’intero paese. Perché, si sa, che gli errori sono solo un tentativo di fare quello che non si sa.
Il lavoro d’attore si mescola al lavoro sul clown, alla manipolazione di oggetti e alla musica dal vivo, per accompagnare con leggerezza questa sorta di viaggio dal buio alla luce, restituendo ai personaggi e al loro sogno di libertà la dolcezza scanzonata del clown.

dai 5 anni | teatro d’attore e teatro circo | durata 55′

 


 
21 novembre 2021, ore 18
ATGTP Teatro Giovani Teatro Pirata
BU BÙ SETTETE. FAMMI RIDERE CHE IO NON HO PAURA

ideazione e regia Francesco Mattioni, Silvano Fiordelmondo, Diego Pasquinetti e Simone Guerro | con Silvano Fiordelmondo e Simone Guerro | scene e costumi Marina Montelli | musiche originali Simone Guerro e Nicola Paccagnani

 
 

Quanti sono disposti a confessare le proprie paure? Pochi, quasi nessuno. Tutti abbiamo paura, ma non dobbiamo aver paura di ammetterlo! A volte basta una risata per vincere la paura!
È proprio questo il percorso che faranno due strani individui: il professor Aristide Menelao Fanfulla da Lodi, studioso di “paura” e il suo aiutante Miro Vladimiro, timoroso quanto basta a scatenare processi di identificazione nei bambini.
I due professori hanno la pretesa di liberare chiunque da qualsiasi paura, e lo faranno tramite la narrazione di storie originali e racconti che si perdono all’alba dei tempi fino all’epilogo finale, dove il buon Vladimiro supererà definitivamente le sue e le vostre paure.
Con la solita ironia, i pupazzi e le scenografie di Marina Montelli, una colonna sonora originale, la compagnia jesina mette in scena magiche suggestioni e momenti indimenticabili in cui le paure più profonde e inconfessate si scioglieranno grazie ad un divertente gioco teatrale.

dai 3 anni | teatro d’attore e di figura | durata 55′

 


 

5 dicembre 2021, ore 18
Factory compagnia transadriatica
MATTIA E IL NONNO

di Roberto Piumini | dal romanzo omonimo pubblicato da Einaudi Ragazzi | con Ippolito Chiarello | adattamento e regia Tonio De Nitto | musiche originali Paolo Coletta | costume Lapi Lou | luci Davide Arsenio | in coproduzione con Fondazione Sipario Toscana | in collaborazione con Nasca Teatri di Terra | vincitore Eolo Award 2020 come miglior spettacolo dell’anno e menzione speciale della giuria Festebà 2021

 
 

Mattia e il nonno è un piccolo capolavoro scritto da Roberto Piumini, uno degli autori italiani più apprezzati della letteratura per l’infanzia.
In una lunga e inaspettata passeggiata, che ha la dimensione forse di un sogno, nonno e nipote si preparano al distacco, a guardare il mondo, a scoprire luoghi misteriosi agli occhi di un bambino, costellati di incontri magici e piccole avventure pescate tra i ricordi per scoprire, alla fine, che non basta desiderare per ottenere qualcosa, ma bisogna provare e soprattutto non smettere mai di cercare.
In questo delicato passaggio di consegne il nonno insegna a Mattia, giocando con lui, a capire le regole che governano l’animo umano e come si può fare a rimanere vivi nel cuore di chi si ama.
Una tenerezza infinita è alla base di questo straordinario racconto scritto con dolcezza e grande onirismo. Un lavoro che ci insegna con gli occhi innocenti di un bambino e la saggezza di un nonno a vivere la perdita come trasformazione e a comprendere il ciclo della vita.
È un farmaco questo racconto, uno di quelli che noi adulti, avremmo dovuto avere la fortuna di conoscere da piccoli per imparare a recepire la separazione come questo cammino tra nonno e nipote che somiglia a un viaggio che non fa più paura.

dai 5 anni | teatro d’attore | durata 50′

 


 

6 gennaio 2022, ore 18
Granteatrino
I TRE PORCELLINI

regia Paolo Comentale | con Anna Chiara Castellano Visaggi, Giacomo Dimase e Chiara Bitetti | scene Anna Chiara Castellano Visaggi | burattini e pupazzi Lucrezia Tritone

 

 
 
 

La favola dei tre porcellini nasce da un antico racconto popolare inglese e rappresenta in modo evidente il momento della crescita del bambino.
Un lupo allergico e canterino, una gazza che predice il futuro a prezzi modici, due uccellini innamorati persi e, alla fine, i tre porcellini: ecco i protagonisti della storia che andiamo a raccontare.
Pupazzi animati a vista da sembrare veri, musiche e canzoni coinvolgenti, case e casette che si montano e si smontano in scena sotto gli occhi divertiti degli spettatori e tanto altro ancora.
Questi gli ingredienti più importanti della nostra storia che, grazie ad un ritmo originale e incalzante, vive come sempre dell’appassionata e gioiosa partecipazione del pubblico di ogni età.
L’intento della messa in scena è di divertire il pubblico dei più piccoli usando pupazzi e oggetti di scena esplorando, con stupore e meraviglia, le tante possibilità del teatro d’animazione.
La celebre storia dei tre porcellini, delle tre casette e del lupo cattivo nasconde un insegnamento profondo: solo lavorando intensamente e con impegno e dedizione si possono ottenere risultati stabili e duraturi nel tempo. La “morale” della storia resta tutta ma si è voluto privilegiare in questa messa in scena l’energia inesauribile del buonumore, delle risate, dei tempi comici nei quali, come sempre, i bambini si confermano maestri impareggiabili.

dai 3 anni | teatro di figura | durata 50′

 


 

23 gennaio 2022, ore 18
Principio Attivo Teatro
SAPIENS

di Valentina Diana | regia Giuseppe Semeraro | con Dario Cadei, Silvia Lodi, Otto Marco Mercante, Cristina Mileti, Francesca Randazzo, Giuseppe Semeraro | bande sonore e musiche Leone Marco Bartolo | consulenza coreografica Barbara Toma | disegno luci Davide Arsenio | consulenza teatro ombre Silvio Gioia | costumi Cristina Mileti e Francesca Randazzo | scenografie Dario Cadei e Francesca Randazzo | con il sostegno La Baracca – Testoni Ragazzi e ATGTP Teatro Pirata

 

Lo spettacolo racconta a un pubblico di bambini e ragazzi l’incontro-scontro tra due specie di ominidi che hanno condiviso l’esistenza in Europa per migliaia di anni, Sapiens e Neanderthal. Fino a poco tempo fa si riteneva che l’arrivo dei Sapiens, avesse soppiantato la specie, ma sembra che le cose siano andate diversamente. Nuove scoperte dimostrato che i due gruppi hanno vissuto fianco a fianco nel sud dell’Europa. I Neanderthal non erano proprio come i Sapiens, avevano caratteristiche genetiche diverse. Abbiamo deciso di immaginare che queste caratteristiche li rendessero meno competitivi sul piano evolutivo ma conferissero loro una particolare sensibilità nei confronti degli aspetti più sottili della natura. Li abbiamo dunque immaginati meno abili, meno aggressivi, in contrasto con l’efficienza e la capacità organizzativa dei Sapiens. L’idea è quella di immaginare intorno ai Sapiens una visione che rispecchi gli aspetti più cinici e vincenti della società contemporanea, il Neanderthal incarnerà gli aspetti più disinteressati e poetici. Sul piano della ricerca storica, sembra che i Neanderthal avessero una forte propensione per l’arte, per la pittura, per la musica, pare fossero in grado di costruire strumenti musicali. Questa bipartizione anche se schematica ci permette in maniera semplice e diretta di lavorare sui conflitti tra i due gruppi che di volta in volta si incontreranno nella storia. Attraverso questa fiaba preistorica racconteremo i conflitti tra due specie con visioni e atteggiamenti diversi rispetto alla vita e all’ambiente.

dai 5 anni | teatro d’attore e teatro d’ombre | durata 55′

 


 

6 febbraio 2022, ore 18
Teatro Gioco Vita
IL PIÙ FURBO Disavventure di un incorreggibile lupo

dall’opera di Mario Ramos | con Andrea Coppone | adattamento teatrale Enrica Carini, Fabrizio Montecchi | regia e scene Fabrizio Montecchi | sagome Nicoletta Garioni e Federica Ferrari (dai disegni di Mario Ramos) | musiche Paolo Codognola | coreografie Andrea Coppone | costumi Tania Fedeli | disegno luci Anna Adorno

 
 

Nel folto del bosco un grande e cattivo Lupo affamato incontra la piccola Cappuccetto Rosso e subito elabora (dopotutto lui è il più furbo) un diabolico piano per mangiarsela. Senza esitazioni, lo mette in pratica. Mentre si avvicina alla casa della nonna, pregusta già il pranzetto: sarà uno scherzo da ragazzi divorarsele entrambe… Sembra l’inizio della favola che tutti conosciamo, almeno finché il Lupo (che si crede davvero il più furbo), non infila la rosa camicia da notte della nonna con tanto di cuffietta d’ordinanza, ed esce di casa… rimanendo chiuso fuori!
Così conciato e in attesa di elaborare un nuovo, geniale piano, al Lupo (che ancora si crede il più furbo), non rimane che nascondersi nel bosco.
Ma il bosco, ahimè, è un luogo molto frequentato, soprattutto dai personaggi delle fiabe, e il nostro Lupo fa imbarazzanti incontri (i Tre Porcellini, i Sette Nani, il Principe Azzurro, etc.) che mettono fortemente in crisi la sua vanità. Povero lupo! Tutti, invece di avere paura di lui, lo scambiano per un’innocua vecchietta. Per fortuna Cappuccetto Rosso è una bambina molto gentile e viene in suo aiuto. Eh sì, e lui che pensava di essere il più furbo!

dai 3 anni | teatro d’ombre, d’attore e danza | durata 45′

 


 
20 febbraio 2022, ore 18
Teatro Koreja
DIRE FARE BACIARE LETTERA TESTAMENTO

di Valeria Raimondi ed Enrico Castellani | cura Valeria Raimondi | parole Enrico Castellani | con Giorgia Cocozza, Carlo Durante, Anđelka Vulić | in collaborazione con Babilonia Teatri

 
 
 
 

“Dire fare baciare lettera testamento” è un’ode al bambino. È un canto alla sua bellezza, alle potenzialità che ogni bambino racchiude dentro di sé, all’infinita gamma di possibilità che ognuno di noi ha davanti quando nasce.
“Dire fare baciare lettera testamento” è il nostro personale manifesto dei diritti del bambino.
Riflette su un tempo, il nostro, e su una società caratterizzati da ritmi sempre più frenetici ed accelerati dove spesso i bambini vengono trattati come piccoli adulti, senza rispettare i loro tempi, i loro bisogni e senza riservare loro ascolto adeguato.
Lo spettacolo attraverso diversi quadri che si susseguono con ritmo travolgente mostra e fa vivere come un bambino abbia bisogno di fare esperienze, di come abbia bisogno che gli vengano accordate stima e fiducia.
“Dire fare baciare lettera testamento” è una proposta di gioco rivolta ai bambini, ai loro genitori, maestri e agli adulti in genere. È un invito a scoprire le possibilità del fare, del fare da soli, del fare insieme.
Lo spettacolo non racconta una storia, ne racconta tante. Racconta di come il gioco per un bambino sia importante e necessario quanto l’aria che respira. Racconta dei mondi che il gioco contiene e dischiude, di come il gioco sia spazio in cui crescere e confrontarsi, conoscere e conoscersi.
Si gioca perché giocare è il lavoro dei bambini.

dai 5 anni | teatro d’attore | durata 55′

 


 

6 marzo 2022, ore 18
Teatro Evento
(UNA) REGINA

da un’idea di Stefania Ventura | di e con Stefania Ventura e Gisella Vitrano | scena e luci Petra Trombini | suoni Francesco Vitaliti | in coproduzione con Quintoequilibrio | con il sostegno Teatro Biondo e Spazio Franco – Palermo | spettacolo finalista Premio Scenario Infanzia 2017

 
 
 

In un giorno di pioggia non si può uscire, meglio restare a casa, la parata della banda è annullata. Due sorelle, con gli strumenti luccicanti ancora in mano, guardano fuori dalla finestra. Una è tristissima, l’altra assorta. Per combattere la noia si inventeranno una fiaba che le trasporterà indietro nel tempo, quando c’erano vecchie governanti stanche di regnare e fanciulle obbedienti, il cui destino era scritto nel nome con cui nascevano.
«Cosa vuoi fare da grande?». La domanda può sembrare inutile per una giovane principessa chiamata Regina! E se invece la nostra Regina coltivasse in segreto un desiderio diverso, lontano dal futuro che si prospetta per lei? Quanto coraggio ci vuole per ribellarsi a un destino che ci sta stretto e dare ascolto al nostro talento più profondo? E cosa succederebbe se, per amore di chi ha scelto per noi, non riuscissimo a dire di no? Quanto influiscono le proiezioni che i genitori fanno sui propri figli, a volte inconsapevolmente, spesso con nobilissime intenzioni, pensando di garantire la miglior direzione per la loro crescita? Tra litigi, risate e danze sfrenate, le due sorelle metteranno alla prova la potenza della loro libertà, forse per esorcizzare la paura di diventare grandi nel modo più grigio, o forse per ritrovarsi alla fine, un po’ più unite.

dai 5 anni | teatro d’attore | durata 47′

 


 

27 marzo 2022, ore 18
Cada Die Teatro
IL RESPIRO DEL VENTO

di e con Mauro Mou e Silvestro Ziccardi | regia, collaborazione alla drammaturgia Alessandro Lay | luci e suono Matteo Sanna | musiche originali Mauro Mou, Matteo Sanna, Silvestro Ziccardi | contributo realizzazione canzoni Andrea Serra | realizzazione scene Matteo Sanna, Silvestro Ziccardi

 

 
 

C’era una volta un villaggio vicino a un grande lago, così limpido che sulla sua superficie potevi vedere galleggiare le nuvole, le foglie, le stelle e i sassi bianchi del fondo. Certe sere il cielo si rifletteva sull’acqua e colorava le case e i suoi abitanti d’azzurro e di blu. Ma un giorno smise di piovere e il lago si prosciugò. L’anziano del villaggio chiamò un ragazzo: “Guarda il cielo Alizar, il nostro lago ora è lassù, tu dovrai riportarlo quaggiù.” Alizar prima di partire andò dalla sua amata Mounia e sotto il Grande Albero si scambiarono una promessa d’amore.
Il respiro del vento è la storia del viaggio di Alizar che, cercando la pioggia per il suo Popolo, pian piano perse se stesso, e di Mounia che lo ritrovò, seguendo il suo respiro.

dai 5 anni | teatro d’attore e musica | durata 55′

 


 

favole&TAmburi 2021_22

abbonamento 25 euro (5 spettacoli)
biglietto unico 6 euro

info e prenotazioni al numero 366.3473430 (anche whatsapp) in orario di ufficio

 

accesso all’area degli eventi consentito solo con green pass rafforzato e mascherina Ffp2
vietata la consumazione di cibi e bevande in tutti gli ambienti dell’auditorium

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Il programma degli spettacoli in abbonamento potrebbe subire variazioni a causa dell’emergenza Covid.
Nell’auspicare che ciò non accada, garantiremo comunque le sostituzioni che dovessero rendersi necessarie,
anche con spettacoli di nostra produzione.

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Il cartellone favole&TAmburi – tredicesima stagione – è realizzato dal Crest nell’ambito del progetto regionale “Custodiamo la cultura in Puglia 2021”.
In collaborazione con Provincia di Taranto e Comune di Taranto.


 

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