La Scena dei Ragazzi 2017_18

Teatro Scuola > La Scena dei Ragazzi > Taranto

 

la stagione 2017_18 al TaTÀ
rassegna destinata alle scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di I grado

promossa da Comune di Taranto e Teatro Pubblico Pugliese
in collaborazione con CREST
 
 

22 e 23 gennaio 2018, ore 10.30
Tib Teatro (Belluno)
C’ERA 2 VOLTE 1 CUORE

regia Daniela Nicosia | con Susanna Cro e Labros Mangheras / Solimano Pontarollo | voce narrante Maria Sole Barito | scene Marcello Chiarenza | disegno luci e suono Paolo Pellicciari | costumi Giorgio Tollot

 
 
Una finestra nel cielo azzurro. Due bimbi aspettano di nascere, aspettano con fiducia e immaginano il mondo che sarà. Lo creano sotto gli occhi degli spettatori: la fioritura improvvisa di un albero di pesco; la luna, grande come una barca, dalla quale lasciarsi trasportare; una valigia da cui gemmano rose e farfalle. Elementi naturali fortemente evocativi, forme riconoscibili dai bambini, che sviluppano il loro immaginario e – insieme all’armonico elemento pittorico dato dal graduale ingresso del colore, alle musiche dolcissime di Jacques Brel e Charles Trenet – incantano i piccoli, mentre emozionano i grandi.
Piccole magie, nell’attesa della meraviglia, della bellezza che verrà. Sì, verrà.

dai 3 agli 8 anni | teatro d’attore e visivo gestuale | durata 60 min

 
Tib Teatro
È una struttura di produzione teatrale che dal 1994 risiede e opera presso il teatro comunale di Belluno, spazio nel quale elabora e realizza progetti artistici di teatro dedicato alle nuove generazioni, di drammaturgia contemporanea, di educazione e formazione teatrale, di integrazione tra le arti sceniche e la configurazione storica ed architettonica dei luoghi. La poetica che percorre i differenti spettacoli spazia dal teatro in musica, al teatro civile, al teatro nelle architetture cittadine. La direzione artistica è affidata a Daniela Nicosia, regista e drammaturga, premio ANCT 2004 da parte dell’Associazione Nazionale Critici di Teatro.
 

 


 

24 e 25 gennaio 2018, ore 10.30
Koreja (Lecce)
OPERASTRACCI o dell’educazione sentimentale

da un’idea di Enzo Toma e Silvia Ricciardelli | regia, drammaturgia e costumi Enzo Toma | con Anna Chiara Ingrosso, Emanuela Pisicchio, Fabio Zullino | scenografia e luci Lucio Diana
 
 

Nello spazio scenico simile ad un ring, tre attori e tre marionette, elaborazione dell’antica tradizione del Bunraku giapponese.
Musica e voci d’opera per comporre una storia di vita attraverso la relazione di una bambina ed un bambino, un ragazzo e una ragazza, un uomo e una donna. Occorrono 30 metri di stoffa per confezionare una sola delle marionette fatte di stracci che agiscono sulla scena insieme agli attori e che nascono sotto lo sguardo degli spettatori. Ci vuole un’ora per tentare di raccontare i sentimenti di due ragazzi che si incontrano, si conoscono, si scoprono e crescono insieme.
Un lavoro muto tra teatro e sentimenti che non hanno mai parole alla loro altezza.
Sulla base di quali modelli comportamentali e culturali i ragazzi vivono il proprio rapporto con i sentimenti? Quanto, nella loro quotidianità, incidono modelli fondati sul narcisismo, l’egoismo e talvolta la violenza?

dagli 8 ai 13 anni | teatro danza, d’attore e di figura (Bunraku) | durata 55 min

 
Koreja
Nasce nel 1985 ad Aradeo, uno dei 99 comuni del Salento, abitando un casale abbandonato denominato “le tre masserie” e svolgendo una delle più importanti attività culturali e artistiche del territorio (rilevanti gli incontri con Iben Nagel Rasmussen, attrice danese dell’Odin Teatret, e con Cesar Brie, attore, regista e drammaturgo argentino). Da qui comincia il percorso teatrale, proponendosi come un centro di produzione, ricerca e promozione teatrale rivolto a un vasto pubblico. Nel 1999 la cooperativa sposta la propria sede a Lecce, nella periferia della città, al quartiere Borgo Pace, dove compra e ristruttura una ex fabbrica di mattoni, facendola diventare un luogo europeo accogliente e funzionale, una vera casa del teatro, i Cantieri Teatrali Koreja. Dal 2015 è riconosciuto dal MiBACT come Centro nazionale di produzione teatrale.
 

 


 

5 e 6 febbraio 2018, ore 10.30
Giallo Mare Minimal Teatro (Empoli, FI)
CAPPUCCETTO E LA NONNA

testo e progetto drammaturgico Vania Pucci | regia Vania Pucci e Lucio Diana | con Vania Pucci e Adriana Zamboni | scenografia e luci Lucio Diana | oggetti Adriana Zamboni | disegni e lavagna luminosa Adriana Zamboni

 
 

Una dolce nonnina nella sua casetta dal tetto rosso tra il gatto e i fiori, tra pentole e gomitoli di lana, insegna alla piccola Cappuccetto come difendersi dal lupo per diventare grande, perché la nonna lo sa che il lupo ci prova sempre. È stata anche lei una piccola Cappuccetto. Inizia un duro allenamento a riconoscere lupi e a scacciarli per attraversare il bosco in santa pace. Il lupo si traveste, si nasconde, cambia la voce, cambia strada e cerca bambine con cappuccetti in testa. Insomma, c’è da stare molto attenti. Cappuccetto impara in fretta a difendersi e a smascherare lupi, perché la dolce nonnina conosce tutte le armi segrete, ma il lupo ha già spalancato la bocca…

dai 3 agli 8 anni | attore e disegno dal vivo con lavagna luminosa | durata 55 min

 
Giallo Mare Minimal Teatro
Fin dalla sua costituzione nel 1983 ha realizzato un costante percorso di ricerca drammaturgica e scenica incentrata sul recupero di alcuni particolari aspetti della tradizione teatrale e su una originale rilettura della tradizione con gli strumenti della contemporaneità. Pur essendo il nucleo artistico che ha fondato la compagnia tuttora presente alla guida della struttura, Renzo Boldrini e Vania Pucci, il gruppo si è sempre caratterizzato per la sua capacità di essere un punto di partenza o di coagulo di progetti che hanno visto la compagnia di Empoli essere scena d’incontro fra artisti che provengono sia dal mondo del teatro che da svariate discipline comunicative, quali le arti plastiche e visive, la scena elettronica, il mondo del video e della musica. Incontri, segni, stimoli, pratiche mai considerate come percorsi paralleli, ma tracce, idee che aiutassero la compagnia a moltiplicare le proprie capacità di visionari della scena: Multiscena è il neologismo con cui, ormai da alcuni anni la compagnia ha battezzato questo percorso di lavoro.
 

 


 

8 e 9 febbraio 2018, ore 10.30
Teatro Eidos (Benevento)
DON CHISCIOTTE E SANCIO PANZA

liberamente tratto da “Don Chisciotte” di Miguel de Cervantes | testo e regia Virginio De Matteo | con Raffaella Mirra, Mimmo Soricelli, Virginio De Matteo | scenogarfai Claudio Mirra | costumi Nico Celli

 
 

Una delle coppie più celebri della letteratura mondiale.  Riso, immaginazione e fantasia sono il principio di una messa in scena divertente e godibile; nella quale si rincorrono situazioni in cui lo stesso oggetto dà origine a interpretazioni dei due personaggi diametralmente opposte senza che nessuno dei due, però, prevalga sull’altro, trasformando la realtà a seconda della prospettiva da cui la si guarda.
La storia racconta di Don Chisciotte e Sancio Panza che si apprestano a liberare Dulcinea, prigioniera di un perfido duca. I due incontreranno i famosi mulini a vento e un disonesto oste che cercherà di sottrarre loro il danaro. Lo spettacolo condurrà nel surreale mondo di Don Chisciotte, fatto di giganti e saracini, di estenuanti battaglie e alte gesta eroiche.

dagli 8 ai 12 anni | teatro d’attore | durata 60 min

 
Teatro Eidos
Nato nel 1986, dall’incontro tra artisti provenienti da scuole diverse, accomunati da una grande passione per il teatro. Rappresentando Euripide, Shakespeare, Cechov e altri autori, il gruppo comincia a girare per i vari teatri d’Italia. La svolta nel 1992 quando la compagnia si accosta alla commedia dell’arte e mette in scena un canovaccio su Pulcinella. Le numerose produzioni per ragazzi, sempre più specifiche, affiancate al teatro tradizionale e di ricerca, hanno consentito di raggiungere traguardi artistici importanti, allestendo anche pièce scritte dal proprio laboratorio di scrittura. Organizza “AnGHInGò” e “Il paese dei sogni”, rilevanti rassegne di teatro per ragazzi.
 

 


 

15 e 16 febbraio 2018, ore 10.30
Ruotalibera (Roma)
GIUFÀ IL MARE E LE NUVOLE

testo, regia e interpretazione Tiziana Lucattini e Fabio Traversa | oggetti scenici Francesco Persico | progetto luci Martin Beeretz

 
 
 

Giufà. Pasticcione, testardo, visionario, stupido, furbo, saggio, matto, clown, bugiardo, poeta. Un bambino. Giufà con la madre, in un perenne, buffo e tenero conflitto, Giufà che guarda il mare e che sogna. Al di là del mare, un padre sconosciuto e idealizzato. Un desiderio di grandezza, un presente misero. Dalla saga di Giufà, personaggio di forte tradizione popolare dell’area del Mediterraneo, un racconto arguto e di speranza.

dagli 8 ai 12 anni | teatro d’attore | durata 60 min

 
Ruotalibera
Compare sul panorama culturale italiano nel 1977. La sua ricerca attraversa le pratiche di animazione teatrale per approdare a un lavoro d’autore e d’attore e alla scrittura scenica e drammaturgica. L’attenzione al mondo dell’infanzia e dei giovani è il tratto distintivo della sensibilità della compagnia, ciò che la conduce a una poetica di impegno culturale e civile, ad ascoltare le voci di chi è senza voce: “in – fans”, in latino, è chi non sa, non può, parlare. Già negli anni ’80 con spettacoli come “Oz” di Marco Baliani, ma soprattutto a partire dagli anni ’90, sotto la direzione artistica di Tiziana Lucattini, l’infanzia è interpretata come condizione di differenza, di abbandono, di scandalo. “Scarpette Rosse” di Tiziana Lucattini indica chiaramente la direzione: un teatro necessario, un teatro sensibile ai temi civili e alle istanze del mondo contemporaneo. Lo spettacolo vince nel 1992 il premio ETI-Stregagatto come migliore produzione per i giovani, e il progetto parallelo “Rischio di non crescere” segna una svolta nella vita della cooperativa.
 

 


 

19 e 20 febbraio 2018, ore 10.30
Stivalaccio Teatro (Scorzè, VE)
LA BELLA E LA BESTIA

testo e regia Marco Zoppello | con Sara Allevi / Eleonora Marchiori, Giulio Canestrelli, Matteo Pozzobon | musica dal vivo trio Friedrich Micio (Enrico Milani: violoncello, oggetti; Matteo Minotto: fagotto, percussioni; Pietro Pontini: violino, attrezzi) | scenografia Alberto Nonnato | ideazione e creazione figure Ariela Maggi | costumi Antonia Munaretti | disegno luci Matteo Pozzobon | con il sostegno di OperaEstate Festival, NataTeatro e Fondazione Teatro Civico di Schio

Un fitto bosco di alberi alti e scuri nasconde un bellissimo castello dal quale si scorge una fanciulla. Lei è Bella. Così bella che tutti la chiamano soltanto: Bella. Ma il castello non è certo il suo, è di Lui. No, non del Principe, ma della Bestia. Così bestia che tutti lo chiamano soltanto: Bestia. Anzi, lo chiamerebbero, se qualcuno lo andasse mai a trovare. Non è cattivo, non è incivile, maleducato, stupido, è semplicemente… Bestia. E come tutte le bestie fa paura. Come fa paura il bosco, come fanno paura le ombre e i castelli sconosciuti. Come fa paura l’amore.

dai 5 ai 10 anni | teatro d’attore, musica e figura | durata 60 min

 
Stivalaccio Teatro
Nasce nel 2007 come compagnia di teatro popolare, dall’incontro tra Michele Mori e Marco Zoppello. Nello stesso anno realizza lo spettacolo “Amori, Medici e Ciarlatani”, esordio della sigla teatrale tosco-veneta, che sarà ripreso nel 2012 con un nuovo cast e una nuova messa in scena (rappresentato al carnevale di Venezia nel 2013 e in Bosnia Erzegovina). Nello stesso periodo mettono in scena “Aspettando Palladio”, “Il furbo e lo sciocco” e “Pierino in fabula”, prima produzione di teatro ragazzi. Nel 2013 si uniscono Sara Allevi e Anna De Franceschi. I quattro attori condividono una stessa formazione di teatro fisico-gestuale basata sulle tecniche della commedia dell’arte, la danza, il nuovo mimo e il nuovo clown. Durante il corso degli anni la compagnia ha anche realizzato uno spettacolo di arte di strada, “La famiglia Trombetta”, riconoscendo in quest’arte e nella clownerie un ramo parallelo del proprio percorso.
 

 


 

biancaneve-la-vera-storia-ph-tea-primiterra-0626 febbraio 2018, ore 10.30
Crest (Taranto)
BIANCANEVE, LA VERA STORIA

scene luci testo e regia Michelangelo Campanale | con Catia Caramia, Maria Pascale, Luigi Tagliente | costumi Maria Pascale | assistente alla regia Serena Tondo | assistente di produzione Sandra Novellino | tecnici di scena Walter Mirabile e Carlo Quartararo

 
 

Le fiabe sono eterne e di tutti, ma nascono in luoghi precisi. Biancaneve, una delle fiabe più conosciute al mondo, nasce in Germania; le montagne innevate e le miniere profonde di quella terra ci allontanano dall’immaginario americano di Walt Disney, per ridarle la luce che le è propria. Nel nostro spettacolo, l’ultimo dei sette nani diventa testimone dell’arrivo di una bambina coraggiosa, che preferisce la protezione del bosco sconosciuto allo sguardo, conosciuto ma cupo, di sua madre. Una madre che diventa matrigna, perché bruciata dall’invidia per la bellezza di una figlia che la vita chiama naturalmente a fiorire. Nel bosco Biancaneve aspetta come le pietre preziose che, pazienti, restano nel fondo delle miniere, fino a quando un giorno saranno portate alla luce e potranno risplendere di luce propria ai raggi del sole.

dai 7 ai 13 anni | teatro d’attore | durata 60 min

 
Crest
Nato a Taranto nel 1977, porta avanti in un ambiente difficile – sia socialmente che culturalmente – un discorso teatrale coerente e innovativo, raccontando vite complicate, sogni ostinati, incontri tra culture e condizioni differenti, cercando di coniugare i linguaggi della tradizione con quelli della ricerca teatrale contemporanea. Ha scelto quali interlocutori privilegiati i bambini, i ragazzi e i giovani, con l’intento di creare un punto di riferimento culturale e professionale forte. È stato finalista per il premio ETI-Stregagatto con gli spettacoli “La neve era bianca” nel 1999, “La mattanza” nel 2000, “Cane nero” nel 2001 ed ha prodotto lo spettacolo vincitore del Premio Scenario 2005, “Il deficiente”. Ha vinto tre edizioni del premio L’uccellino azzurro del festival “Ti Fiabo e Ti Racconto” di Molfetta con gli spettacoli “La storia di Hansel e Gretel” (2009 e 2015) e “Sposa sirena” (2013). Dopo 30 anni di attività “senza fissa dimora”, dal 2009 dispone di 1000 metri quadrati di “teatro da abitare”, il TaTÀ, nel quartiere popolare ed operaio per eccellenza della città, il rione Tamburi.
 

 


 

27 e 28 febbraio, ore 10.30
Teatro del Buratto (Milano)
IL MIO PAPÀ È ULISSE

ideazione, progetto e regia Renata Coluccini | con Sabrina Marforio, Stefano Panzeri, Renata Coluccini | collaborazione per l’immagine Jolanda Cappi | costumi Mirella Salvischiani | scene Marco Muzzolon | musiche originali Francesco Chebat | disegno luci Marco Zennaro

 

Il mito ci aiuta a comprendere l’oggi, a dare voce e immagine a situazioni e paure dell’animo.
Proviamo a guardare il “mito” Ulisse con lo sguardo del figlio. Con lui chiediamoci perché il padre non torna.
Questa è la storia di Ulisse, che attraversa il mare.
Questa è la storia di Telemaco che aspetta il ritorno di suo padre Ulisse, guardando il mare.
E il vento e le onde gli raccontano di come suo padre vinse la guerra di Troia. Di come è difficile tornare dalla guerra.
Gli narrano dei Ciclopi e di come Ulisse li sconfisse, dell’arte magica della bellissima Circe, della nave catturata dai vortici di Cariddi in uno schiumoso mare.
Questa è la storia di un’attesa e di un ritorno.
Se Telemaco è presente nella sua attesa, il mondo del padre prende vita attraverso la forza di immagini deformate, trasformate dal suo sentire.

dagli 8 ai 13 anni | teatro d’attore | durata 60 min

 
Teatro del Buratto
Nato nel 1975, ha da sempre orientato la produzione con un’attenzione particolare al momento musicale, all’aspetto pittorico, grafico e di immagine, nella direzione di un “teatro totale”, dove alle consuete tecniche d’attore, che fanno uso di linguaggi verbali e gestuali, si accompagna una ricerca nel teatro d’animazione (pupazzi, oggetti, forme) secondo le tecniche più diverse: teatro su nero, pupazzo indossato, ecc. All’attività di produzione ne affianca un’intensa di ospitalità. Dalla stagione 2007/2008 organizza e promuove IF Festival Internazionale di Teatro di Immagine e Figura in un’articolata definizione che comprende le forme artistiche tanto della tradizione quanto dell’innovazione e della contemporaneità, dando vita a una proposta programmatica che ha riscosso, fin dalla prima edizione, un significativo e positivo riscontro della critica specializzata e un grande successo di pubblico (nel 2010 premio Hystrio Provincia di Milano). Gestisce il Teatro Verdi in convenzione con il Comune di Milano.
 

 


 

5 marzo 2018, ore 10.30
Crest (Taranto)
COME IL BRUTTO ANATROCCOLO

testo e regia Sandra Novellino e Delia De Marco | con Alessandra Ardito, Delia De Marco, Paolo Gubello, Giuseppe Marzio | scene e luci Michelangelo Campanale | costumi Maria Pascale | assistente alla regia Antonella Ruggiero | tecnico di scena Vito Marra

 
 

Un piccolo anatroccolo, nato più grosso e più alto dei suoi fratelli, accetta il suo destino di “brutto”, senza nascondersi, anzi lasciando le ali protettrici di mamma anatra e avviandosi per il suo solitario viaggio di conoscenza del mondo e dei suoi abitanti. Nel suo cammino non si arrenderà mai alle regole e all’alterigia altrui, sopportando il vento ed il ghiaccio, accettando spintoni e insulti. Crescerà e imparerà a riconoscere e ad amare ciò che appartiene alla sua natura, come l’acqua e il volo. Si scoprirà cigno e, per la prima volta, non avrà paura ma pudore. Proprio come un bambino quando si scopre ragazzo.

dai 4 agli 8 anni | teatro d’attore e di figura | durata 50 min

 
Crest
Nato a Taranto nel 1977, porta avanti in un ambiente difficile – sia socialmente che culturalmente – un discorso teatrale coerente e innovativo, raccontando vite complicate, sogni ostinati, incontri tra culture e condizioni differenti, cercando di coniugare i linguaggi della tradizione con quelli della ricerca teatrale contemporanea. Ha scelto quali interlocutori privilegiati i bambini, i ragazzi e i giovani, con l’intento di creare un punto di riferimento culturale e professionale forte. È stato finalista per il premio ETI-Stregagatto con gli spettacoli “La neve era bianca” nel 1999, “La mattanza” nel 2000, “Cane nero” nel 2001 ed ha prodotto lo spettacolo vincitore del Premio Scenario 2005, “Il deficiente”. Ha vinto tre edizioni del premio L’uccellino azzurro del festival “Ti Fiabo e Ti Racconto” di Molfetta con gli spettacoli “La storia di Hansel e Gretel” (2009 e 2015) e “Sposa sirena” (2013). Dopo 30 anni di attività “senza fissa dimora”, dal 2009 dispone di 1000 metri quadrati di “teatro da abitare”, il TaTÀ, nel quartiere popolare ed operaio per eccellenza della città, il rione Tamburi.
 

 


 

8 e 9 marzo 2018, ore 10.30
Bottega degli Apocrifi (Manfredonia, FG)
SCHIACCIANOCI SWING

liberamente ispirato a Hoffmann e a Tchaikovsky e al mondo dello “Schiaccianoci” | scene luci e regia Cosimo Severo | arrangiamento musicale da Tchaikovsky e brani musicali Fabio Trimigno | con Alessandra Ardito (batteria e fisarmonica), Celestino Telera (chitarra elettrica), Michele Telera (contrabbasso e percussioni), Fabio Trimigno (violino), Luca Pompilio

 
Ci sono quelle domande che ti porti dietro da sempre. Come marcia un esercito di topi? Come si entra in un mondo magico? Come se ne esce? Come faccio a sapere quando un sogno è davvero finito?
Domande a cui lo spettacolo risponde con la musica, con un concerto teatrale. Un gioco musicale che nasce fondendo i generi, rileggendo in chiave swing i brani più famosi del balletto, dondolando tra il jazz e il blues, saltellando dallo stile classico al bluegrass, dallo swing alla musica folk, dal valzer alle improvvisazioni.
La più celebre fiaba di Hoffmann si trasforma in un’opera musicale dedicata ai più piccoli e viene custodita da musicisti/giocattolo capaci di credere ai sogni fino a farli diventare veri.

dai 5 ai 10 anni | concerto teatrale | durata 50 min

 
Bottega degli Apocrifi
Nasce nel 2001 a Bologna, dall’incontro delle storie e delle professionalità del regista Cosimo Severo, della drammaturga Stefania Marrone, del violinista/compositore Fabio Trimigno. Con l’obiettivo politico di “coltivare il deserto”, nel 2004 si trasferisce a Manfredonia, operando una ricerca sulla narrazione teatrale, sull’esplorazione del corpo/attore, sulla nuova drammaturgia e sulla drammaturgia musicale. Nel 2010 si avvicina al Teatro Ragazzi, immaginando i più giovani – di cui fa quotidiana esperienza nei laboratori – come pubblico, e vince con lo spettacolo “Nel bosco addormentato” il premio Eolo Awards come migliore novità 2011, il premio Rosa d’oro 2010 del Festival internazionale di teatro ragazzi di Padova e il premio L’uccellino azzurro 2011 del festival “Ti Fiabo e ti Racconto” di Molfetta. Dopo 30 anni di attività “senza fissa dimora”, dal 2009 dispone di 1000 metri quadrati di “teatro da abitare”, il TaTÀ, nel quartiere popolare ed operaio per eccellenza della città, il rione Tamburi.
 

 


 

19 e 20 marzo 2018, ore 10.30
Proscenioteatro (Porto San Giorgio, FM)
PUNTO E PUNTA

testo e regia Marco Renzi | con Mirco Abbruzzetti e Simona Ripari | musiche originali Rodolfo Spaccapaniccia | immagini video Mirko Viti | costumi Valentina Ardelli | pupazzi Lucrezia Tritone | scene Paolo Figri su disegno di Paolo De Santi | voce fuori campo Beatrice Bellabarba

 

La vera, incredibile e mai prima d’ora raccontata, storia del mondo. Cronaca di uno spazio primordiale, immenso, bianco e silenzioso, di un piccolo punto nero che lo abita, della sua solitudine e della sua tristezza. Di una provvidenziale punta che arriva, del loro incontro, di tanti puntini scalmanati che nascono e che prendendosi per mano diventano linee. Cronache di linee curiose che incastrandosi vanno a formare delle inaspettate figure geometriche, che a loro volta, mosse da irrefrenabile attrazione, si compongono disegnando il mondo delle origini, quello in bianco e nero.

dai 3 agli 8 anni | teatro d’attore e di figura, videoproiezioni e interazione con il pubblico | durata 60 min

 
Proscenioteatro
Nasce ufficialmente nell’estate del 2016, dall’incontro tra due professionisti, Stefano Tosoni e Marco Renzi, che operano da decenni nel settore del teatro e degli spettacoli dal vivo. All’interno di questa nuova forma societaria, li ritroviamo entrambi come direttori artistici: Tosoni per il settore formazione, teatro di prosa e non solo, Renzi per quello che riguarda il teatro ragazzi, eventi e festival correlati. E da questa alchimia tra due persone che si stimano professionalmente, che operano nello stesso ambito, ma in settori distinti che però possono integrarsi e potenziarsi a vicenda, nasce la volontà di imbarcarsi in questa nuova avventura, la Proscenioteatro srls appunto, una nuova realtà che ambisce a divenire punto di riferimento, nelle Marche e non solo, per tutto ciò che concerne il teatro, l’arte, gli spettacoli dal vivo.
 

 


 

22 e 23 marzo 2018, ore 10.30
Tra il dire e il fare/La luna nel letto (Ruvo di Puglia – BA)
CINEMA PARADISO
regia luci e scene Michelangelo Campanale | con Giuseppe Di Puppo, Annarita De Michele, Erica Di Carlo, Paolo Gubello, Daniele Lasorsa, Leonard Lesage, Salvatore Marci, Maria Pascale, Palmiriana Sibilia, Luigi Tagliente | supervisione coreografica Aline Nari | cura del testo Katia Scarimbolo | tecnico luci Tea Primiterra | costumi Maria Pascale | video Ines Cattabriga e Michelangelo Campanale | in collaborazione con la Scuola di Danza Artinscena | durata 60 min

 

Il piccolo Totò vive nel cinema, nutrendo il suo immaginario di visioni e citazioni, imparate a memoria in maniera quasi ossessiva, sospeso in un intervallo di tempo reale, tra la perdita e la scoperta, l’addio. Totò fa ripartire la pellicola della sua vita, di una personale educazione sentimentale in cui spetta alle immagini dei film tesserne la trama. L’abbandono, la solitudine, l’accettazione di sè e della propria condizione, nel gioco di una danza che rende adulti senza mai perdere la tenerezza, si intrecciano alle vicende dei protagonisti di tante bellissime pellicole. E solo così per Totò la vita potrà essere compresa, accettata e trasformata, perché si eleva a quella dimensione universale dell’esistenza che il cinema, e l’arte in genere, ha il potere di restituirci.

dagli 8 ai 13 anni | lavoro d’attore, proiezioni cinematografiche | durata 60 min

 
Tra il dire e il fare
Costituita come associazione culturale nel 1994 a Ruvo di Puglia, si occupa prevalentemente di promuovere e diffondere la cultura, intesa come luogo privilegiato di ricerca e sperimentazione del gioco, delle arti figurative, della musica, della danza, del teatro. Dall’Associazione è sorta nel 2002 la compagnia teatrale La luna nel letto con cui sono stati prodotti diversi spettacoli di Teatro Ragazzie prosaa seguito di un lungo e attento percorso di ricerca sull’immaginario, i desideri e i bisogni infantili e giovanili. Ha ottenuto due Eolo Awards: nel 2010 con “Senza Piume” come migliore novità e nel 2011 con “Il vecchio e il mare”, dall’omonimo romanzo breve di Ernest Hemingway, come miglior spettacolo italiano di teatro per le nuove generazioni. Nel 2016 con le sue ultime produzioni, “SeMino” e “Cinema Paradiso”, è stata invitata al Festival Iberoamericano de Teatro de Bogotà in Colombia e al Festival Internacionál 5 de Mayo a Puebla in Messico. Dal 2008 gestisce il Teatro comunale di Ruvo di Puglia.
 

 


 

biancaneve-la-vera-storia-ph-tea-primiterra-065 e 6 aprile 2018, ore 10.30
Crest (Taranto)
BIANCANEVE, LA VERA STORIA

scene luci testo e regia Michelangelo Campanale | con Catia Caramia, Maria Pascale, Luigi Tagliente | costumi Maria Pascale | assistente alla regia Serena Tondo | assistente di produzione Sandra Novellino | tecnici di scena Walter Mirabile e Carlo Quartararo

 
 

Le fiabe sono eterne e di tutti, ma nascono in luoghi precisi. Biancaneve, una delle fiabe più conosciute al mondo, nasce in Germania; le montagne innevate e le miniere profonde di quella terra ci allontanano dall’immaginario americano di Walt Disney, per ridarle la luce che le è propria. Nel nostro spettacolo, l’ultimo dei sette nani diventa testimone dell’arrivo di una bambina coraggiosa, che preferisce la protezione del bosco sconosciuto allo sguardo, conosciuto ma cupo, di sua madre. Una madre che diventa matrigna, perché bruciata dall’invidia per la bellezza di una figlia che la vita chiama naturalmente a fiorire. Nel bosco Biancaneve aspetta come le pietre preziose che, pazienti, restano nel fondo delle miniere, fino a quando un giorno saranno portate alla luce e potranno risplendere di luce propria ai raggi del sole.

dai 7 ai 13 anni | teatro d’attore | durata 60 min

 
Crest
Nato a Taranto nel 1977, porta avanti in un ambiente difficile – sia socialmente che culturalmente – un discorso teatrale coerente e innovativo, raccontando vite complicate, sogni ostinati, incontri tra culture e condizioni differenti, cercando di coniugare i linguaggi della tradizione con quelli della ricerca teatrale contemporanea. Ha scelto quali interlocutori privilegiati i bambini, i ragazzi e i giovani, con l’intento di creare un punto di riferimento culturale e professionale forte. È stato finalista per il premio ETI-Stregagatto con gli spettacoli “La neve era bianca” nel 1999, “La mattanza” nel 2000, “Cane nero” nel 2001 ed ha prodotto lo spettacolo vincitore del Premio Scenario 2005, “Il deficiente”. Ha vinto tre edizioni del premio L’uccellino azzurro del festival “Ti Fiabo e Ti Racconto” di Molfetta con gli spettacoli “La storia di Hansel e Gretel” (2009 e 2015) e “Sposa sirena” (2013). Dopo 30 anni di attività “senza fissa dimora”, dal 2009 dispone di 1000 metri quadrati di “teatro da abitare”, il TaTÀ, nel quartiere popolare ed operaio per eccellenza della città, il rione Tamburi.
 

 


 

9, 10 e 11 aprile 2018, ore 10.30
Crest (Taranto)
COME IL BRUTTO ANATROCCOLO

testo e regia Sandra Novellino e Delia De Marco | con Alessandra Ardito, Delia De Marco, Paolo Gubello, Giuseppe Marzio | scene e luci Michelangelo Campanale | costumi Maria Pascale | assistente alla regia Antonella Ruggiero | tecnico di scena Vito Marra

 
 

Un piccolo anatroccolo, nato più grosso e più alto dei suoi fratelli, accetta il suo destino di “brutto”, senza nascondersi, anzi lasciando le ali protettrici di mamma anatra e avviandosi per il suo solitario viaggio di conoscenza del mondo e dei suoi abitanti. Nel suo cammino non si arrenderà mai alle regole e all’alterigia altrui, sopportando il vento ed il ghiaccio, accettando spintoni e insulti. Crescerà e imparerà a riconoscere e ad amare ciò che appartiene alla sua natura, come l’acqua e il volo. Si scoprirà cigno e, per la prima volta, non avrà paura ma pudore. Proprio come un bambino quando si scopre ragazzo.

dai 4 agli 8 anni | teatro d’attore e di figura | durata 50 min

 
Crest
Nato a Taranto nel 1977, porta avanti in un ambiente difficile – sia socialmente che culturalmente – un discorso teatrale coerente e innovativo, raccontando vite complicate, sogni ostinati, incontri tra culture e condizioni differenti, cercando di coniugare i linguaggi della tradizione con quelli della ricerca teatrale contemporanea. Ha scelto quali interlocutori privilegiati i bambini, i ragazzi e i giovani, con l’intento di creare un punto di riferimento culturale e professionale forte. È stato finalista per il premio ETI-Stregagatto con gli spettacoli “La neve era bianca” nel 1999, “La mattanza” nel 2000, “Cane nero” nel 2001 ed ha prodotto lo spettacolo vincitore del Premio Scenario 2005, “Il deficiente”. Ha vinto tre edizioni del premio L’uccellino azzurro del festival “Ti Fiabo e Ti Racconto” di Molfetta con gli spettacoli “La storia di Hansel e Gretel” (2009 e 2015) e “Sposa sirena” (2013). Dopo 30 anni di attività “senza fissa dimora”, dal 2009 dispone di 1000 metri quadrati di “teatro da abitare”, il TaTÀ, nel quartiere popolare ed operaio per eccellenza della città, il rione Tamburi.
 

 


 

16 e 17 aprile 2018, ore 10.30
Crest
LA BOTTEGA DEI GIOCATTOLI

testo e regia Sandra Novellino e Delia De Marco | con Delia De Marco, Valentina Elia, Giuseppe Marzio | voci registrate Anna Ferruzzo e Giovanni Guarino | scene costumi e disegno luci Maria Pascale | musiche originali Mirko Lodedo | tecnico di scena Walter Mirabile

 

La storia accade in una bottega di giocattoli, e le botteghe di giocattoli non sono forse delle città nelle quali i giocattoli vivono come delle persone? O meglio, le città non sono forse delle botteghe di giocattoli nelle quali le persone vivono come dei giocattoli? C’è sempre una bambola più bella e c’è la bambola invidiosa, un orsacchiotto che si innamora e un soldatino geloso, una mamma cattiva e una buona fata, giostre e macchinine che non si stancano di girare. Un mondo parallelo che aiuta i bambini a fare esperienza di emozioni, imparando a non perdere “la bussola”, passando dalla gioia alla delusione, dalla malinconia all’allegria, dall’amore al risentimento. Una città solitamente notturna, perché vive nel profondo dei sentimenti. Non solo infantili.

dai 4 agli 8 anni | teatro d’attore e danza | durata 50 min

 
Crest
Nato a Taranto nel 1977, porta avanti in un ambiente difficile – sia socialmente che culturalmente – un discorso teatrale coerente e innovativo, raccontando vite complicate, sogni ostinati, incontri tra culture e condizioni differenti, cercando di coniugare i linguaggi della tradizione con quelli della ricerca teatrale contemporanea. Ha scelto quali interlocutori privilegiati i bambini, i ragazzi e i giovani, con l’intento di creare un punto di riferimento culturale e professionale forte. È stato finalista per il premio ETI-Stregagatto con gli spettacoli “La neve era bianca” nel 1999, “La mattanza” nel 2000, “Cane nero” nel 2001 ed ha prodotto lo spettacolo vincitore del Premio Scenario 2005, “Il deficiente”. Ha vinto tre edizioni del premio L’uccellino azzurro del festival “Ti Fiabo e Ti Racconto” di Molfetta con gli spettacoli “La storia di Hansel e Gretel” (2009 e 2015) e “Sposa sirena” (2013). Dopo 30 anni di attività “senza fissa dimora”, dal 2009 dispone di 1000 metri quadrati di “teatro da abitare”, il TaTÀ, nel quartiere popolare ed operaio per eccellenza della città, il rione Tamburi.
 

 


 
18 e 19 aprile 2018_ore 10.30
Compagnia del Sole
L’UNIVERSO È UN MATERASSO (e le stelle un lenzuolo)

di Francesco Niccolini | regia e interpretazione Flavio Albanese | collaborazione artistica e luci Marinella Anaclerio | scena da un’idea di Marco Rossi e Paolo Di Benedetto | assistente alla regia Vincenzo Lesci | foto e video DIANE Ilaria Scarpa¬ Luca Telleschi | consulenza scientifica Marco Giliberti | consulenza musicale Roberto Salah-addin ReDavid | durata 55 min
 
 

Questo è il grande racconto del Tempo. È diviso in quattro capitoli. Il primo racconta il tempo in cui il Tempo non esisteva ancora: l’origine del tutto attraverso il mito. Il secondo capitolo descrive il tempo in cui la realtà era ciò che il buon senso e l’occhio umano potevano cogliere e comprendere: il Sole gira intorno alla Terra. Il tempo di Aristotele e Tolomeo. Il terzo capitolo è la rivoluzione copernicana ovvero il Sole è il centro del mondo e la Terra immobile non è. L’ultimo capitolo riguarda il Novecento, l’epoca in cui l’uomo ha cominciato a comprendere che non solo le cose non sono come sembrano, ma probabilmente tutto – come in teatro – è solo illusione: il tempo prima si è fatto una variabile relativa e poi è scomparso dalle leggi della fisica. Il Tempo in persona, Crono, prima imperatore dell’Universo e poi, dopo essere stato sconfitto dal figlio Zeus, sempre più in disparte. Fino a sparire.

dagli 11 ai 14 anni | teatro d’attore | durata 60 min

 
Flavio Albanese
Attore e regista, diplomato alla Scuola di Teatro diretta da Giorgio Strehler a Milano e al Laboratorio triennale per pedagoghi, registi e attori diretto da Jurij Alschitz. Dal 1994 dirige laboratori di teatro e commedia dell’arte in Italia e all’estero (Germania, Polonia, Svezia e Ungheria). Dal 1986 a oggi ha messo in scena come attore, regista e curatore di traduzioni e adattamenti, testi di autori classici e contemporanei: Virgilio, Moliere (tra cui Il Tartufo con Toni Servillo), Kane, Goldoni (Il bugiardo, Il servitore di due padroni, La locandiera, Gli Innamorati, Un curioso accidente), Shakespeare, Sherman, Alvaro, De Bei, Beckett, Eliot, Maraini, Goethe (Faust I, regia Giorgio Strehler), Orwell, Rodari, Aristofane, Williams, Lorca, Wojtyla, (La bottega dell’orefice). Nel 2010, tra Roma e Bari, dà vita con Marinella Anaclerio, Pino Pipoli e Alberto Bellandi alla Compagnia del Sole.
 

 


 

La Scena dei Ragazzi 2017_18

informazioni e prenotazioni:
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Cinzia Sartini (responsabile) – cinziasartini@teatrocrest.it
tel. 099.4725780 (interno 3) – fax 099.4725811

 


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