Nobody’s tales / I racconti di nessuno

Un film nel libro. Dal 26 novembre al 14 dicembre, il TaTÀ di Taranto ospita l’installazione visiva “Nobody’s tales / I racconti di nessuno” di LeleMarcojanni, una sperimentazione multimediale che propone uno spaccato di Taranto vecchia con attori non professionisti. Nel foyer dell’auditorium di via Deledda, il racconto cinematografico è fruibile tutti i giorni, dalle ore 10 alle 13 e dalle ore 16 alle 19, anche il sabato e la domenica se giorni di programmazione teatrale. Ingresso libero. Info a 099.4725780.
“Nobody’s tales / I racconti di nessuno” è un progetto di narrazione visiva che comprende diversi capitoli, e il primo, “Taranto vecchia”, è stato realizzato dal collettivo di videomaker LeleMarcojanni in due anni, con un approccio immersivo documentaristico, grazie al supporto e al coinvolgimento di realtà del territorio, dopo una residenza artistica sull’isola di Taranto vecchia nel marzo del 2016 ospite della rassegna “Scirocco”.
A Taranto, città affatto avvezza alle installazioni artistiche e/o multimediali, il progetto espositivo rischia di passare inosservato nonostante restituisca la più lucida rappresentazione di Taranto vecchia, pure al centro da anni dei tanti e diversi progetti di riqualificazione della città tutta; a partire dalla sua isola con annessi discorsi su recupero identitario, attrattiva turistica, attrattori culturali. Insomma, gioielli di famiglia da guardare e non toccare. Lasciare degradare.
Il meccanismo narrativo dell’opera “Nobody’s tales” ibrida la narrazione di un’opera letteraria e quella di un’opera filmica. A sua volta, la storia utilizza meccanismi narrativi della fiaba insieme con elementi reali e tecniche di ripresa documentaristiche. La drammaturgia del racconto è costruita da brani originali e da trascrizioni orali, filastrocche, citazioni tratte da scritti di Alessandro Leogrande, dai Vangeli Apocrifi o dalle pagine di Calvino: tutto concorre a costruire il flusso del racconto, in una convivenza sperimentale con parti filmiche, scene con dialoghi e azione e un apparato sonoro composto da prese dirette e field recordings rielaborati da musicisti.
La sperimentazione narrativa e multimediale si basa sul concetto di fruizione dell’opera e sulle relazioni che lo spettatore instaura con il libro, all’attenzione che sceglie di dare al racconto. La lettura del libro stabilisce un rapporto di narrazione intimo, coinvolgente. Lo spettatore ha il controllo del tempo e questo cambia radicalmente il suo stare nella narrazione. È il lettore-spettatore a selezionare, voltando pagina, cosa ignorare, a comporre la sua timeline narrativa, a essere responsabile di ciò che sceglie di non vedere.
Sorpresa, stupore, ammirazione, incredulità sono i sentimenti espressi da quanti stanno avendo modo di sfogliare le pagine di questo particolare libro, cercando in quella sorta di specchio segreto tracce di identità perduta.

LeleMarcojanni
Vive e lavora a Bologna. Racconta e sviluppa progetti di narrazione visiva in luoghi e su supporti che trova più adatti alla storia. Ha firmato la regia di documentari, cortometraggi e mockumentary con i quali è stato selezionato in festival di cinema nazionali e internazionali. Usa la scrittura e si interessa di progetti editoriali. Ha realizzato “Carta”, due documentari dedicati a Giorgio Maffei e Christoph Schifferli, tra i più importanti collezionisti di libri d’artista in Europa. “Le città hanno gli occhi” (2016) è il suo penultimo progetto espositivo: la video installazione raccoglie il racconto corale di Bologna e il suo rapporto con il fumetto, reso attraverso le storie di undici autori che hanno attraversato, vissuto o abbandonato la città. Con “Nobody’s tales / I racconti di nessuno” e il primo capitolo dell’opera girato a Taranto vecchia, ibrida il linguaggio del libro a quello del cinema creando un dispositivo che costringe il lettore/spettatore ad intervenire direttamente sulla lettura dell’opera. LeleMarcojanni, che non è il nome di nessuno dei componenti ma un omaggio a un regista romano pressoché sconosciuto, è un progetto collettivo di narrazione visiva fondato da Elena Mattioli, Flavio Perazzini e Roberto Mezzano.

crediti fotografici Peppe Frisino