Periferie 2022

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la stagione 2022 all’auditorium Ta
rassegna di teatro e danza

 
 
 

sabato 5 marzo, ore 21
Campo Teatrale / Emilia Romagna Teatro Fondazione (ERT) / Ravenna Teatro
BOCCASCENA ovvero Le conseguenze dell’amor teatrale

di César Brie e Antonio Attisani | con Antonio Attisani, Giulia Bertasi e César Brie | stendardi e ritratti Marisa Bello | interventi musicali Giulia Bertasi, Pablo Brie, Federico Costanza | scene e costumi Giancarlo Gentilucci | maschere Andrea Cavarra e Chiara Barlassina | luci Daniela Vespa | foto Paolo Porto | residenze Arti e spettacolo – Teatro Nobel per la Pace, Campo Teatrale, Comune di Alta Val Tidone, Olinda / TeatroLaCucina, Teatro Rasi – Ravenna Teatro | durata 72’

 

Due uomini di teatro si incontrano per caso dopo tanto tempo, su un palcoscenico che potrebbe essere una zattera nell’altrove.
Non se ne rendono conto, ma una figura – il custode del teatro, un regista, il loro erede? – li guida nella scoperta di essere stati in qualche modo legati lungo tutto il corso della vita.
La loro è stata un’amicizia ruvida, senza compiacimenti né complicità, entrambi seguendo su diverse mappe le tracce di un teatro necessario a sé stessi e agli altri.
In questo ritrovarsi ironico e disincantato, l’enigmatico Servo di scena suggerisce e suona i temi privati e universali che hanno interpretato, chissà se bene o male nel corso della loro vita.
I racconti dei due diventano un viaggio che li porta a fare i conti con sé stessi, con le differenze tra loro, con visioni e vicende dell’eterno passato, un viaggio che attraversa opere, scuole, maestri, colleghi, amori, colpe, malattie. Memorie ferite.
L’esercizio della sincerità è la loro ultima recita costellata di incidenti, una musica incostante nella quale affiorano le conseguenze dell’amore travolgente per un teatro popolato da mille personaggi e specialmente, in quest’ultimo passaggio, dal Gatto e la Volpe, l’anziana coppia che vorrebbe giustiziare simbolicamente quel Pinocchio che è diventato un “bravo bambino”, il vero vincitore nella realtà storica.
La scombinata narrazione procede per salti e cadute, da un’allegra insofferenza iniziale all’ultima uscita di scena, uno sconsolato matrimonio.
Per astra ad aspera. Fine teatro mai.
 
Questo lavoro è stato dapprima scritto da un anziano attore e un vecchissimo professore durante la pandemia che ha rinchiuso tutti in casa per molti mesi. Le battute di Volpe non sono state scritte da Volpe e quelle di Gatto da Gatto. È tutto molto più confuso, grazie anche a ciò che è accaduto durante le prove.
La stesura del primo copione è stato un esercizio di amicizia, di fiducia, di confronto e polemica con il mondo, di accordo e disaccordo, un esercizio che ha permesso ai due di vivere la solitudine della peste nel calore della creazione. E l’avere provato nell’illegalità e in clandestinità è qualcosa di cui i due vecchi vanitosi vanno fieri. Così come dell’aver preparato un’opera teatrale che per molti versi non ha precedenti, ma che non farà male a nessuno.

dopo lo spettacolo, incontro con la Compagnia

 
Cèsar Brie. Fautore di un teatro poetico e politico insieme, l’attore, regista, drammaturgo argentino si è imposto negli anni come una delle voci più potenti del teatro internazionale. A stretto contatto con le molte realtà e i maestri incontrati in una vita passata, per scelta, in esilio, ha prodotto riletture coinvolgenti di classici ed anche intense drammaturgie originali, emozionanti opere corali ed efficacissimi assoli (Ubu in Bolivia, Solo gli ingenui muoiono d’amore, Otra vez Marcelo, Iliade, …).
 
Antonio Attisani. Diplomato attore alla Scuola del Piccolo Teatro di Milano. Dà vita al Teatro del Sole con Carlo e Iva Formigoni. Dal 1975 al 1981 dirige la rivista “Scena” e il Festival di Santarcangelo nel 1981 e successivamente dal 1989 al 1993. Dal 1992 è professore ordinario di Cultura del teatro all’Università degli studi di Venezia Ca’ Foscari e Torino fino al 2018. È autore di monografie sul teatro tibetano, sul teatro contemporaneo e sul teatro yiddish.
 

 


 
sabato 19 marzo, ore 21
Piccola Compagnia Dammacco / Infinito srl
SPEZZATO È IL CUORE DELLA BELLEZZA

uno spettacolo con Serena Balivo e con Erica Galante | disegno luci Stella Monesi | ideazione, drammaturgia e regia Mariano Dammacco | foto Luca Del Pia | con il sostegno di MiC, Centro di residenza Emilia Romagna, Centro di residenza della Toscana e con la coproduzione di Operaestate Festival Veneto | vincitore Premio Ubu 2021 come migliore nuovo testo italiano | durata 70’

 
 

Cos’è Amore? Quante forme può avere? Cosa non è Amore ma sembra esserlo? Come si nutre un Amore? L’amore invecchia? Si ammala? Si può curare la sua malattia? E, nella vita di ognuno, chi deve o può rispondere a queste domande?

Lo spettacolo Spezzato è il cuore della bellezza racconta la storia di un cosiddetto triangolo amoroso, lui, lei, l’altra e, tramite i frammenti e le immagini di questa storia, offre allo spettatore uno sguardo sull’Amore nelle sue pieghe dolorose e tormentate, attraverso la convivenza di tragedia e umorismo. In scena, Serena Balivo dà corpo e voce alle due donne protagoniste della storia e accanto a lei appare, agita da Erica Galante, la figura muta dell’uomo al centro del triangolo amoroso in uno scenario onirico. Il lavoro di creazione della compagnia è partito da alcune domande sull’amore e su come questo sentimento, fondamentale nella vita umana, possa trasformarsi, degenerare, tradire i desideri e le aspettative di chi lo vive.

dopo lo spettacolo, incontro con la Compagnia

 
Piccola Compagnia Dammacco. Nata nel 2009, il suo percorso si è presto evoluto in una ricerca artistica realizzata dal drammaturgo, regista e pedagogo teatrale Mariano Dammacco (Premio Ubu 2021 con Spezzato è il cuore della bellezza, Italian And American Playwrights Project 2020/22 con La buona educazione e Premio nazionale di drammaturgia Il centro del discorso 2010 con L’ultima notte di Antonio) insieme all’attrice Serena Balivo (Premio Ivo Chiesa – Il futuro del teatro 2021, Premio Ubu 2017 come miglior attrice under 35 e Premio Nazionale Giovani Realtà del Teatro 2011), ricerca a cui si sono poi unite la disegnatrice Stella Monesi e l’attrice Erica Galante.
 

 


 
sabato 26 marzo, ore 21
ResExtensa Dance Company
NON TUTTI SANNO CHE…

ideazione e direzione Elisa Barucchieri | con Elisa Barucchieri, Cassandra Bianco, Lucia Della Guardia, Moreno Guadalupi, Monia L’Abbate | luci Nico Di Liddo | durata 60’

 
 
 
 

Non tutti sanno che… è un racconto, un viaggio, una scoperta, che porta a visitare i meandri complessi, colorati e inaspettati della creazione artistica: come si arriva a decidere che una cosa vada bene piuttosto che un’altra? come si arriva a dire, “Ecco!”? Come si inventa, e cosa si combina per arrivare a uno spettacolo compiuto, pronto da presentare al pubblico? Ecco a voi un dietro “le quinte” che permette allo spettatore di vedere altri aspetti e altri punti di vista, solitamente nascosti. E, nel viaggio, si scopriranno insegnamenti e aneddoti indimenticabili dei grandi maestri.
Come Alwin Nikolais, innovativo coreografo statunitense, scomparso nel 1993. Considerato il grande visionario della modern dance. La sua danza è essenziale e rivoluzionaria: né emozione, né narrazione, ma come lui stesso amava dire, “arte del movimento”.
A 29 anni dalla sua scomparsa, Elisa Barucchieri raccoglie i suoi danzatori e ne fa un campione di umanità contemporanea che indaga il processo creativo scavando nella genesi di uno spettacolo attraverso la via maestra di una danza che da tecnica diventa “movimento consapevole”.
Il lavoro prova a esaltare il divenire del movimento attraverso forme coreografiche specifiche, facendo convergere, senza distinzioni gerarchiche, luci, suoni e interventi multimediali sullo sviluppo creativo dello spettacolo. Come fa una storia a diventare messinscena, come crescono nel tempo i personaggi di un testo, cosa fanno gli artisti prima di uno spettacolo. Un’occasione per esplorare la “scatola magica” del teatro, la creazione di quel “gioco” che tutto trasforma e tutto reinventa. Sul palcoscenico il danzatore si fa argilla facendosi plasmare dalle armonie e dalle disarmonie di uno spettacolo che prende forma per mano del suo regista.

dopo lo spettacolo, incontro con la Compagnia

 
ResExtensa. Costituita a Bari nel 2005, è tra le pochissime compagnie di danza riconosciute dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali nel Mezzogiorno. La danza proposta esula da schemi convenzionali, siano essi classici che contemporanei, e si caratterizza per la sua natura fortemente visiva e narrativa, includendo nella sua espressione la danza aerea e acrobatica, le video proiezioni interattive e immersive, la manipolazione del suono, l’interazione con la luce, la musica dal vivo, la parola e la poesia.
 
Elisa Barucchieri. Figura di spicco della danza contemporanea italiana, ha lavorato al fianco di artisti come Susanne Linke, Carolyn Carlson, Andrea Olsen, Peter Grenaway o Fura dels Baus. Grazie alla sua formazione antropologica, affianca da sempre alla sperimentazione di nuovi linguaggi lo studio della tradizione popolare antica. Tra i suoi lavori più recenti, la spettacolare coreografia aerea del 7 febbraio 2021 per la cerimonia di apertura dei Mondiali di sci alpino di Cortina. Fondatrice della compagnia ResExtensa. Artefice di un progetto – primo e unico nel suo genere – di danza contemporanea e danza in volo assistito integrato e inclusivo per danzatori professionisti e persone con disabilità fisiche o psico-fisiche.
 

 


 
domenica 3 aprile, ore 21

È BELLO VIVERE LIBERI!

un progetto di teatro civile per un’attrice, 5 burattini e un pupazzo | ispirato alla biografia di Ondina Peteani, prima staffetta partigiana d’Italia deportata ad Auschwitz n. 81.672 | Premio Scenario per Ustica 2009 | di e con Marta Cuscunà | oggetti di scena Belinda De Vito | luci e audio Marco Rogante | disegno luci Claudio “Poldo” Parrino | foto Marco Caselli Nirmal |  coproduzione Centrale Fies / Operaestate Festival Veneto | durata 65’

 
 

Lo spettacolo si ispira a Ondina Peteani che, a soli 17 anni, si accende di un irrefrenabile bisogno di libertà e si scopre incapace di restare a guardare, cosciente e determinata ad agire per cambiare il proprio Paese. Ondina partecipa alla lotta antifascista nella Venezia Giulia, dove la Resistenza inizia prima che nel resto d’Italia grazie alla collaborazione con i gruppi partigiani sloveni nati già nel 1941 per opporsi all’occupazione fascista dei territori Jugoslavi. Il suo percorso inizia con le riunioni clandestine della scuola di comunismo dove, con straordinario anticipo, fioriscono anche i valori di emancipazione femminile e di parità tra uomo e donna. A 18 anni, Ondina diventa staffetta partigiana e comincia ad affrontare le missioni più impensabili, perfino entrando a far parte di un commando speciale per l’eliminazione di un famigerato traditore: Blechi. Ondina partecipa anche alla formazione della Brigata Proletaria, quando più di 1500 operai, tutti insieme e ancora in tuta da lavoro, si avviano verso il Carso, per unirsi alle formazioni partigiane. La sua vicenda però, è stravolta bruscamente nel ’43 quando, appena diciannovenne, viene sprofondata nell’incubo della deportazione nazista. Ma è proprio in questo drammatico momento che Ondina ritrova con ostinata consapevolezza l’unica risposta possibile: Resistenza! Perché è bello vivere liberi!
È bello vivere liberi! è l’ultima frase che Ondina Peteani ha scritto a poche settimane dalla morte, quando, in ospedale, il medico le chiese di scrivere, a occhi chiusi, la prima frase che le fosse venuta in mente. Ondina, allora, ha scritto quello che sentiva profondamente: amore per la libertà.
È bello vivere liberi! è uno spettacolo per riappropriarci della gioia e delle speranze dei partigiani.
Per riscoprire l’atmosfera vertiginosa di quel periodo della nostra storia in cui tutto sembrava possibile.
È bello vivere liberi! è dedicato a chi ha studiato l’antifascismo solo sui libri di scuola.
Perché la Resistenza torni ad essere “festa d’aprile”.

dopo lo spettacolo, incontro con la Compagnia

 
Marta Cuscunà. Autrice e performer di teatro visuale, nella sua ricerca unisce l’attivismo alla drammaturgia contemporanea per figure. Inizia il suo percorso formativo grazie a Prima del Teatro: Scuola Europea per l’Arte dell’Attore. Premio Scenario per Ustica nel 2009, Premio della Critica ANCT nel 2018 e Premio Hystrio-Altre Muse nel 2019.
 

 


 

venerdì 8 aprile, ore 21
Elledieffe – La Compagnia di Teatro di Luca De Filippo / Teatro di Napoli – Teatro Nazionale
TAVOLA TAVOLA, CHIODO CHIODO…

un progetto di Lino Musella e Tommaso De Filippo | tratto da appunti, articoli, corrispondenze e carteggi di Eduardo De Filippo | uno spettacolo di e con Lino Musella | musiche dal vivo Marco Vidino | scene Paola Castrignanò | disegno luci Pietro Sperduti | suono Marco D’Ambrosio | ricerca storica Maria Procino | collaborazione alla drammaturgia Antonio Piccolo | costumi Sara Marino | foto Mario Spada | con il contributo della Regione Campania | durata 100’

 

A “dare il la” a questo progetto, fortemente voluto dall’attore napoletano Lino Musella, sono state le tante riflessioni emerse, durante la pandemia, sul mondo dello spettacolo e sulle sue sorti.
«In questo tempo mi è capitato – scrive Musella nelle sue note – di rifugiarmi nelle parole dei grandi: poeti, scrittori, drammaturghi, filosofi, per cercare conforto, ispirazione o addirittura per trovare, in quelle stesse parole scritte in passato, risposte a un presente che oggi possiamo definire senza dubbio più presente che mai; è nato così in me il desiderio di riscoprire l’Eduardo capocomico e – mano mano – ne è venuto fuori un ritratto d’artista non solo legato al talento e alla bellezza delle sue opere, ma piuttosto alle sue battaglie donchisciottesche condotte instancabilmente tra poche vittorie e molti fallimenti».
Tommaso De Filippo – impegnato nella cura dell’eredità culturale della famiglia – ha appoggiato Lino Musella nella sua ricerca nelle memorie di Eduardo volendo incoraggiare fortemente il dialogo tra generazioni in scena. L’attore ha dato dunque voce e corpo alle parole delle lettere indirizzate alle Istituzioni, ai discorsi al Senato, agli appunti, ai carteggi relativi all’impresa estenuante per la costruzione e il mantenimento del Teatro San Ferdinando; affiancato in scena dal maestro Marco Vidino che ha eseguito dal vivo musiche originali appositamente composte per lo spettacolo.
«Tavola tavola, chiodo chiodo – continua Musella – sono le parole incise su una lapide del palcoscenico del San Ferdinando, lapide che Eduardo erige a Peppino Mercurio, il suo macchinista per una vita, che tavola dopo tavola, appunto, era stato il costruttore di quello stesso palcoscenico, distrutto dai bombardamenti nel ‘43. Faccio parte di una generazione nata tra le macerie del grande Teatro e che può forse solo scegliere se soccombere tra le difficoltà o tentare di mettere in piedi, pezzo dopo pezzo, una possibilità per il futuro, come ermeticamente indicano quelle parole – incise nel Teatro di Eduardo – che in realtà suggeriscono un’azione energica e continua. Questo grande artista è costantemente impegnato a “fare muro” per smuovere la politica e le Istituzioni e ne esce spesso perdente, in parte proprio come noi in questo tempo, ma anche da lontano non smette mai di alzare la sua flebile, roboante voce e mi piace pensare che lo faccia proprio per noi».

dopo lo spettacolo, incontro con la Compagnia

 
Lino Musella. Napoletano, classe 1980, fra gli attori più apprezzati della nuova scena italiana. Noto al grande pubblico per aver lavorato in serie tv di successo come Gomorra e The Young Pope. Premio Ubu 2019 per The Night Writer – Giornale notturno e nomination, l’anno precedente, per Ritratto di una nazione.
 
Marco Vidino Musicista polistrumentista, compositore ed esecutore. Lavora per il teatro e il cinema, passando con disinvoltura dalla tradizione all’avanguardia, dall’acustico all’elettrico e all’elettronica, dalla melodia all’improvvisazione e al rumorismo.
 

 


 

Periferie 2022

biglietto intero 12 euro (disponibile anche online, aggiunti i diritti di prevendita, sul circuito Vivaticket)
ridotto 10 euro (under 30, over 65 e – in collaborazione con il Teatro Pubblico Pugliese – abbonati del Teatro Comunale Fusco)
abbonamento a 5 spettacoli 50 euro 

info e prenotazioni al numero 366.3473430 (anche whatsapp) in orario di ufficio
accesso all’area degli eventi consentito solo con green pass rafforzato e mascherina Ffp2

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parliamone | nel foyer, dopo gli spettacoli, le Compagnie ospiti della stagione incontrano il pubblico

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Il cartellone “Periferie” – undicesima stagione –  è realizzato dal Crest. Con il sostegno della Regione Puglia.


 

 

 

© ufficio stampa CREST
responsabile tore scuro