Periferie, la decima stagione

Periferie numero 10, ovvero “una Repubblica fondata su?”. Per un teatro che fa domande, stimola idee, promuove riflessioni, che non ha certezze né risposte. Per un teatro che non mette in rassegna nomi e titoli, tanti e famosi, tanti e comunque. Per un teatro che non vuole catturare il pubblico e che desidera cercare ed incontrare un suo pubblico. Questo è stato e sarà ancora Periferie, un progetto di teatro più che un cartellone di teatro.
Al TaTÀ di Taranto, in via Deledda ai Tamburi, il Crest mette in scena sei spettacoli diversi, sei modi di raccontare il nostro Paese e i nostri non-eroi di ieri e di oggi. Ed ognuno avrà un suo “spettatore particolare”, un amico, un giornalista, un musicista, un attore, un testimone, infine, disposto a dire la verità – la sua verità – su ciò che ha visto, disposto ad aprire l’incontro e il confronto con la Compagnia. Ricomponendo via via una sorta di puzzle alla ricerca dell’immagine sfuggente e sfocata che potrebbe intitolarsi Etica 4.0.
Apre, il 25 gennaio, Elvira Frosini e Daniele Timpano con “Acqua di colonia”. Uno spettacolo che affronta il rimosso del colonialismo italiano, una storia negata che dura 60 anni, iniziata già nell’Ottocento, ma che nell’immaginario comune si riduce ai 5 anni dell’Impero Fascista. Il fuoco del lavoro è tutto sull’oggi e su un altro rimosso, il nostro razzismo; sul nostro disagio nell’affrontare le migrazioni e trovare forme di convivenza; sul pensiero colonialista che risiede inconsapevolmente in noi; sulla nostra ipocrisia. Un falò di cortocircuiti, di risate e sensi di colpa.
Sul palco, l’8 febbraio, la Banda Osiris con “Banda 4.0”. Uno show pirotecnico e poetico per celebrare i quarant’anni della “banda più piccola del mondo, l’unica banda terapeutica esistente sulla faccia della terra, nati per strada come un petardo che ti rotola tra i piedi”. Una produzione ricca e sorprendente in un grande circo di luci, video e idee singolari, oltre che di musica. Quaranta anni di teatro sempre fedeli alla loro linea deviante e unica nel panorama musicale italiano. Un richiamo alla figura dei clown musicali, una meteora che si avvicina alla loro figura perfetta e strampalata.
Torna, il 22 febbraio, Babilonia Teatri con “made in italy” di e con Valeria Raimondi ed Enrico Castellani. Vincitore dei premi Scenario 2007 e Vertigine 2010, lo spettacolo non racconta una storia. Affronta in modo ironico, caustico e dissacrante le contraddizioni del nostro tempo. Procede per accumulo. Fotografa, condensa e fagocita quello che ci circonda. Le scene non iniziano e non finiscono. Le immagini e le parole nascono e muoiono di continuo. Gli attori non recitano. La musica è sempre presente e detta la logica con cui le cose accadono. Come in un video-clip.
In scena, il 29 febbraio, Giuseppe Carullo e Cristiana Minasi con “De revolutionibus”, tratto dalle due operette di Giacomo Leopardi “Il Copernico” e “Galantuomo e Mondo”. Vincitore dei Teatri del Sacro 2015, con levità e ironia, il lavoro racconta del genere umano, girovagando intorno ai temi della sua miseria. Due attori, come due vecchi comici col carro di Tespi, in un immaginario che unisce il circo di Fellini ai fondali fantastici di Meliés, si confrontano con il Maestro della più amara e saggia ironia, approfondendo la propria ricerca del teatro nel teatro.
Sarà la volta, il 7 marzo, del Crest con “Ulisse. Nessuno è perfetto”, testo di Paolo Gubello e Salvatore Marci, anche regista e interprete, con Nicola Conversano, Simonetta Damato e Giuseppe Marzio. Un viaggio che porta a smitizzare l’eroe e a farne emergere vizi e virtù umane, soprattutto vizi in verità, visto che non lo si è risparmiato di momenti poco edificanti della sua vita mitica. Un eroe affrontato – con una profondità che smuove il sorriso, la commozione, la risata – nella sua umanità, fatta di pregevoli imprese e di atti meschini, tutte questioni che alimentano ulteriormente la sua natura di uomo libero.
Chiude, il 22 marzo, Carrozzeria Orfeo con “Cous Cous Klan”. In tutto il mondo l’acqua è stata privatizzata. Sono dieci anni ormai che ogni sorgente è sorvegliata da guardie armate. E il mondo è diviso in due: i ricchi che vivono in zone protette sorvegliate da telecamere, e coloro che devono riuscire a sopravvivere ogni giorno. Sono questi ultimi i protagonisti dello spettacolo, i relitti umani di un mondo distopico, disturbato, di un nostro prossimo futuro. Esistenze tragicomiche che commuovono e divertono assieme, ritratte con l’amore incondizionato di chi riconosce le loro nevrosi, debolezze, bassezze, come proprie. Vincitore premio Le Maschere del Teatro 2019: Gabriele Di Luca come migliore autore di novità italiana e Beatrice Schiros come migliore attrice non protagonista. 
Sipario ore 21. Abbonamento a 6 spettacoli 60 euro (50 euro convenzioni attive, 45 euro under 30), abbonamento a 4 spettacoli a scelta 50 euro. Biglietto 15 euro, ridotto 12 euro (under 30, over 65 e gruppi di dieci persone). Attiva la campagna abbonamenti al botteghino dell’auditorium di via Deledda (nei giorni di lunedi, mercoledì e venerdì, dalle ore 10 alle 18.30). Disponibili anche i tagliandi per i singoli spettacoli. Info e prenotazioni a 099.4725780 – 366.3473430.

Il cartellone Periferie è realizzato con il sostegno dell’Assessorato all’Industria Turistica e Culturale della Regione Puglia.