Rota rota stave ‘na vote…

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il cunto torna tra i vicoli di Taranto

progetto Kētos – Centro Euromediterraneo del Mare e dei Cetacei

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
lunedì 28 settembre 2020, ore 18 | slargo antistante  Palazzo Amati/Kētos, in vicolo Vigilante (Città vecchia)
Crest
PER GRAZIA RICEVUTA. L’ALLUVIONE DEL 1883 A TARANTO
narrazione teatrale di e con Giovanni Guarino

Nella Taranto di fine ‘800, attanagliata dalla miseria, giunge a dare nuova speranza la notizia che il Governo italiano vuol dare il via alla costruzione di un canale navigabile e di un arsenale militare che, grazie alla dura lotta del senatore Cataldo Nitti, si decise di fare a Taranto. A seguito dello sbarramento con una diga del fossato del Castello Aragonese ed a causa di una fitta e copiosa pioggia, il 14 settembre 1883 Mar Piccolo arrivò ad inondare vicoli, stretti e case, provocando danni e morti. La narrazione teatrale racconta quei giorni attraverso le vicissitudini di una famiglia di pescatori, di cui uno dei sei figli risultò disperso, ed alla disperazione si diede risposta con la fede, mettendo in campo tutte le risorse offerte dalla religiosità popolare: preghiere e litanie, pane benedetto e beneficenza, voti ed ex-voti invocando l’aiuto dell’Addolorata. Aiuto che non tardò ad arrivare…

 


 

mercoledì 30 settembre 2020, ore 18 | slargo  antistante Palazzo Amati/Kētos, in vicolo Vigilante (Città vecchia)
Crest
… E VENNE FALANTO. IL MITO DI FONDAZIONE
narrazione teatrale di e con Giovanni Guarino

La leggenda racconta che nell’VIII secolo a.C. l’eroe spartano Falanto divenne il condottiero dei Parteni. Consultando l’Oracolo di Delfi (la fonte di predizioni più autorevole del mondo greco) prima di avventurarsi per mare alla ricerca di nuove terre, apprese che sarebbe giunto nella terra di Saturo, e che avrebbe fondato una città nel luogo in cui egli avesse visto cadere la pioggia da un cielo sereno e senza nuvole (in greco ethra). Falanto si mise in viaggio, fino a quando giunse nei pressi della foce del fiume Tara. Dopo i primi scontri con gli Iapigi che lo videro sconfitto, addormentatosi sul grembo della moglie, ella cominciò a piangere a dirotto, ripensando all’oscuro responso dell’Oracolo e alle difficoltà sopportate dal marito, bagnandogli con le sue lacrime il volto. L’oracolo si era avverato, una pioggia era caduta su Falanto da un cielo sereno: le lacrime della moglie Ethra. Sciolto l’enigma, l’eroe si accinse a fondare nell’insediamento iapigio di Saturo quella che divenne la grande città di Taranto.

 


 

lunedì 5 ottobre 2020, ore 18 |  slargo antistante Palazzo Amati/Kētos, in vicolo Vigilante (Città vecchia)
Crest
SKIUMA, LA SPOSA SIRENA
narrazione teatrale di e con Giovanni Guarino, tratta dall’antologia “Fiabe italiane” di Italo Calvino

La numero 132 dei duecento cunti popolari dell’antologia Fiabe italiane” curata da Italo Calvino per la collana I millenni“ di Einaudi nel 1956, “La sposa sirena” prende le mosse dai personaggi del racconto “La Monacella – La storia di Skiuma”, fiaba popolare di area tarantina della seconda metà del ‘700. Attraverso la magia del cunto, il racconto testimonia il desiderio di accostarsi all’elemento naturale su cui si adagia Taranto: il mare, per scandagliare un immaginario così saldamente e profondamente legato alle radici popolari. Il mare come ispiratore di sogni e progetti, luogo di lavoro e di piacere, di fatica e di ozio, ma per l’infelice coppia di innamorati del racconto prescelto, il mare è anche luogo di tristezza, dolore, nonché rifugio nel meraviglioso e casa del fantastico. Riferimenti naturali relativi alla fiaba sul territorio cittadino sono “la secca” delle Sirene, che si trova al centro della rada di Mar Grande, e il torrione del castello Aragonese, chiamato “della Monacella”, demolito assieme ai torrioni Sant’Angelo, Mater Dei e del Vasto, che estendevano l’antica fortificazione sino a Mar Piccolo, durante i lavori di scavo e costruzione del canale navigabile (1883).

 
Giovanni Guarino
Attore e operatore culturale, socio e vicepresidente della cooperativa Crest, è il responsabile del settore progettazione e animazione del territorio, con particolare attenzione alle utenze cosiddette deboli (infanzia, minori a rischio, anziani, detenuti, migranti). Dal 1985 avvia una formazione sulla narrazione teatrale che si nutre nel tempo della complicità e dell’incontro con maestri quali Marco Baliani, Mimmo Cuticchio, Roberto Anglisani, maturando negli anni come narratore una ricerca originale intorno alla cultura e alle tradizioni di Taranto. Le sue storie si stagliano come quadri d’autore sull’affresco della Storia. Non racconta della Città, ma, di più, ne è la voce. Così, Taranto parla e si rivela attraverso di lui. Dal 2012 cura il laboratorio urbano del Crest, denominato “I neri per strada”, che vuole essere un luogo di partecipazione attiva, con regole di comportamento e di gestione, di sviluppo della fantasia, in grado di contaminare costruttivamente le giovani generazioni verso nuovi possibili modelli di vita consapevole e sostenibile.
 

 

Rota rota stave ‘na vote…

partecipazione gratuita
posti limitati (25) restrizione Covid: info ai numeri 099 4725780 – 366 3473430

 

 
Kētos – Centro Euromediterraneo del Mare e dei Cetacei
Promosso dall’Associazione Jonian Dolphin Conservation (soggetto capofila) nell’ambito del bando storico-artistico e culturale “Il bene torna comune”, il progetto è sostenuto dalla Fondazione Con il Sud per valorizzare gli immobili inutilizzati o usati in modo parziale al Sud, in un’ottica di uso collettivo e di restituzione alla collettività attraverso attività socio-culturali e sostenibili. Partner del progetto sono Associazione Comunità Emmanuel Onlus, Manifesto della Città Vecchia e del Mare, Associazione Marco Motolese, Associazione Terra, cooperativa teatrale Crest.
 

 

 

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Tore Scuro
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