Scena futura 2017_18

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la stagione 2017_18 al TaTÀ
riservata agli studenti degli Istituti Superiori di Taranto e provincia

un progetto del Crest 

 
 
 
 
15 dicembre 2017, ore 10.30
Compagnia Òyes
VANIA

da Cechov | ideazione e regia Stefano Cordella | drammaturgia collettiva | con Vanessa Korn, Francesca Gemma, Umberto Terruso, Fabio Zulli | costumi Stefania Coretti e Maria Barbara De Marco | disegno luci Marcello Falco | durata 80 min

 
 

«Tutti, finché siamo giovani, cinguettiamo come passeri sopra un mucchio di letame. A vent’anni possiamo tutto, ci buttiamo in qualsiasi impresa. E verso i trenta siamo già stanchi, è come dopo una sbornia. A quarant’anni poi siamo già vecchi e pensiamo alla morte. Ma che razza di eroi siamo? Io vorrei solo dire alla gente, in tutta onestà, guardate come vivete male, in che maniera noiosa. E se lo comprenderanno inventeranno sicuramente una vita diversa, una vita migliore, una vita che io non so immaginare», scriveva Anton Cechov in una delle sue lettere. La vicenda si svolge in un paesino di provincia e ruota attorno alla figura del Professore, tenuto in vita da un respiratore artificiale. Non vedremo mai il Professore ma le tragicomiche conseguenze che la sua condizione produce sul resto della “famiglia”: la giovane moglie Elena, il fratello Ivan, la figlia Sonia, il Dottore. Come in “Zio Vanja” di Cechov anche questi personaggi sentono di non vivere la vita che vorrebbero. Ma la spinta al cambiamento deve fare i conti con la paura di invecchiare, le rigidità, i sensi di colpa, il timore di non essere all’altezza.

 
Compagnia Òyes
Nasce nel 2011 dall’incontro di nove ex allievi dell’Accademia dei Filodrammatici di Milano. Il primo lavoro della compagnia “Effetto Lucifero”, vincitore del premio Giovani Realtà del Teatro 2010, finalista al Premio Riccione-Tondelli nell’edizione 2011 e finalista del playFestival, è ispirato al famoso esperimento carcerario di Standford. Il successivo “Va tutto bene”, spettacolo vincitore del Bando Offerta Creativa 2015 (Teatro dell’Argine), ha debuttato al Teatro dei Filodrammatici di Milano. Nel 2015 con il progetto T.R.E. vince (in rete con le compagnie Teatro dei Gordi e Teatro Presente), il bando fUNDER 35, il fondo per l’impresa culturale giovanile. Lo spettacolo “Vania”, vincitore del premio Giovani Realtà del Teatro 2015, menzione speciale alla drammaturgia al Festival Inventaria 2016 e finalista In-box 2017 è una rilettura del capolavoro cechoviano “Zio Vanja”. L’ultimo lavoro “Io non sono un gabbiano”, una drammaturgia originale che prende le mosse dal “Gabbiano” di Cechov e si avvale del sostegno di Armunia, ha debuttato lo scorso giugno al Festival Primavera dei Teatri di Castrovillari.
 

 


 

29 e 30 gennaio 2018_ore 10.30
CarMa
1861. LA BRUTALE VERITÀ

tratto dall’omonimo libro di Michele Carilli (Laruffa Editore) | regia Michele Carilli e Lorenzo Praticò | con Gabriele Profazio (narratore), Marinella Rodà (voce e percussioni), Alessandro Calcaramo (chitarra e bouzouki), Mario Lo Cascio (chitarra e percussioni) | musiche e testi Mattanza e Michelle Carilli | durata 75 min

 

Il nuovo regno d’Italia, nei dieci anni subito dopo l’unità, impegnò nel Mezzogiorno una forza militare d’occupazione di circa 100mila soldati, impiegata nella “lotta al brigantaggio”. In realtà, tale spiegamento di uomini, servì a domare una drammatica insurrezione delle masse popolari che procurò uno spaventoso numero di morti e decine di paesi incendiati e rasi al suolo. La storiografia “ufficiale” ha, purtroppo, occultato per troppo tempo le reali dimensioni e le motivazioni sociali delle insorgenze meridionali. Questo brigantaggio meridionale assume oggi la più importante fisionomia di un movimento di resistenza sociale al modello autoritario sabaudo. Tali vicende non mettono certo in discussione il fondamentale valore dell’Unità Nazionale, i padri della patria, però, vanno giudicati anche sui piedistalli dove la retorica risorgimentale li ha collocati. Quella tra piemontesi e briganti è stata una guerra civile raccontata poi solo dai vincitori e così il brigantaggio postunitario è divenuto una tragedia senza narrazione, una storia che andava dimenticata. Non si vuole denigrare il risorgimento, tutt’altro, è necessario, però, che lo si veda sotto una luce più obiettiva, completo in tutte le sue pagine, anche quelle che non fanno onore al nostro paese.

 
CarMa
Affiliato alla FITA (Federazione Italiana Teatro Amatori), il gruppo artistico è di Reggio Calabria. Calca il palcoscenico dal marzo 2015 ed è costituito da artisti affiatati e qualificati, ciascuno dei quali ha all’attivo importanti percorsi personali, confluiti nel progetto “1861 La brutale verità” che sta riscuotendo consensi in Calabria, Sicilia e Campania. Lo spettacolo è vincitore di otto premi nazionali, l’ultimo dei quali ottenuto lo scorso 25 maggio alla VIII edizione della Rassegna di Teatro Amatoriale del Teatro Augusteo, inserito anche, come omaggio agli abbonati del Teatro Augusteo, nel cartellone della stagione ufficiale 2018/2019.
 

 


 
22 febbraio 2018_ore 10.30
Factory Compagnia Transadriatica
IL MISANTROPO

di Molière | traduzione e adattamento Francesco Niccolini | regia Tonio De Nitto | con Ippolito Chiarello e Angela De Gaetano e con Sara Bevilacqua, Dario Cadei, Ilaria Carlucci, Franco Ferrante, Luca Pastore, Fabio Tinella | scene Porziana Catalano e Iole Cilento | costruzioni Damiano Pastoressa | costumi Lapi Lou | luci Davide Arsenio | musiche Paolo Coletta | assistente alla regia Daniele Guarini | in coproduzione con Accademia Perduta/Romagna Teatri | durata 75 min

Alceste è un uomo integro, di sicuro un po’ rigido: non vuole mentire e non vuole essere accomodante in cambio di favori e falsi complimenti dalla corte di nani e ballerine che lo circonda, e che vive di menzogne, spintarelle, amicizie di comodo, padrini lobby e partiti. Come se questa etica ferrea non gli creasse abbastanza problemi, soffre pure la disgrazia di essere perdutamente innamorato della donna più bella, corteggiata e capricciosa della città, Selimene la velenosa: giovane e bella, con un milione di uomini intorno che appena lei apre bocca, respira, sospira o prende un tè, le piombano intorno, per sfiorarla e corteggiarla. Bulimica di adoratori, Selimene non si accontenta dell’amore sincero di Alceste: vuole la devozione di tutti. E Alceste tutto ciò proprio non lo sopporta. Questo è il punto di partenza e di arrivo di un “innamorato atrabiliare”, come recita il sottotitolo: un nevrastenico, rissoso irascibile spirito libero che non vuole scendere a patti con nessuno.

 
Factory Compagnia Transadriatica
Attiva a Lecce e dintorni dal 2009, nel 2011 produce “Sogno di una notte di mezza estate” di William Shakespeare con attori italiani e stranieri. Con “Romeo e Giulietta” nel 2012 inizia la collaborazione con il drammaturgo Francesco Niccolini, che ne cura traduzione e adattamento. Condivisione ripetuta nel 2015 con “la bisbetica domata” e nel recente “Il Misantropo”. Del 2012 è anche “Cenerentola” spettacolo di teatro-danza da tout public coprodotto da Tir danza. Nel 2015 assieme alla compagnia Principio Attivo teatro crea il Festival KIDS a Lecce e vince il bando Teatri Abitati al Teatro Comunale di Novoli.
 

 


 
2 marzo 2018_ore 10.30
Nasca Teatri di Terra / Tra il dire e il fare
CLUB 27

progetto di Ippolito Chiarello | testi Francesco Niccolini | regia Michelangelo Campanale e Ippolito Chiarello | con Ippolito Chiarello | durata 70 min
 
 

Un uomo radio. Una consolle da dj, un microfono. E delle storie, da raccontare preferibilmente di notte. Storie di grandi miti, autentiche stelle: quelle del rock, quelle del Club 27. Leggende del rock, di cui sappiamo tutto ma che abbiamo voglia di ascoltare ancora una volta. “One more time”, come i bambini che ogni sera hanno bisogno delle stesse fiabe per addormentarsi. Racconti, canzoni, parole, dediche, tutto intrecciato e soprattutto intriso delle storie delle star esplose in cielo (o agli inferi), nel loro ventisettesimo anno di età: Jimi Hendrix, Kurt Cobain, Robert Johnson, Jim Morrison, Amy Winehouse, e tutti gli altri del club. E questa notte sono in ottima compagnia, dato che insieme a loro vengono evocati anche Jeff Buckley, Elvis Presley, Andy Warhol. Ippolito Chiarello – nei panni di un dj notturno – riporta in vita i miti del club 27 attraverso la loro musica, le parole, le suggestioni di una notte molto rock, senza tempo e senza spazio, in cui protagonista è il teatro e il suo pubblico, e il sogno più bello che un attore, e un dj, possono sperare di sognare…

 
Ippolito Chiarello
Eclettico artista salentino che spazia dal teatro al cinema, alla musica. In questi campi si è cimentato principalmente come attore, ma ha praticato anche la strada della regia e della formazione anche in ambito di disagio sociale. Ha lavorato per circa dieci anni con la compagnia leccese Koreja (1995-2004) per poi intraprendere una sua strada indipendente legata alla sua sigla teatrale Nasca Teatri di Terra (Oggi Sposi, Fanculopensiero stanza 510, Psycho Killer e il recente Club 27) e al lavoro come scritturato o in collaborazione con altri gruppi italiani e stranieri. Il suo percorso di ricerca (spettacoli, progetti, formazione) si focalizza nel recupero della relazione pubblico-artista ed ha generato la modalità del Barbonaggio teatrale come strumento di diffusione e di promozione. Dal 2009 il Barbonaggio ha raggiunto più di 300 città italiane, molte capitali europee e il Canada, diventando un vero e proprio movimento teatrale, segnalato per il Premio UBU e Premio Rete Critica nel 2014.
 

 


 
20 aprile 2018_ore 10.30
Compagnia del Sole
L’UNIVERSO È UN MATERASSO (e le stelle un lenzuolo)

di Francesco Niccolini | regia e interpretazione Flavio Albanese | collaborazione artistica e luci Marinella Anaclerio | scena da un’idea di Marco Rossi e Paolo Di Benedetto | assistente alla regia Vincenzo Lesci | foto e video DIANE Ilaria Scarpa¬ Luca Telleschi | consulenza scientifica Marco Giliberti | consulenza musicale Roberto Salah-addin ReDavid | durata 55 min
 
 

Questo è il grande racconto del Tempo. È diviso in quattro capitoli. Il primo racconta il tempo in cui il Tempo non esisteva ancora: l’origine del tutto attraverso il mito. Il secondo capitolo descrive il tempo in cui la realtà era ciò che il buon senso e l’occhio umano potevano cogliere e comprendere: il Sole gira intorno alla Terra. Il tempo di Aristotele e Tolomeo. Il terzo capitolo è la rivoluzione copernicana ovvero il Sole è il centro del mondo e la Terra immobile non è. L’ultimo capitolo riguarda il Novecento, l’epoca in cui l’uomo ha cominciato a comprendere che non solo le cose non sono come sembrano, ma probabilmente tutto – come in teatro – è solo illusione: il tempo prima si è fatto una variabile relativa e poi è scomparso dalle leggi della fisica. Il Tempo in persona, Crono, prima imperatore dell’Universo e poi, dopo essere stato sconfitto dal figlio Zeus, sempre più in disparte. Fino a sparire.

 
Flavio Albanese
Attore e regista, diplomato alla Scuola di Teatro diretta da Giorgio Strehler a Milano e al Laboratorio triennale per pedagoghi, registi e attori diretto da Jurij Alschitz. Dal 1994 dirige laboratori di teatro e commedia dell’arte in Italia e all’estero (Germania, Polonia, Svezia e Ungheria). Dal 1986 a oggi ha messo in scena come attore, regista e curatore di traduzioni e adattamenti, testi di autori classici e contemporanei: Virgilio, Moliere (tra cui Il Tartufo con Toni Servillo), Kane, Goldoni (Il bugiardo, Il servitore di due padroni, La locandiera, Gli Innamorati, Un curioso accidente), Shakespeare, Sherman, Alvaro, De Bei, Beckett, Eliot, Maraini, Goethe (Faust I, regia Giorgio Strehler), Orwell, Rodari, Aristofane, Williams, Lorca, Wojtyla, (La bottega dell’orefice). Nel 2010, tra Roma e Bari, nel gennaio 2010, dà vita con Marinella Anaclerio, Pino Pipoli e Alberto Bellandi alla Compagnia del Sole.
 

 


 

Scena futura 2017_18

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