La scena dei ragazzi 2022

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la stagione 2022 all’auditorium Ta
rassegna in matinée per le scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di I grado

 
 
 
7 marzo 2022, ore 10.30
Teatro Evento
(UNA) REGINA

da un’idea di Stefania Ventura | di e con Stefania Ventura e Gisella Vitrano | scena e luci Petra Trombini | suoni Francesco Vitaliti | in coproduzione con Quintoequilibrio | con il sostegno Teatro Biondo e Spazio Franco – Palermo | spettacolo finalista Premio Scenario Infanzia 2017

 
 
 

In un giorno di pioggia non si può uscire, meglio restare a casa, la parata della banda è annullata. Due sorelle, con gli strumenti luccicanti ancora in mano, guardano fuori dalla finestra. Una è tristissima, l’altra assorta. Per combattere la noia si inventeranno una fiaba che le trasporterà indietro nel tempo, quando c’erano vecchie governanti stanche di regnare e fanciulle obbedienti, il cui destino era scritto nel nome con cui nascevano.
«Cosa vuoi fare da grande?». La domanda può sembrare inutile per una giovane principessa chiamata Regina! E se invece la nostra Regina coltivasse in segreto un desiderio diverso, lontano dal futuro che si prospetta per lei? Quanto coraggio ci vuole per ribellarsi a un destino che ci sta stretto e dare ascolto al nostro talento più profondo? E cosa succederebbe se, per amore di chi ha scelto per noi, non riuscissimo a dire di no? Quanto influiscono le proiezioni che i genitori fanno sui propri figli, a volte inconsapevolmente, spesso con nobilissime intenzioni, pensando di garantire la miglior direzione per la loro crescita? Tra litigi, risate e danze sfrenate, le due sorelle metteranno alla prova la potenza della loro libertà, forse per esorcizzare la paura di diventare grandi nel modo più grigio, o forse per ritrovarsi alla fine, un po’ più unite.

dai 5 ai 10 anni | teatro d’attore | durata 47′
 


 

15 e 16 marzo 2022, ore 10.30
Crest
GIOVANNIN SENZA PAROLE

drammaturgia Catia Caramia | regia e scene Andrea Bettaglio | con Nicolò Antioco Ximenes, Andrea Bettaglio, Catia Caramia, Nicolò Toschi | musiche Nicolò Toschi | costumi Maria Martinese | disegno luci Michelangelo Campanale | disegno del suono Roberto Cupertino | aiuto regia Catia Caramia

 
 
 
 

Esiste un paese, dove la prima grande regola è obbedire agli ordini del suo Capo, padrone anche della grande officina delle parole, che corregge a proprio piacimento. Questo è un grande giorno, il Capo ha deciso di fare un discorso ai suoi sudditi. Quali nuove regole li attendono? Ma l’imprevisto, si sa, è in agguato anche quando gli ordini sembrano regolare a perfezione ogni cosa. Infatti, un giorno arriva nel paese un giovane, che le regole non sa.
La storia che mettiamo in scena è un apologo buffo pensato per i ragazzi e per i ragazzi che siamo stati. Affrontiamo il tema delicato dell’esercizio della forza attraverso la parola, osservandolo con gli occhi innocenti di un ragazzo che, grazie ai suoi “errori”, trasformerà l’intero paese. Perché, si sa, che gli errori sono solo un tentativo di fare quello che non si sa.
Il lavoro d’attore si mescola al lavoro sul clown, alla manipolazione di oggetti e alla musica dal vivo, per accompagnare con leggerezza questa sorta di viaggio dal buio alla luce, restituendo ai personaggi e al loro sogno di libertà la dolcezza scanzonata del clown.

dai 6 agli 11 anni | teatro d’attore e teatro circo | durata 55′

 


 

22 marzo 2022, ore 10.30
Crest
ULISSE. NESSUNO È PERFETTO

testo Paolo Gubello e Salvatore Marci | regia Salvatore Marci | con Nicola Conversano, Simonetta Damato, Salvatore Marci, Giuseppe Marzio | scene Bruno Soriato | costumi Maria Pascale | luci Tea Primiterra | video animazioni Nicola Sammarco | assistenza alla regia Paolo Gubello

 
 
 

«Papà, sei il mio eroe!». Non c’è bambino che non onori di così elevato riconoscimento il proprio padre, eleggendolo campione di forza e bellezza, esempio con cui identificarsi. Un esempio da tramandare. O da tradire. Con il quale fare i conti comunque e sempre, tanto più quando, varcata l’adolescenza, lo sguardo di fanciullo cede l’incanto, l’innocenza e le favole non bastano più ad alimentare il mito. E se tuo padre è un eroe vero, uno che l’eroe lo fa per mestiere? Se per di più porta il nome altisonante di Ulisse, re di Itaca e tu, neanche a dirlo, sei Telemaco… Quante imprese dovrai ancora aspettare prima di poterlo riabbracciare? In che misura la narrazione dello straordinario (l’eroe e le sue gesta) può sostituire il rapporto concreto tra padre e figlio?
Lo spettacolo parte da queste basi per raccontare il rapporto a distanza di Ulisse e Telemaco attraverso una polifonia di linguaggi, che si amalgamano con la naturalezza sapiente propria del canto dell’aedo: il linguaggio composito del teatro accoglie e fa propri segni del cinema, del rock, del fumetto e quello senza tempo dei sentimenti. Linguaggi e segni che comunicano potentemente al cuore e alla testa: dei ragazzi non meno che degli adulti, con una profondità che smuove il sorriso, la commozione, la risata. Perché Ulisse non è perfetto e, se il mito è la fonte, la linfa di questa storia, l’umanità – con le sue impurità e debolezze – ne è la sostanza.
In questo spettacolo le famose imprese sono un lontano seppur vivido ricordo e l’eroe d’un tempo è ridotto a mendicare ghiaccio per dissetarsi; tuttavia l’affabulazione del nostro eroe ha il potere di un’arcana fascinazione su quanti, ancora, incrociano i suoi passi e le sue visioni. Eppure qualcuno diffida della veridicità dell’incredibile e la stessa Penelope, mentre tesse la tela, matura il distacco; e Telemaco non deve conoscere tutta la verità, “non deve sapere” che quella volta, suo padre, pur di non andare in guerra

dai 12 anni | teatro d’attore | durata 55′
 


 

24 marzo 2022, ore 10.30
Drammatico Vegetale
QUATTRO VOLTE ANDERSEN

testo e regia Pietro Fenati | con Pietro Fenati ed Elvira Mascanzoni | scenografia e figure Pietro Fenati ed Elvira Mascanzoni | luci e audio Alessandro Bonoli

 
 
 
 
 

Quella di Andersen è stata una vita spesa a scrivere e raccontare storie, a ritagliare strane e divertenti figurine nella carta, per animare il suo personale, onirico teatro della vita. La totale dedizione alla scrittura è stata premiata da una ben meritata popolarità universale, sia tra i piccoli che trai grandi.
Ci piace ricordare l’autore danese utilizzando proprio gli ingredienti più significativi del suo mondo fantastico e combinarli, per tre volte più una, in differenti maniere all’interno del nostro spettacolo dove il linguaggio del teatro di narrazione dialoga con i soggetti di un teatro delle ombre ricavato in un vecchio tamburo, che a sua volta si confonde con quello di marionette tanto amato da Andersen.
Così, nello spettacolo di teatro di figura, le fiabe escono da una scatola di cartone piena di ricordi: un pisello rinsecchito, un vecchio soldatino, la scatola stessa trasformata in teatrino, una forbice e poco altro, raccontano le loro avventure. Poveri oggetti-ricordo, sufficienti ad alimentare il racconto de “La principessa sul pisello”, delle due lumachine della “Famiglia felice” e del “Tenace soldatino di stagno”.
Piccoli oggetti apparentemente insignificanti, racchiusi in un semplice teatrino che diventa il microcosmo delle nostre paure e delle nostre gioie. Sono le nostre, semplici storie che accompagnano il viaggio di tutti, grandi e piccoli, a cercare risposte, a volte timide, a volte coraggiose, alle piccole e grandi domande della vita quotidiana.

dai 3 ai 8 anni | teatro di figura e di narrazione| durata 40′
 


 

28 e 29 marzo 2022, ore 10.30
Cada Die Teatro
IL RESPIRO DEL VENTO | ANNULLATO

di e con Mauro Mou e Silvestro Ziccardi | regia, collaborazione alla drammaturgia Alessandro Lay | luci e suono Matteo Sanna | musiche originali Mauro Mou, Matteo Sanna, Silvestro Ziccardi | contributo realizzazione canzoni Andrea Serra | realizzazione scene Matteo Sanna, Silvestro Ziccardi

 

 
 

C’era una volta un villaggio vicino a un grande lago, così limpido che sulla sua superficie potevi vedere galleggiare le nuvole, le foglie, le stelle e i sassi bianchi del fondo. Certe sere il cielo si rifletteva sull’acqua e colorava le case e i suoi abitanti d’azzurro e di blu. Ma un giorno smise di piovere e il lago si prosciugò. L’anziano del villaggio chiamò un ragazzo: “Guarda il cielo Alizar, il nostro lago ora è lassù, tu dovrai riportarlo quaggiù.” Alizar prima di partire andò dalla sua amata Mounia e sotto il Grande Albero si scambiarono una promessa d’amore.
“Il respiro del vento” è la storia del viaggio di Alizar che, cercando la pioggia per il suo popolo, pian piano perse sé stesso, e di Mounia che lo ritrovò, seguendo il suo respiro.

dai 6 ai 12 anni | teatro d’attore e musica | durata 55′

 


 
6 aprile 2022, ore 10.30
Fontemaggiore
SOGNO

da “Sogno di una notte di Mezza Estate” di William Shakespeare | ideazione e regia Beatrice Ripoli, drammaturgia Daniele Aureli, Enrico De Meo, Greta Oldoni, Valentina Renzulli, Beatrice Ripoli, con Enrico De Meo, Chiara Mancini, Valentina Renzulli, Andrea Volpi, maschere a cura di Beatrice Ripoli, luci Pino Bernabei e Luigi Proietti

 
 

Il re e la regina delle fate, Oberon e Titania, litigano come al solito e portano scompiglio nella vita pacifica del bosco. Puck e Fiordipisello, fedeli servitori dei regnanti, vivono l’incanto della scoperta dell’amore e, loro malgrado, vengono coinvolti nel litigio dei sovrani. Grazie al potere magico di un fiore fatato, la pace sta per essere ristabilita, quando l’improvviso sopraggiungere nel bosco di due coppie di esseri umani, distrae gli esseri magici dalle loro faccende. Dopo qualche “errore” di Puck, che complica ancor più l’intricata vicenda, l’amore torna a trionfare nel cuore di tutti e l’armonia a regnare nel bosco.
La messa in scena di “Sogno” mette in evidenza soprattutto gli aspetti magici della commedia shakespeariana e la contraddittorietà di situazioni ed emozioni vissute dai protagonisti. Il dubbio dei personaggi, sul quale spesso ci interroghiamo tutti noi, su cosa sia reale o cosa non lo sia, è affrontato in modo leggero e divertente.
“Sogno” è un’occasione per far conoscere anche ai più piccoli questo classico del teatro mondiale. La commedia del Bardo, facendo leva sul potere dell’immaginazione, che rende capaci di immedesimarsi senza perdersi in situazioni in cui i confini tra sogno e realtà sono sfumati, suggerisce che siamo noi e noi soltanto, a poter scegliere cosa sia reale e cosa non lo sia nell’atto di creare la nostra identità di fronte al mondo.

dai 7 ai 13 anni | teatro d’attore | durata 55′

 


 

28 e 29 aprile 2022, ore 10.30
Crest | Teatri di Bari
CELESTINA E LA LUNA
drammaturgia Damiano Nirchio | regia Damiano Nirchio e Anna de Giorgio | con Anna Moscatelli/Maristella Tanzi e Anna de Giorgio/Amalia Franco | scene Bruno Soriato | costumi Maria Martinese | maschere Amalia Franco | elaborazioni audio video Gianluigi Strafella | illustrazioni video Peppe Frisino | tecnico di scena Nico Pisani | tecnico luci Walter Mirabile | in collaborazione con Progetto Senza Piume
 
 
 

Celestina è una bambina con un’immaginazione senza confini, sempre persa dietro progetti inverosimili o imprese strampalate. Ma le sue doti così speciali le costano tanta solitudine e gli sfottò anche pesanti degli altri ragazzini. Unica amica possibile, e necessaria, è Amie, un’amica immaginaria che da tempo la affianca in ogni impresa. L’ultima fissazione della nostra eroina è… la Luna: mesi di calcoli e coloratissimi progetti dimostrano che lo spazio è a portata di mano e andare sulla luna un gioco da ragazzi. Anzi… da ragazze!
Celestina compie veramente il suo viaggio verso la città e l’Accademia delle Scienze? Incontra veramente quegli strani personaggi che ostacolano il suo cammino? Oppure sogna, tranquillamente addormentata nella sua stanza? Di certo, le qualità, gli strumenti, le “armi” che la piccola protagonista deve affilare per vincere le difficoltà, sono reali e la costringono ad una evidente crisi e ad un necessario sviluppo che al risveglio-ritorno la troverà diversa, cresciuta e consapevole dei propri mezzi e della propria identità. Il sogno è uno strumento necessario alla crescita.

dai 6 agli 11 anni | teatro d’attore, danza, maschere, ombre | durata 55′
 


 
3 maggio 2022, ore 10.30
Teatro Koreja
DIRE FARE BACIARE LETTERA TESTAMENTO

di Valeria Raimondi ed Enrico Castellani | cura Valeria Raimondi | parole Enrico Castellani | con Giorgia Cocozza, Carlo Durante, Anđelka Vulić | in collaborazione con Babilonia Teatri

 
 
 
 

“Dire fare baciare lettera testamento” è un’ode al bambino. È un canto alla sua bellezza, alle potenzialità che ogni bambino racchiude dentro di sé, all’infinita gamma di possibilità che ognuno di noi ha davanti quando nasce.
“Dire fare baciare lettera testamento” è il nostro personale manifesto dei diritti del bambino.
Riflette su un tempo, il nostro, e su una società caratterizzati da ritmi sempre più frenetici ed accelerati dove spesso i bambini vengono trattati come piccoli adulti, senza rispettare i loro tempi, i loro bisogni e senza riservare loro ascolto adeguato.
Lo spettacolo attraverso diversi quadri che si susseguono con ritmo travolgente mostra e fa vivere come un bambino abbia bisogno di fare esperienze, di come abbia bisogno che gli vengano accordate stima e fiducia.
“Dire fare baciare lettera testamento” è una proposta di gioco rivolta ai bambini, ai loro genitori, maestri e agli adulti in genere. È un invito a scoprire le possibilità del fare, del fare da soli, del fare insieme.
Lo spettacolo non racconta una storia, ne racconta tante. Racconta di come il gioco per un bambino sia importante e necessario quanto l’aria che respira. Racconta dei mondi che il gioco contiene e dischiude, di come il gioco sia spazio in cui crescere e confrontarsi, conoscere e conoscersi.
Si gioca perché giocare è il lavoro dei bambini.

dai 5 ai 10 anni | teatro d’attore | durata 55′
 


 
5 e 6 maggio 2022, ore 10.30
Principio Attivo Teatro
SAPIENS

di Valentina Diana | regia Giuseppe Semeraro | con Dario Cadei, Silvia Lodi, Otto Marco Mercante, Cristina Mileti, Francesca Randazzo, Giuseppe Semeraro | bande sonore e musiche Leone Marco Bartolo | consulenza coreografica Barbara Toma | disegno luci Davide Arsenio | consulenza teatro ombre Silvio Gioia | costumi Cristina Mileti e Francesca Randazzo | scenografie Dario Cadei e Francesca Randazzo | con il sostegno La Baracca – Testoni Ragazzi e ATGTP Teatro Pirata

 

Sapiens è una fiaba “preistorica” che racconta i conflitti tra due specie con visioni e atteggiamenti diversi rispetto alla vita e all’ambiente, ma è anche una storia d’amore tra l’ultimo dei Neanderthal e una giovane Sapiens. Attraverso il linguaggio del teatro fisico, delle ombre e della pittura dal vivo raccontiamo una storia antichissima, capace di farci riflettere sul nostro tempo e forse sul nostro fragile futuro.
È ormai provato che nel nostro codice genetico abbiamo una piccola percentuale di codice genetico dei Neanderthal. Cosa accadde allora quando le due diverse specie di Sapiens e Neanderthal si incontrarono? Perché i Neanderthal si estinsero? Siamo partiti da queste semplici ma enormi domande per raccontare una storia d’amore tra l’ultimo dei Neanderthal e una giovane Sapiens. Lo spettacolo ci porta indietro nel tempo cogliendo in questa storia l’archetipo dell’incontro con il diverso e l’altro. Sapiens si muove dentro una costruzione drammaturgica affine, per i suoi conflitti drammatici, all’archetipo dell’amore contrastato reso celebre nel Romeo e Giulietta. Una vera e propria storia d’amore, la più antica.

dai 6 ai 12 anni | teatro d’attore e teatro d’ombre | durata 55′

 


 
12 e 13 maggio 2022, ore 10.30 
La Luna nel Pozzo
L’ISOLA DOVE LA PLASTICA PRENDE VITA

testi Daria Paoletta | con Pia Wachter, Daria Paoletta, Mirko Lodedo |  musiche originali eseguite dal vivo Mirko Lodedo | disegno luci Francesco Pace | in collaborazione con Burambò e Casarmonica

 
 
 
 

Con questo spettacolo abbiamo scelto di parlare di un tema scomodo ma molto attuale: la spazzatura sta soffocando la nostra terra, l’aria, l’acqua…
Mare, cielo e plastica sono i protagonisti di una storia moderna che pare inventata, ma non lo è.
Lo spettacolo infatti racconta la storia della “Great Pacific Garbage Patch”, l’isola di spazzatura che galleggia nell’oceano pacifico settentrionale.
Una voce di bambina narra il viaggio di una busta di plastica mossa dal vento che vola fino all’Isola dove incontra oggetti che attraverso le due attrici-animatrici e il musicista prendono vita.
Tutto il mondo di questo spettacolo – personaggi, paesaggio e strumenti musicali – è composto da oggetti di uso comune che riempiono le nostre giornate e i nostri sacchetti dell’immondizia: tappi, bottiglie, tinozze… In questo spettacolo il bambino-spettatore diventa esploratore attivo nella scoperta dell’isola e dei personaggi che la abitano in un crescendo di emozioni: divertimento, stupore e paura contribuiscono a dare forma alle immagini.
É un viaggio fatto di trasformazioni, suoni, luci, colori e fantasia, tanta fantasia…

dai 5 ai 10 anni | teatro di figura, d’attore e musica | durata 50′

 


 

La scena dei ragazzi 2022

informazioni e prenotazioni:
ufficio scuola CREST | via Grazia Deledda snc, 74123 Taranto
Cinzia Sartini (responsabile) | mail cinziasartini@teatrocrest.it
tel 099 4725780 (interno 3) | fax 099 4725811

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In occasione degli spettacoli in orario scolastico,
i docenti e gli accompagnatori della classe sono tenuti a possedere ed esibire la certificazione verde Covid-19, al contrario degli alunni
obbligatorio indossare la mascherina Ffp2

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Il cartellone “La scena dei ragazzi” è realizzato dal Crest. Con il sostegno di Regione Puglia e Comune di Taranto.

 

 

 

 

© ufficio stampa CREST
responsabile tore scuro