Silvio Orlando, Lacci

Nelle crepe e nelle fragilità della famiglia. Per la stagione di prosa del Comune di Taranto, martedì 9 (ore 21) e mercoledì 10 gennaio (ore 18), al TaTÀ di Taranto, in via Deledda al quartiere Tamburi, va in scena “Lacci”, tratto dall’omonimo romanzo di Domenico Starnone, regia Armando Pugliese, con Silvio Orlando e Pier Giorgio Bellocchio, Roberto Nobile, Maria Laura Rondanini, Vanessa Scalera, Matteo Lucchini, scena Roberto Crea, costumi Silvia Polidori, musiche Stefano Mainetti, luci Gaetano La Mela, produzione Cardellino srl. Durata spettacolo: 105 minuti. Biglietto 20 euro, ridotto 15 euro. Info: 099.4725780 – 366.3473430.
«Se tu te ne sei scordato, egregio signore, te lo ricordo io: sono tua moglie». Si apre infatti così, con parole definitive, la lettera che Vanda scrive al marito che se n’è andato di casa, lasciandola in preda a una tempesta di rabbia impotente e a domande che non trovano risposta. Si sono sposati giovani all’inizio degli anni Sessanta, per desiderio di indipendenza, ma poi attorno a loro il mondo è cambiato, e ritrovarsi a trent’anni con una famiglia a carico è diventato un segno di arretratezza più che di autonomia. Perciò adesso lui se ne sta a Roma, innamorato della grazia lieve di una sconosciuta con cui i giorni sono sempre gioiosi, e lei a Napoli con i figli, a misurare l’estensione del silenzio e il crescere dell’estraneità.
Che cosa siamo disposti a sacrificare, pur di non sentirci in trappola? E che cosa perdiamo, quando scegliamo di tornare sui nostri passi? Perché niente è più radicale dell’abbandono, ma niente è più tenace di quei lacci invisibili che legano le persone le une alle altre.

photo © Massimiliano Bonatti