Skiuma, la sposa sirena a Palazzo Amati/Kētos

Una voce di donna tra i bastioni dell’antico castello. Lunedì 5 ottobre, alle ore 18 nello slargo antistante Palazzo Amati di Taranto, in vicolo Vigilante (Città vecchia), va in scena “Skiuma, la sposa sirena”, narrazione teatrale di e con Giovanni Guarino, tratta dall’antologia “Fiabe italiane” di Italo Calvino, produzione Crest, per la rassegna Rota rota stave ‘na vote…, parte del progetto Ketos – Centro Euromediterraneo del Mare e dei Cetacei sostenuto da Fondazione Con il Sud. In via privilegiata agli abitanti dell’antica Isola, la partecipazione è gratuita ma i posti sono limitati (25) dalle restrizioni dovute all’emergenza Covid-19.
La numero 132 dei duecento cunti popolari dell’antologia Fiabe italiane” curata da Italo Calvino per la collana I millenni“ di Einaudi nel 1956, “La sposa sirena” prende le mosse dai personaggi del racconto “La Monacella – La storia di Skiuma”, fiaba popolare di area tarantina della seconda metà del ‘700. Attraverso la magia del cunto, il racconto testimonia il desiderio di accostarsi all’elemento naturale su cui si adagia Taranto: il mare, per scandagliare un immaginario così saldamente e profondamente legato alle radici popolari. Il mare come ispiratore di sogni e progetti, luogo di lavoro e di piacere, di fatica e di ozio, ma per l’infelice coppia di innamorati del racconto prescelto, il mare è anche luogo di tristezza, dolore, nonché rifugio nel meraviglioso e casa del fantastico. Riferimenti naturali relativi alla fiaba sul territorio cittadino sono “la secca” delle Sirene, che si trova al centro della rada di Mar Grande, e il torrione del castello Aragonese, chiamato “della Monacella”, demolito assieme ai torrioni Sant’Angelo, Mater Dei e del Vasto, che estendevano l’antica fortificazione sino a Mar Piccolo, durante i lavori di scavo e costruzione del canale navigabile (1883).

Giovanni Guarino
Attore e operatore culturale, socio e vicepresidente della cooperativa Crest, è il responsabile del settore progettazione e animazione del territorio, con particolare attenzione alle utenze cosiddette deboli (infanzia, minori a rischio, anziani, detenuti, migranti). Dal 1985 avvia una formazione sulla narrazione teatrale che si nutre nel tempo della complicità e dell’incontro con maestri quali Marco Baliani, Mimmo Cuticchio, Roberto Anglisani, maturando negli anni come narratore una ricerca originale intorno alla cultura e alle tradizioni di Taranto. Le sue storie si stagliano come quadri d’autore sull’affresco della Storia. Non racconta della Città, ma, di più, ne è la voce. Così, Taranto parla e si rivela attraverso di lui. Dal 2012 cura il laboratorio urbano del Crest, denominato “I neri per strada”, che vuole essere un luogo di partecipazione attiva, con regole di comportamento e di gestione, di sviluppo della fantasia, in grado di contaminare costruttivamente le giovani generazioni verso nuovi possibili modelli di vita consapevole e sostenibile.
 

Kētos – Centro Euromediterraneo del Mare e dei Cetacei
 
Promosso dall’Associazione Jonian Dolphin Conservation (soggetto capofila) nell’ambito del bando storico-artistico e culturale “Il bene torna comune”, il progetto è sostenuto dalla Fondazione Con il Sud per valorizzare gli immobili inutilizzati o usati in modo parziale al Sud, in un’ottica di uso collettivo e di restituzione alla collettività attraverso attività socio-culturali e sostenibili. Partner per lo svolgimento delle attività: Associazione Comunità Emmanuel Onlus, Associazione Manifesto della Città Vecchia e del Mare, Associazione Marco Motolese, Associazione Terra, cooperativa teatrale Crest.