Skiuma, la sposa sirena

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Skiuma, la sposa sirena

narrazione teatrale di e con Giovanni Guarino, tratta dall’antologia “Fiabe italiane” di Italo Calvino, foto di scena Serena Lucarella

 
 
 
 
 
 
 
 

La numero 132 dei duecento cunti popolari dell’antologia Fiabe italiane” curata da Italo Calvino per la collana I millenni“ di Einaudi nel 1956, “La sposa sirena” prende le mosse dai personaggi del racconto “La Monacella – La storia di Skiuma”, fiaba popolare di area tarantina della seconda metà del ‘700. Attraverso la magia del cunto, il racconto testimonia il desiderio di accostarsi all’elemento naturale su cui si adagia Taranto: il mare, per scandagliare un immaginario così saldamente e profondamente legato alle radici popolari. Il mare come ispiratore di sogni e progetti, luogo di lavoro e di piacere, di fatica e di ozio, ma per l’infelice coppia di innamorati del racconto prescelto, il mare è anche luogo di tristezza, dolore, nonché rifugio nel meraviglioso e casa del fantastico. Riferimenti naturali relativi alla fiaba sul territorio cittadino sono “la secca” delle Sirene, che si trova al centro della rada di Mar Grande, e il torrione del castello Aragonese, chiamato “della Monacella”, demolito assieme ai torrioni Sant’Angelo, Mater Dei e del Vasto, che estendevano l’antica fortificazione sino a Mar Piccolo, durante i lavori di scavo e costruzione del canale navigabile (1883).


Skiuma, la sposa sirena – crediti fotografici Serena Lucarella