Commedia dell’Arte e teatro antico con Carlo Boso, maestro della scena

Domenica 28 e lunedì 29 settembre al TaTà per il Taras Teatro Festival

Si ride con «La Pace» di Aristofane, una fantasmagoria di canti, lazzi e danze

Carlo Boso, allievo di Giorgio Strehler e tra i più autorevoli custodi della Commedia dell’Arte, ha concotto per il «Taras Teatro Festival / Scena antica e visioni contemporanee» diretto da Massimo Cimaglia e in corso a Taranto, una masterclass di alta formazione per attori professionisti che domenica 28 e lunedì 29 settembre, alle ore 21, nell’auditorium TaTÀ, si completerà con la messa in scena in prima nazionale della effervescente e divertente commedia «La pace» di Aristofane, una produzione Terra Magica Arte e Cultura che viene presentata nella sezione del festival «Future Stage speciale under 35» con i partecipanti alla residenza artistica.

Scritta da Aristofane nel 421 a.C., quest’originalissima commedia vuole mettere in berlina una società governata dagli interessi di alcune divinità, che poco hanno a cuore il benessere degli abitanti del pianeta Terra. Nella sua versione Boso ne fa una commedia in musica, in una fantasmagoria di canti, danze, pantomime, lazzi e azioni interattive che celebrano l’incontro tra le origini del teatro occidentale e la Commedia dell’Arte, inizio del teatro moderno. Ed è anche dedicando un tripudio di applausi a Trygos e ai suoi alleati, che hanno liberato la pace rapita dai detentori del potere universale, che gli spettatori potranno far tacere i guerrafondai del mondo e far trionfare l’armonia.

Carlo Boso è uno tra i più importanti eredi della commedia dell’arte. Diplomato al Piccolo Teatro di Milano, ha partecipato a opere teatrali dirette da registi come Strehler, Castri, Fo. Ha intrapreso una carriera di drammaturgo e regista che lo ha portato in tutto il mondo. Ha partecipato alla creazione di importanti teatri e, seguendo la sua straordinaria vocazione di pedagogo teatrale, a Parigi ha fondato l’Académie Internationale Des Arts du Spectacle di Versailles. Ha diretto importanti festival internazionali e insegnato in università e accademie formando oltre 5.000 attori professionisti. La Cour du Barouf, da lui diretta, è un’istituzione storica del Festival d’Avignon Off. Lo spettacolo che presentiamo nasce dalla grande ricerca che da alcuni anni Boso ha intrapreso sulla figura di Aristofane in chiave di teatro popolare moderno.

Il Taras Teatro Festival è realizzato con l’organizzazione di Terra Magica Arte e Cultura e la collaborazione della compagnia Crest, il contributo di Ministero della Cultura, Regione Puglia, Comune di Taranto e Puglia Culture, il prezioso sostegno di Itsmobilità academy, TP Italia, Fondazione Taranto 25, Banca Patrimoni Sella e Erredi Consulenze assicurative e i patrocini di Inda, Istituto Nazionale del Dramma Antico, Università di Bari, Museo archeologico nazionale di Taranto – MarTA, Soprintendenza Nazionale per il Patrimonio culturale subacqueo, Marina Militare Italiana e Istituto e per la storia e l’archeologia della Magna Grecia.

Biglietti per l’Auditorium TaTÀ: 10 euro (5 euro studenti)
I biglietti sono acquistabili su vivaticket.com o all’Auditorium TaTÀ
Info 333.2694897

addetto stampa
Francesco Mazzotta
328.6296956

  

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Due «prime» nazionali, Paolo Rossi e una mostra di maschere al MArTA

Dal 26 al 28 settembre weekend di fuoco a Taranto col Taras Teatro Festival

Al debutto «Oreste» di Dario Battaglia, «ragazzo d’oro» della scena italiana, e «La Pace» di Carlo Boso, uno dei grandi maestri della Commedia dell’Arte. Mentre il popolare comico rifà Omero e Shakespeare con «Stand Up Classic»

Euripide e Aristofane riletti in due spettacoli in prima nazionale rispettivamente dal «ragazzo d’oro» della scena italiana, Dario Battaglia, e dal maestro della Commedia dell’Arte, Carlo Boso, che inoltre illustrerà una mostra di maschere teatrali del grande artista pugliese Giancarlo Santelli. E poi Paolo Rossi, che ripercorrerà i grandi autori del passato, da Omero a Shakespeare, in uno spettacolo colto e irriverente al tempo stesso. Dal 26 al 28 settembre a Taranto si annuncia un fine settimana di fuoco, tra storia e risate, con il «Taras Teatro Festival / Scena antica e visioni contemporanee» diretto da Massimo Cimaglia, che intorno al tema «L’ombra della guerra» si propone di stimolare le nuove generazioni a riflettere su un’emergenza mondiale attraverso la magia del teatro antico.

Si parte venerdì 26 settembre, alle ore 21, nell’auditorium TaTÀ, dov’è in programma la prima nazionale di «Oreste», una rielaborazione di Euripide dentro una clinica psichiatrica firmata, al debutto come regista, dall’attore Dario Battaglia, l’interprete (vincitore del Premio Claudio Nobis riservato agli under 35) che ha stupito nel ruolo di Valentine in «Lazarus» di David Bowie e Enda Walsh e vanta già una brillante carriera accanto ai più grandi maestri del teatro, come Robert Carsen, dal quale è stato diretto nell’«Edipo Re» al Teatro Greco di Siracusa. Tra l’altro, in quest’allestimento prodotto dalla storica compagnia Lombardi-Tiezzi, Battaglia guida un gruppo di giovani professionisti composto da Antonio Bandiera, Marta Anna Borucinska, Alessandro Burzotta, Caterina Fontana, Marcello Gravina, Ivan Graziano e Francesca Piccolo formatisi proprio all’Accademia d’Arte del Dramma antico di Siracusa. La realizzazione, con le scene e i costumi di Ivan Biceo Vartengo e il progetto visual di Arcangelo Piccirillo, riflette sul rapporto tra giovinezza e vecchiaia, sui conflitti generazionali, sul contrasto tra ordine politico e opposizione rivoluzionaria alle ingiustizie sulle musiche originali del pluripremiato musicista siciliano Gioacchino Balistreri, autore di una vera e propria drammaturgia sonora su cui s’impagina la scrittura scenica.

Quindi, i grandi autori del passato, da Omero a Shakespeare, passando per Orazio, prenderanno vita in chiave contemporanea nella prorompente e provocatoria «Stand Up Classic» di Paolo Rossi prevista sabato 27 settembre, alle ore 21, al Teatro Fusco. Lo spettacolo reinventa i classici della letteratura, presentati in un modo unico e non convenzionale. La formula è quella del viaggio attraverso i secoli, dove le parole di autori come Omero, Shakespeare e Orazio prendono vita e si connettono con il presente. E in questo percorso, accompagnato dalla chitarra di Emanuele Dell’Aquila, Paolo Rossi trasforma testi antichi in esperienze contemporanee, rendendoli accessibili e vibranti per il pubblico moderno in un gioco di libere associazioni tra passato e presente, capaci di creare un dialogo vivace e sorprendente, che fa riflettere e divertire, per cui si presenta come un evento imperdibile per chi ama la letteratura, il teatro e la stand-up comedy.

Inoltre, per le Giornate europee del patrimonio, è prevista una collaborazione tra il Taras Teatro Festival e il Museo archeologico nazionale di Taranto MArTA, che nello spazio adiacente la Sala Incontri, sabato 27 e domenica 28 settembre proporrà la mostra temporanea «L’arte delle maschere. Dalla scena al museo (e viceversa)». In esposizione, tra passato e presente, importanti testimonianze della storia teatrale italiana. Le maschere in terracotta che rappresentano i personaggi comici della commedia greca e romana, provenienti dalla collezione del MArTA, sono state poste in colloquio diretto con la produzione del grande artista-artigiano pugliese, Giancarlo Santelli, progetto espositivo, quest’ultimo, curato dall’associazione culturale Santelli. L’esposizione, infatti, è stata pensata per mettere tematicamente a confronto alcuni reperti del museo con creazioni del compianto mascheraio di Santeramo in Colle, che al Piccolo di Milano aveva appreso l’arte di questo fantastico mestiere dalla famiglia Sartori, specializzandosi nel teatro antico. Tra le sue collaborazioni, quelle con Eduardo De Filippo, Roberto De Simone, Giorgio Strehler, Dario Fo, Massimo Troisi e Franco Zeffirelli.

L’inaugurazione della mostra, prevista sabato 27 settembre, alle ore 18.30, sarà caratterizzata da una lezione di Carlo Boso, allievo di Giorgio Strehler e tra i più autorevoli custodi della Commedia dell’Arte, che per il Taras Teatro Festival ha condotto una masterclass di alta formazione per attori professionisti che il 28 e 29 settembre, alle ore 21, nell’auditorium TaTÀ, si completerà con la messa in scena in prima nazionale della effervescente e divertente commedia «La pace» di Aristofane, una produzione Terra Magica Arte e Cultura che viene presentata nella sezione del festival «Future Stage speciale under 35» con i partecipanti alla residenza artistica, i quali, la sera dell’inaugurazione della mostra, il 27 settembre, proporranno un’anteprima dello spettacolo sotto forma di trailer vivente. Scritta da Aristofane nel 421 a.C., quest’originalissima commedia vuole mettere in berlina una società governata dagli interessi di alcune divinità, che poco hanno a cuore il benessere degli abitanti del pianeta Terra. Nella sua versione Boso ne fa una commedia in musica, in una fantasmagoria di canti, danze, pantomime, lazzi e azioni interattive che celebrano l’incontro tra le origini del teatro occidentale e la Commedia dell’Arte, inizio del teatro moderno. Ed è anche dedicando un tripudio di applausi a Trygos e ai suoi alleati, che hanno liberato la pace rapita dai detentori del potere universale, che gli spettatori potranno far tacere i guerrafondai del mondo e far trionfare l’armonia.

Il Taras Teatro Festival è realizzato con l’organizzazione di Terra Magica Arte e Cultura e la collaborazione della compagnia Crest, il contributo di Ministero della Cultura, Regione Puglia, Comune di Taranto e Puglia Culture, il prezioso sostegno di Itsmobilità academy, TP Italia, Fondazione Taranto 25, Banca Patrimoni Sella e Erredi Consulenze assicurative e i patrocini di Inda, Istituto Nazionale del Dramma Antico, Università di Bari, Museo archeologico nazionale di Taranto – MarTA, Soprintendenza Nazionale per il Patrimonio culturale subacqueo, Marina Militare Italiana e Istituto e per la storia e l’archeologia della Magna Grecia.

Biglietti per il Teatro Comunale Fusco: 15 euro (platea)/10 euro galleria (5 euro studenti)
Biglietti per l’Auditorium TaTÀ: 10 euro (5 euro studenti)
I biglietti sono acquistabili su vivaticket.com o all’Auditorium TaTÀ
Info 333.2694897

 

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Francesco Mazzotta
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«Periferie», una stagione al centro della nuova drammaturgia italiana

Il cartellone del Crest al TaTÀ prevede dieci spettacoli dal 15 novembre all’11 aprile.
 E dal 9 novembre all’8 marzo si terrà la rassegna per famiglie «Favole & Tamburi»

Riflettori su Emma Dante, Tindaro Granata, Licia Lanera, Vladimir Luxuria, Muta Imago, Lino Musella, Giacomo Costantini e gli omaggi a due geni del teatro scomparsi troppo presto, Annibale Ruccello e Mattia Torre

Regista tra le più vigorose e carnali del teatro europeo, la siciliana Emma Dante aprirà la stagione 2025-2026 della compagnia Crest all’auditorium TaTÀ di Taranto con «Il tango delle capinere», in programma sabato 15 novembre. Il cartellone, che include sino all’11 aprile dieci spettacoli (tutti alle ore 21) rappresentativi della scena teatrale contemporanea, è stato presentato nel salone degli specchi di Palazzo di Città nel corso di un incontro al quale sono intervenuti il sindaco Pietro Bitetti, il consigliere regionale, Vincenzo Di Gregorio, e la presidente del Crest, Clara Cottino.

Un altro artista siciliano, Tindaro Granata, proporrà, il 21 novembre, «Vorrei una voce», monologo a più voci sulla condizione femminile, mentre Licia Lanera, anima punk del teatro contemporaneo, il 6 dicembre presenterà «James», un omaggio tra scena e vita reale al gigante del teatro del Novecento, Tadeusz Kantor.

Quindi, Vladimir Luxuria il 10 gennaio si farà portavoce delle tematiche gender in «Princesa» con la storia vera di una trans che emozionò anche Fabrizio De André, mentre il visionario collettivo Muta Imago esplorerà il classico di Cechov «Tre sorelle» il 24 gennaio. Molto atteso il ritorno di una storica coppia del teatro italiano di ricerca composta da Stefano Randisi ed Enzo Vetrano, che il 7 febbraio con Nicola Borghesi condividono il progetto tra palco e platea «Grazie della squisita prova» ispirato a Leo De Berardinis.

E se con «L’uomo calamita» il 21 febbraio Giacomo Costantini rispolvera con Il Circo El Grito una storia vera di rastrellamenti sotto i classici chapiteaux ai tempi dell’occupazione nazista in Italia, Lino Musella, tra gli attori di cinema e teatro più amati dal pubblico, il 14 marzo toccherà con «L’ammore nun’è ammore» l’universo di Shakespeare affrontando la traduzione in napoletano che ne fece Dario Jacobelli.

La stagione si chiuderà con due testi cult di altrettanti geni della nuova drammaturgia scomparsi troppo presto, «Anna Cappelli» di Annibale Ruccello, che Valentina Picello interpreterà il 27 marzo, e «4 5 6» di Mattia Torre in programma l’11 aprile con Massimo De Lorenzo, Carlo De Ruggieri, Cristina Pellegrino e Giordano Agrusta.

«Questi dieci spettacoli – racconta la presidente del Crest, Clara Cottino – indagano l’animo umano, le sue incertezze e le sue paure, le sfide e le sconfitte, le domande senza risposta, i suoi ricordi/rifugio per una dolcezza negata dal presente. Un presente in cui facciamo fatica a credere o solo sperare che, per dirla con Shakespeare, “l’inverno del nostro scontento possa farsi estate sfolgorante ai raggi di questo sole di York”, e viene da aggiungere, di Palestina, d’Italia e d’Europa. Lo sguardo è caduto sulla drammaturgia contemporanea, che quasi mai racconta o giudica come occhio esterno, ma indaga su di sé. Storie tutte possibili oggi, che raccontano amori e passioni per l’altro o per il teatro, rimasto forse l’ultimo luogo dove sia lecito mostrare dubbi e fragilità».

La proposta del Crest si arricchirà, come ogni anno, della stagione di spettacoli per famiglie «Favole & Tamburi», che si aprirà il 9 novembre proprio con una nuova produzione della compagnia tarantina, «Ninì e la balena», spettacolo di Michelangelo Campanale ispirato al mito di Moby Dick di Melville ma riletto attraverso lo sguardo poetico di Luis Sepúlveda.

«Con favole&TAmburi – spiega Cottino – proviamo a portare i ragazzi e le loro famiglie fuori dalla “gabbia” della fiaba e dentro storie nuove che intrecciano linguaggi artistici diversi, in cui il teatro d’attore interagisce con pupazzi, ombre e le storie quotidiane che diventano narrazione».

Dieci gli spettacoli in programma anche in questa sezione riservata a giovani e giovanissimi, che proseguirà il 16 novembre con «Toc Toc» della Luna nel Letto e il 30 novembre con «1, 2, 3…Cantate con me!» della storica compagnia romana di pupazzi e burattini Teatro Verde.

Quindi, il 6 e 7 dicembre sarà la volta di una proposta molto particolare, il tecnologico «Hamelin» della Factory Compagnia Transadriatica, uno spettacolo che ha fatto il giro del mondo e che è destinato a pochi spettatori per volta.

Il 2025 si chiuderà il 14 dicembre con un’altra creazione targata Crest, «Arianna nel labirinto», con Michele Cipriani e Arianna Gambaccini, mentre l’anno nuovo si aprirà, come da tradizione, il giorno della Befana, 6 gennaio, con «Soqquadro», lavoro della storica compagnia genovese Teatro del Piccione, per proseguire il 18 gennaio con una rilettura di Collodi realizzata da Armamaxa con «Nel ripostiglio di mastro Geppetto».

Arrivano, invece, da Piacenza quelli di Teatro Gioco Vita con il loro spettacolo sulle metamorfosi «Tutto cambia! Il bruco e la farfalla e altri racconti» in calendario l’1 febbraio. E da Ferrara proviene il classico «La bella e la bestia» firmato dalla compagnia Il Baule Volante, di scena il 22 febbraio, penultimo appuntamento di una rassegna che si chiuderà l’8 marzo con «Cenerentola 301» dei pugliesi Burambò, altra compagnia di punta del teatro ragazzi.

Abbonamento ai 10 spettacoli di Periferie: € 120 (biglietto unico € 15) 
Abbonamento ai 10 spettacoli di Favole & Tamburi: € 60 (biglietto € 7 – ridotto per nuclei familiari almeno 4 persone € 6)
Info 333.2694897

 

addetto stampa
Francesco Mazzotta
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«Periferie», una stagione al centro della nuova drammaturgia italiana. Il cartellone del Crest al TaTÀ

Conferenza stampa di presentazione

Martedì 23 settembre, ore 10, Salone degli Specchi Palazzo di Città Taranto

Martedì 23 settembre, alle ore 10, nel Salone degli Specchi di Palazzo di Città, a Taranto, si presenta la stagione 2025-2026 «Periferie» organizzata al TaTÀ dalla compagnia Crest.

All’incontro con la stampa intervengono il vicesindaco Mattia Giorno, il consigliere regionale Vincenzo Di Gregorio e la presidente del Crest, Clara Cottino.

 

addetto stampa
Francesco Mazzotta
328.6296956

  

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