Barabba, torna a nuova vita un personaggio di ascendenza evangelica

La voce, magari rauca, di quella umanità che ha paura dell’altro, che si sente continuamente minacciata e che vive di doppiezza. Per il cartellone Periferie, rassegna di teatro, sabato 6 aprile, alle ore 21 all’Auditorium TaTÀ di Taranto, in via Deledda ai Tamburi, in scena “Barabba” di Antonio Tarantino, regia Teresa Ludovico, con Michele Schiano di Cola, spazio scenico e luci Vincent Longuemare, foto di scena Balto Videomaker, produzione Teatri di Bari / Kismet. Durata 60’. Biglietto intero 15 euro, ridotto 12 euro (under 25 e over 65): biglietti interi acquistabili anche online su vivaticket [qui]. Info e prenotazioni 333.2694897 attivo anche whatsapp.

Eccolo Barabba incarcerato, che spia da dentro il momento cruciale, per lui e per l’umanità, la fatidica decisione della salvezza tra lui e Gesù. Barabba è il protagonista di una vorticosa opera di Antonio Tarantino, indagatore di personaggi storici e miti, che lancia in rotta di collisione i potenti e gli ultimi, uniti dalla corruzione del linguaggio e della storia stessa. Barabba rivive con Tarantino in un flusso incalzante quasi integralmente in versi, dove si mescolano commedia e tragedia. Con una costante: il bisogno e la ricerca della verità, quella invocata da Pilato prima della sentenza.

Per la prima volta in scena un’opera composta nel 2010 da Antonio Tarantino ma pubblicata postuma (Cue Press, 2021). Dalla prefazione di Andrea Porcheddu al testo, «… come nei suoi drammi d’esordio, torna a dare nuova vita ad un personaggio di ascendenza evangelica. Quasi integralmente in versi, in una lingua impietosa senza più privilegi di rango, dove si mescolano commedia e tragedia, il personaggio di Barabba incarna un teatro di emozioni in cui oscillano, come maschere appese a un filo, il nostro bisogno di salvezza, la nostalgia rabbiosa di un fondamento, di un’origine».

Barabba fa parte di un ciclo che da tempo la regista Teresa Ludovico ha voluto dedicare al lavoro del Maestro: Cara Medea, Piccola Antigone (2012) e Namur (2014). Una nuova, potente folgorazione che illumina ambiguamente uno dei personaggi più misteriosi ed evocativi della storia religiosa e del nostro immaginario. Qui interpretato da Michele Schiano di Cola. Come per le opere precedenti, la mise en espace e le luci sono affidate alla maestria di Vincent Longuemare, che da tempo collabora con la Ludovico negli allestimenti prodotti da Teatri di Bari.

note bio

Teresa Ludovico. Regista, autrice e attrice. Nata a Gioia del Colle (BA) nel 1956, laureata in scienze politiche. Compie un lungo percorso artistico sotto la guida di diversi maestri, in Italia e all’estero. Collabora con i Cantieri Teatrali Koreja di Lecce in qualità di attrice. È assistente alla regia di Marco Martinelli e attrice in alcuni suoi spettacoli. Nel 1995 si avvicina al teatro musicale con Medea, opera senza canto del compositore Giovanni Tamborrino. Nel 1993 entra a far parte del Teatro Kismet OperA di Bari: dal 1998 è regista stabile (Bella e Bestia, premio Eti-Stregagatto 2002), dal 2010 direttrice artistica. Per Fondazione Petruzzelli e Conservatorio Piccinni di Bari cura la regia dell’operetta lirica Il principe porcaro di Nino Rota diretta dal maestro Nicola Scardicchio (2005). Compone i testi ed è interprete del concerto teatrale In search of Simurgh dei Radiodervish (2007). Realizza produzioni per il Repertory Theatre di Birmingham e collabora con il Setagaya Public Theatre di Tokyo. Dal 2013 è direttrice artistica del festival Maggio all’infanzia, la più importante vetrina di teatro ragazzi nel Sud Italia. Dal 2015 cura la programmazione del TRIC Teatri di Bari.
 
Michele Schiano di Cola. Attore. Napoletano, classe 1982, diplomato alla Scuola del Teatro Stabile di Torino diretta da Luca Ronconi (2003-06). Frequenta una masterclass per attori al Teatro Eliseo di Roma (2006), La Nouvelle Ecole des Maîtres diretta da Franco Quadri (2010-11) e il corso di perfezionamento per attori professionisti del Mercadante Teatro Stabile di Napoli diretto da Luca De Filippo (2014-15). Lavora con molti registi italiani e in diverse produzioni internazionali. Come attore, è alla terza collaborazione con i Teatri di Bari, sempre diretto da Teresa Ludovico: Anfitrione di Plauto (2019), Il bacio della vedova di Israel Horovitz (2021) e Barabba di Antonio Tarantino (2022). Per il Napoli Teatro Festival 2018 cura la regia del Sogno di una notte di mezza estate di William Shakespeare, prodotto da Teatri di Bari e andato in scena al Teatro Bellini di Napoli.

Antonio Tarantino. Nato a Bolzano nel 1938, si trasferisce in giovane età a Torino. Fino agli anni Novanta lavora come artista figurativo e approda nel mondo teatrale solo dopo i cinquant’anni, quando nel 1993 vince il premio Riccione per il Teatro con Stabat Mater e La passione secondo Giovanni. Tra le altre pubblicazioni per il teatro: Giuseppe Verdi a Napoli (Cue Press, 2017), Materiali per una tragedia tedesca (prima edizione Ubulibri, 2000, riedito da Cue Press, 2016), Dittico arabo. La casa di Ramallah e La pace (prima edizione Ubulibri, 2006, riedito da Cue Press, 2021), Gramsci a Turi (prima edizione Ubulibri, 2009, riedito da Cue Press, 2021) e il postumo Barabba (Cue Press, 2021). Muore a Torino il 21 aprile 2020, all’età di 82 anni.

parliamone | dopo lo spettacolo, la Compagnia incontra il pubblico. 

Il progetto Periferie – tredicesima edizione – è realizzato dal Crest. Con il sostegno di Regione Puglia e Provincia di Taranto.

 


 
[fonte consultata: canale YouTube Teatri di Bari]

 

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