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un progetto del Crest realizzato nell’ambito del “Programma regionale di spettacolo dal vivo per la valorizzazione delle risorse culturali ed ambientali della Puglia – 2016”

 
 

[le incursioni teatrali]

giovedì 1 settembre, ore 20.10 e ore 21.30 | MArTA – Museo Archeologico Nazionale di Taranto (via Cavour 10)
Crest
LA DEA IN TRONO 

da un’idea di Gaetano Colella | narrazione di Giovanni Guarino | in scena Delia De Marco, Valentina Elia, Giuseppe Marzio | costumi Francesca Ruggiero | durata 40 min

 
 

Un viaggio alla scoperta del mito di Persefone, figlia di Zeus e Demetra, che Ade, il terribile dio degli inferi, rapì per farne la propria sposa, e quello di Afrodite, dea dell’amore e della bellezza, regina dei cuori, di quelli degli dei e, non di meno, di quelli degli uomini. Le vicende mitologiche delle due dee si intrecciano alla storia del ritrovamento a Taranto della famosa statua della “dea in trono”, oggi custodita all’Altes Museum Berlino. Al MArTA è esposta una copia ottenuta attraverso tecnologie laser scanner e successiva realizzazione plastica dell’originale.

posti limitati (max 40 spettatori per replica) | prenotazione obbligatoria | ticket accesso museo 


 

giovedì 8 settembre, ore 21 | MArTA – Museo Archeologico Nazionale di Taranto (via Cavour 10)
Areté Ensemble
MEDEA

di Euripide | tradotto, diretto e interpretato da Annika Strøhm e Saba Salvemini  | con il sostegno dello Spazio Off di Trento e ResExtensa | durata 90 min

 

 

Medea. La donna di cuore devota al letto nuziale ed alle sue antiche leggi sposa l’uomo di ragione ed azione che appartiene allo stato ed alla società. La storia della sua rivolta contro un mondo in cui rispetto, fedeltà, fiducia, responsabilità, amore sono scomparsi. Medea compie il sacrificio più alto. La vendetta più atroce. Per pugnalare questo mondo bisogna colpirlo al cuore. Una storia che, in un mondo di genitori che fanno di tutto per crescere al meglio i figli, si fa tragedia in nome dell’amore. Una tragedia d’amore e libertà.

posti limitati (max 100 spettatori) | prenotazione obbligatoria | ticket accesso museo 


 

sabato 10 settembre, ore 19 | Darsena dell’isola di San Paolo in Mar Grande (imbarco dal Molo Sant’Eligio)
Crest
DANIEL, IL DELFINO CORAGGIOSO | RINVIATO A MARTEDÌ 13 SETTEMBRE CAUSA MALTEMPO

narrazione di Giovanni Guarino | liberamente tratto dal romanzo “Il delfino” di Sergio Bambarén | durata 70 min (escursione in catamarano della JDC e narrazione)

 

 

Nelle acque blu dell’oceano un branco di delfini si prepara alla pesca quotidiana. Uno di loro si allontana per giocare con le onde della barriera corallina. E’ Daniel Alexander Dolphin, il grande sognatore. “Sei un perdigiorno”, gli rinfacciano i suoi compagni. “Sei un sognatore”, lo incoraggia il mare. Tuffo dopo tuffo, Daniel impara ad ascoltare quella voce che solo lui sente e quando arriva il momento, il suo momento, non ha dubbi.

posti limitati (max 60 spettatori) | prenotazione obbligatoria | biglietto 15 euro


 

giovedì 15 settembre, ore 21 | MArTA – Museo Archeologico Nazionale di Taranto (via Cavour 10)
Compagnia Burambò
AMORE E PSICHE

scritto e interpretato da Daria Paoletta | durata 60 min

 
 
 

Tratta da Apuleio, la storia racconta l’amore travagliato e ostacolato dalla diversità dei due amanti: Amore è un Dio, mentre Psiche è una mortale, ma bella come una Dea. Una saga di personaggi che dividono l’Olimpo dalla Terra, le divinità dai mortali, per scoprire che non c’è poi tanta differenza, gli uni assomigliano agli altri. Una scena nuda che prende vita attraverso la forza del linguaggio vocale e corporeo, tali da creare ambientazioni e condividere suggestioni.

posti limitati (max 100 spettatori) | prenotazione obbligatoria | ticket accesso museo 


 

sabato 24 settembre, ore 19 | Secca della Sirena in Mar Grande (imbarco dal Molo Sant’Eligio)
Crest
SKIUMA, LA SPOSA SIRENA

narrazione di Giovanni Guarino | durata 60 min (escursione in catamarano della JDC e narrazione)

 
 
 

La narrazione prende le mosse dai personaggi del racconto “La Monacella – La storia di Skiuma”, fiaba popolare tarantina della seconda metà del ‘700, selezionata da Italo Calvino nella sua fondamentale raccolta delle “Fiabe italiane”. Attraverso la magia del cunto, la proposta mira a condurre gli spettatori in un percorso dove, con la tecnica della narrazione teatrale, potranno acquisire frammenti di storia e cultura legati ai luoghi della città di Taranto.

posti limitati (max 60 spettatori) | prenotazione obbligatoria | biglietto 15 euro 


 

venerdì 7 ottobre, ore 20.30 e ore 22 | Museo etnografico “Alfredo Majorano” di Taranto (rampa Pantaleo 6)
Crest
ACQUA E FUOCO

con i partecipanti al laboratorio urbano “I neri per strada” condotto da Giovanni Guarino | in collaborazione con l’associazione ‘A Puteje – Arte e (è) cultura | durata 60 min

 
 

Un viaggio virtuale nella Taranto della fine degli anni ’50. Una lezione-spettacolo sui riti e le tradizioni legati alla notte di san Giovanni. Narrazione e momenti coreografici e musicali. Testi tratti dall’atto unico dialettale di Alfredo Majorano “A Sanda Mòneche. Scene popolaresche tarentine” (1947) e dal saggio di Antonio Basile “Taranto, taranta, tarantismo” (Nuoveproposte Brizio, 2000).

posti limitati (max 40 spettatori per replica) | ingresso libero con prenotazione obbligatoria 


 

domenica 16 ottobre, ore 11 | Rotonda della Villa Peripato di Taranto (via Luigi Viola)
Il Melarancio
LA BATTAGLIA DEI CUSCINI

di e con Gimmi Basilotta e Marina Berro | con Gimmi Basilotta, Maria Berro, Jacopo Fantini, Isacco Basilotta, Aicha Cherif | musiche Sisimizi, Persiana Jones, I Fratelli di Soledad | durata fino allo sfinimento dei partecipanti

 
 

Lo spettacolo che ha entusiasmato e coinvolto tantissime piazze italiane ed europee. Centinaia di leggerissimi cuscini multicolori cadono dall’alto e, in una reazione a catena, esplode la battaglia: accompagnati dalle scatenatissime musiche ska, gli spettatori si trovano coinvolti in una piccola follia collettiva, dove tutti combattono contro tutti, che coinvolge giovani, vecchi, donne, uomini e bambini.

ingresso libero 


 

sabato 22 ottobre, ore 19 | Parco archeologico delle Mura messapiche di Manduria
Crest
PIETRE, PERSONE E STORIE | RINVIATO A MARTEDÌ 25 OTTOBRE CAUSA MALTEMPO

narrazione di Giovanni Guarino | in collaborazione con l’associazione “Cavalieri de li Terre Tarentine”, il laboratorio urbano “I neri per strada”, il liceo De Sanctis – Galilei e l’IISS Einaudi di Manduria | d’intesa con il Comune di Manduria | durata 70 min

 
 

Quando Taranto, in lotta contro i Messapi e altre popolazioni italiche, chiese aiuto a Sparta, Archidamo non esitò a scendere in Puglia. Stando al celebre biografo Plutarco, morì combattendo sotto le mura di Manduria nel 338 a.C.. presumibilmente il 3 agosto. La battaglia in cui perse la vita il duce greco fu una delle ultime del secolare conflitto che divise Messapi e Tarantini. Testi tratti dai romanzi storici “I Leoni di Messapia” (1999) e “I Leoni di Messapia II – Il Cerchio di Fuoco” (2004) di Fernando Sammarco, entrambi pubblicati da L’Araba Fenice – Edizioni Magna Grecia.

ingresso libero 


 

[i fuoriLUOGO]

MArTA – Museo Archeologico Nazionale di Taranto
È fra i più importanti musei d’Italia. Istituito nel 1887, occupa fin dalle origini l’ex Convento dei Frati Alcantarini, costruito a metà del XVIII secolo e, in seguito ad interventi di ingrandimento a metà del XX secolo, l’adiacente corpo settentrionale dell’Ala Ceschi. Il percorso espositivo si articola per grandi fasce cronologiche (periodo preistorico e protostorico al secondo piano; periodo greco, romano e altomedievale al primo piano) e per principi di continuità tematica. Dalla Preistoria al Medioevo, Taranto è al centro dell’itinerario museale, la sua storia, la sua evoluzione, la sua cultura attraverso reperti identificativi del territorio per provenienza o rinvenimento. Un patrimonio archeologico di importanza internazionale.


 

Isole Cheradi
Costituiscono un piccolo arcipelago che chiude la darsena del Mar Grande. Strettamente legato al destino dell’antica città di Taranto e, dopo l’Unità d’Italia, al demanio della Marina Militare, l’arcipelago è composto da due isole: San Pietro, la più grande, di forma triangolare e caratterizzata da tre punte (La Forca a ovest, Lo Scanno a nord e Il Posto a est), e San Paolo, molto più piccola, che conserva un fortino militare napoleonico. Tra l’isola di San Paolo e Capo San Vito vi è l’entrata nella rada di Taranto. Un tempo esisteva anche l’isoletta di San Nicolicchio, chiamata dai pescatori ‘u squegghie (lo scoglio) e ubicata in prossimità di Punta Rondinella (o del diavolo) oggi scomparsa a causa dei lavori di ristrutturazione industriale e l’allargamento del porto mercantile.


 

Museo etnografico “Alfredo Majorano” di Taranto
È ubicato nel borgo antico, nell’antico palazzo Pantaleo, dimora gentilizia del Settecento. Nel museo sono presenti diverse testimonianze delle tradizioni popolari della città di Taranto e della sua provincia, raccolte da Alfredo Majorano (1902-1984). Il filo conduttore della cospicua collezione etnografica ruota intorno alla ritualità magica e religiosa nel tarantino. L’abbondanza dei materiali che la costituiscono documentano la vita tradizionale nel Tarantino: dal mondo della festività e della ritualità magica-religiosa si allarga a documentare tutti gli altri modi della vita associata locale, in primo luogo, quelli laici della fatica, a terra e sul mare. Il museo raccoglie importanti documentazioni del patrimonio culturale immateriale.


 

Villa comunale “Giardini Peripato” di Taranto
Costituisce un importante polmone verde che si estende per circa 5 ettari nel cuore del borgo moderno, da qui è possibile godere di una vista sul Mar Piccolo. Intorno al 1863 il Cavaliere Luigi De Beaumont acquistò due giardini e incaricò l’architetto Antonio Criscuolo (Napoli) di trasformarli in un vero e proprio giardino che includesse l’abitazione. Attraverso l’acquisto da parte della Città di Taranto nel 1913, Villa Beaumont fu trasformata in “Giardini Pubblici di Peripato” (progettista Egidio Salvi), rendendoli accessibili al pubblico. Sebbene profondamente trasformata nel tempo, Villa Peripato resta un esempio importante di giardino storico denominato ”Villa comunale” con più di 800 piante: querce, cipressi, allori, piante esotiche come palme, pitosfori, Thuja, Magnolia e Ailanthus.


 

Parco archeologico delle Mura messapiche di Manduria
Si estende per circa 150 mila metri quadri, delimitato da due cinte murarie, è uno dei siti archeologici più grandi e importanti in tutta Italia. Simbolo della città e del parco è il Fonte Pliniano, monumento citato da Plinio il Vecchio per il costante apporto idrico. È posto all’ingresso del parco e stupisce per l’atmosfera magica creata dal gioco di luci all’interno dell’ambiente ipogeo. All’esterno delle possenti mura megalitiche, articolate in tre cinte concentriche per contrastare l’espansione di Taranto, si estende l’incredibile necropoli, con più di 2mila sepolture messapiche, risalenti a un arco temporale che va dal VI secolo al II a.C.. All’interno delle mura sorge la chiesetta di San Pietro Mandurino.


 

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info e prenotazioni ai numeri 099.4725780 – 366.3473430 (a partire da lunedì 29 agosto)

l’accesso al MArTA, e l’escursione-narrazione sul catamarano della Jonian Dolphin Conservation prevedono un ticket

 

 

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