I violini del Barone Pantaleo

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I violini del Barone Pantaleo

narrazione teatrale di e con Giovanni Guarino, musiche dal vivo Francesco Greco (violino), foto di scena Walter Mirabile

Giuseppe Pantaleo, giovane rampollo della nobile famiglia tarantina, possedeva sette violini, opera dei maggiori liutai del ‘600 e del ‘700: Stradivari, Gagliani padre e figlio, Amati. Nel 1906 decise di venderli tutti e sette, forse per rimpinguare le sue casse messe a dura prova da feste e… donne. Ebbe così inizio una trattativa che durò addirittura trent’anni e che lo vide impegnato con tanti e diversi personaggi. Solo nel 1936 riuscì finalmente a venderne quattro. Dei restanti tre violini si sono perse le tracce e agli eredi è giunta solo una vecchia custodia appartenuta ad uno di quei preziosi strumenti. Dalle vicende del Barone, amante delle belle donne e che tanto volle e poco strinse, deriva un tipico detto tarantino: “’U Barone Pantaleo cchine d’or e de cammise sce affini’ cu ‘le ciancianelle appise”, ovvero “Il Barone Pantaleo ricco d’oro e di camicie rimase in mutande”.

 


I violini del Barone Pantaleo – crediti fotografici Walter Mirabile