Periferie 2016

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la stagione 2016 al TaTÀ

rassegna di teatro musica e danza

un progetto del Crest realizzato nell’ambito del “Programma regionale di spettacolo dal vivo per la valorizzazione delle risorse culturali ed ambientali della Puglia – 2016”

 

sabato 12 novembre 2016, ore 9 | Università degli Studi di Bari (ex Convento di San Francesco)_via Duomo
convegno
PERIFERIE. CONFINI VISIBILI E NON VISIBILI DELLA CITTÀ DI TARANTO
 
 
 
 
 

prima parte, Confinare: interventi Magnifico Rettore Antonio Felice Uricchio (L’Università e la periferia: i processi culturali contro l’abbandono del territorio); prof. Roberto Nistri (Breve storia dei quartieri di Taranto. La nascita delle Periferie); arch. Massimo Prontera, presidente Ordine degli Architetti di Taranto (I confini visibili e invisibili che hanno disegnato la città negli ultimi anni); dott.ssa Valeria Monno, docente Politecnico di Bari (Iprocessi che cancellano i confini. Cosa fare e cosa è stato fatto contro l’abbandono delle periferie)
pausa caffé
seconda parte, Sconfinare: interventi dott.ssa Clara Cottino, presidente Crest (Il TaTÀ, un processo di sconfinamento culturale); studenti dei licei Aristosseno, Battaglini e Ferraris-Quinto Ennio di Taranto, del liceo De Sanctis-Galilei di Manduria e dell’IISS Don Milani-Pertini di Grottaglie; dott. Salvatore Negro, assessore Welfare Regione Puglia; dott.ssa Loredana Capone, assessore Industria turistica e cultura, gestione e valorizzazione dei beni culturali Regione Puglia
coordina Gaetano Colella

Alcune domande/linee guida che animeranno la discussione del convegno: Quante periferie ha Taranto? Quante linee di demarcazioni dentro/fuori ha tracciato nel suo tessuto urbano nel corso della storia recente? Cosa includono e cosa escludono? Quando sono nati questi confini, qual è la loro storia? Quali processi mettere in atto per spostare un confine o cancellarlo?

partecipazione libera


 

sabato 12 novembre 2016, ore 21
Punta Corsara
HAMLET TRAVESTIE

da John Poole e Antonio Petito a William Shakespeare | di Emanuele Valenti e Gianni Vastarella | regia e spazio scenico Emanuele Valenti | dramaturg Marina Dammacco | con Giuseppina Cervizzi, Christian Giroso, Vincenzo Nemolato, Valeria Pollice, Emanuele Valenti, Gianni Vastarella | disegno luci Giuseppe Di Lorenzo | collaborazione artistica Mirko Calemme | aiuto regia Gianni Vastarella | produzione 369gradi | in collaborazione con Teatro Franco Parenti | con il sostegno di Olinda, Armunia / Inequilibrio Festival, Fuori Luogo – La Spezia | durata 70 min

A partire dalla suggestione di Hamlet Travestie, riscrittura burlesque settecentesca di John Poole in cui la parodia ribadisce l’autorità dell’Originale, passando per “Don Fausto” di Antonio Petito, lì dove invece l’Opera diventa vicenda matrice di altre vicende, immaginiamo una famiglia napoletana a noi contemporanea, i Barilotto, in un quadro di sopravvivenza quotidiana: il lavoro, la casa, i debiti, i figli. Ognuno vincolato al legame con l’altro, in una stasi violenta in nome dell’unità. Dissociato, se ne sta Amleto, il figlio senza padre, ad alimentare un conflitto di dubbi e paure. Intorno a lui, la vicenda shakespeariana diventa il canovaccio di un’improbabile tragedia redentiva, una fallimentare distribuzione di ruoli e di pesi, in una famiglia fuori di sesto.

Commissionato dal Teatro Franco Parenti nell’ambito del festival Tfaddal, ideato nel 2013 per i 40 anni dall’Ambleto di Testori, Hamlet Travestie conferma la maturità della compagnia Punta Corsara, nata nel 2007 dai laboratori di Scampia e ora Premio della Critica 2014 anche per “la tenacia, l’entusiasmo, l’allegria, l’energia, l’ostinata passione per il teatro, momento di incontro intellettuale e sociale”. Lo spettacolo appartiene ad un ciclo produttivo prettamente farsesco comprendente Il signor di Pourceaugnac, farsa minore da Molière, PetitoBlok (presentati anche assieme nella forma del MolièrePetitoBlok), Il Convegno, La solitudine delle ombre e Io, mia moglie e il miracolo. L’ultimo lavoro della compagnia di Scampia è Il cielo in una stanza, che ha debuttato lo scorso luglio al Napoli Teatro Festival Italia.

a seguire incontro con la Compagnia   


 

venerdì 2 dicembre 2016, ore 21
Radiodervish
CAFÉ JERUSALEM

sul palco Nabil Salameh (voce, buzuki, percussioni, recitazione), Michele Lobaccaro (chitarra, basso, cori, recitazione) e Alessandro Pipino (tastiere, fisarmonica, cori)

 

 

Café Jerusalem è il titolo del nuovo reading teatrale e musicale dei Radiodervish. Uno spettacolo dove viene data voce e suono ai ricordi di un mondo che ha vissuto una travolgente trasformazione intorno alla metà del secolo scorso nella città di Gerusalemme. Entrando nella dimensione del café mediorientale ci si rivela il carattere multiculturale di una città dove tradizione e modernità si confrontano e dove, grazie alla presenza dei racconti degli Hakawati, i cantastorie che animavano i caffè di Gerusalemme, si entra facilmente in dimensioni fiabesche e surreali parallele. L’eredità culturale palestinese custodita nei semplici oggetti, negli eventi e nella memoria dei personaggi viene mostrata a partire dalla scoperta dell’amore verso il diverso e dall’amara consapevolezza delle difficoltà implicite, in quanto inevitabili trasformazioni hanno mutato il percorso storico di quella terra. Gerusalemme, ancora oggi, continua ad essere al centro di un conflitto singolare, ricco di simboli che condizionano la storia e la coscienza del mondo. Canzoni e brani strumentali si alternano in un affresco impressionistico ispirato ad un testo ambientato nella città contesa concepito dalla scrittrice e giornalista Paola Caridi.

I Radiodervish nascono a Bari nel 1997 dal sodalizio artistico tra Nabil Salameh e Michele Lobaccaro, già assieme nella precedente formazione Al Darawish. La differenza culturale delle loro origini dà vita a canzoni che sono intese come piccoli laboratori all’interno dei quali si svelano varchi e passaggi tra oriente e occidente, le cui tracce sono i simboli e i miti delle culture del Mediterraneo, luogo di confine che unifica nel momento stesso in cui separa. Il risultato è un raffinato disegno sonoro tracciato dall’incontro della melodia con testi cantati in italiano, arabo, inglese e francese che affondano le radici sia nella tradizione araba che nella musica occidentale, e che li rende originali ed innovativi nel panorama della world music e in quello della musica d’autore italiana. Presenti nei principali festival, nelle rassegne e nei teatri di tutta Italia, i Radiodervish vantano anche importanti esibizioni all’estero. In otto anni di attività, con al fianco sempre Alessandro Pipino che collabora con loro nella composizione e negli arrangiamenti, hanno collaborato con numerosi musicisti internazionali.

a seguire incontro con i Radiodervish  


 

Periferie 2016

biglietto intero 15 euro
ridotto 10 euro (under 30, over 65 e gruppi di dieci persone) e 8 euro (studenti universitari, previa presentazione del libretto)

info e prenotazioni 099.4725780 – 366.3473430

 

[clicca qui per info botteghino]

 

 

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