Periferie e non solo 2022

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la stagione 2022 all’Auditorium Ta
pubblici e linguaggi diversi

 
 
 


sabato 5 novembre, ore 21
Bottega degli Apocrifi
IL MERCANTE DI VENEZIA. Il teatro dopo la peste

liberamente tratto da William Shakespeare | elaborazione drammaturgica Stefania Marrone | regia Cosimo Severo | musiche Fabio Trimigno | con Salvatore Marci e con Antonietta Pilolli/Michela Celozzi (violoncello), Andrea Stuppiello (percussioni), Fabio Trimigno (violino) e la partecipazione di Giovanni Salvemini (voce e ukulele) | scene e disegno luci Luca Pompilio e Cosimo Severo | spazio sonoro Amedeo Grasso | foto di scena Studio P2 | durata 80’

 

Dopo la peste che aveva colpito Londra a fine ‘500 in città non si respirava una bella aria, i ricchi erano guardati con invidia, i poveri con disprezzo, quelli che professavano un’altra religione con sospetto… A Shakespeare venne commissionato di scrivere un’opera antisemita in un momento in cui gli ebrei col loro sistema di prestiti tenevano in vita – e quindi sotto scacco – tutta Londra.
Un racconto per attore e musici. Un monologo a più voci, una storia d’amore e debiti. Due amici, una donna, un voto solenne, un prestito in denaro, una libbra di carne umana richiesta come penale, una punta di odio verso lo straniero che ha una cultura, delle abitudini e una religione diversa. Ci sono tutti gli ingredienti perché finisca in tragedia, ci sia legittimo spargimento di sangue e morti non accidentali, ma a Shakespeare quella volta era fiorita in petto una gran voglia di commedia. Si rischia di ridere in questa storia. L’ha scritta Shakespeare del resto! E, come spesso accade nelle sue opere, al riso si arriva come una liberazione, come una risalita insperata dopo aver toccato il fondo dell’animo umano.

 
Bottega degli Apocrifi. Nasce a Bologna nel 2000 e nel 2004 compie una migrazione controcorrente e si trasferisce a Manfredonia (Foggia), città d’origine di alcuni membri del gruppo, scommettendo che il teatro possa essere un lavoro anche in Italia, anche a Sud. La vicinanza a Borgo Mezzanone, che ha ospitato fino allo smantellamento il CARA (Centro di Accoglienza per Richiedenti Asilo) più grande del Mezzogiorno, l’ha trasformata in una compagnia multietnica. Il lavoro con gli adolescenti, scelti da subito come interlocutori privilegiati per la costruzione di una comunità teatrale, ha portato alla meticolosa mescolanza di professionisti e non professionisti, fino a generare il format della Produzione di Comunità, che oggi assieme alla drammaturgia originale e alla musica dal vivo è parte integrante della sua cifra stilistica.
 
Cosimo Severo. Cosimo Severo. Regista, pedagogo e direttore artistico. Nel 2000 fonda a Bologna con Stefania Marrone e Fabio Trimigno la Bottega degli Apocrifi, che nel 2004 – con una migrazione che sfida le leggi di gravità – si trasferisce a Manfredonia (Foggia), con l’obiettivo politico di “coltivare il deserto”. Dal 2009 è direttore artistico della Residenza teatrale attiva al teatro comunale “Lucio Dalla”. Firma le regie degli spettacoli Il mercante di Venezia, Uccelli (menzione Premio Rete Critica), Lorenzo Milani, Controra, SottoSopra, Nel bosco addormentato (Eolo Award 2010). Nel 2005 crea il Festival di teatro delle scuole “Con gli Occhi Aperti”, giunto ad oggi alla quindicesima edizione, costituendo un segno di continuità eccezionale sul territorio. Nel 2018 concepisce un nuovo format artistico denominato Produzione di Comunità, per l’attivazione delle comunità attraverso la pratica artistica, e nel 2019 ne fa un format esportabile anteponendo la circuitazione dei processi (ricerca) alla circuitazione di prodotti (spettacoli).
 
Stefania Marrone. Autrice e formatrice. “Contaminazione” è la parola d’ordine della Bottega degli Apocrifi, dell’azione scenica e, quindi, della sua drammaturgia, sempre più orientata ad innescare processi di attivazione di Comunità attraverso la pratica artistica. Cura la drammaturgia degli spettacoli Il mercante di Venezia, Umana commedia, SottoSopra, Controra, Nel bosco addormentato (Eolo Award 2010), Orlando Suite, Sinbad il viaggiatore, Lorenzo Milani, Sonetti. Cantare Shakespeare. Tra i progetti speciali, si segnalano #inCoro e Uccelli. Autrice delle pubblicazioni teatrali “A un piede e mezzo dal Muro” (Fara Editore, 2003), “Lorenzo Milani” (Historica Edizioni, 2018) e di saggi raccolti nei volumi “Nobiltà e miseria delle Residenze teatrali” editi da L’arboreto di Mondaino. Dal 2004 è formatrice teatrale per ragazzi. Dal 2007 guida percorsi di drammaturgia e scrittura collettiva, nel 2018 crea il laboratorio di scrittura ironica “Ironia della sorte”.
 

a seguire


 QUANDO TEATRO E MUSICA SI INCONTRANO

 con Fabio Trimigno e musicisti di Bottega degli Apocrifi

 

 

 
 
 
Come nasce la musica per il teatro? Forse il teatro, sin dalle sue origini, ha sempre fatto uso della musica. Ma allora cosa serve la musica nel teatro?
Ne Il mercante di Venezia di Shakespeare ci sono tutti gli ingredienti perché una commedia finisca in tragedia, e gli stessi ingredienti danno ritmo e suono ad una musica originale che pian piano racconta ciò che di impalpabile ha ogni personaggio. La musica è come un bisturi che esplora a fondo quei sentimenti come l’odio che non ha bisogno di una buona ragione e che, nel migliore dei casi, genera mostri.
L’incontro con i musicisti dopo lo spettacolo sarà l’opportunità per il pubblico di un confronto e di un ascolto guidato di alcune delle musiche di scene che sono nate non solo attraverso l’intreccio della drammaturgia e il lavoro con il regista, ma anche da una ricerca e analisi musicale di alcuni temi della tradizione ebraica e della tradizione canora veneziana.

 
Fabio Trimigno. Violinista e compositore pugliese (classe 1978). Completa gli studi al Conservatorio di Musica “Umberto Giordano” di Foggia. Segue workshop di teatro, sperimenta il campo della vocalità, frequenta laboratori di teatro danza e circo teatro. Socio fondatore della Bottega degli Apocrifi, cura la ricerca e la scrittura musicale per gli spettacoli prodotti dalla compagnia, lavorando con il regista Cosimo Severo e la drammaturga Stefania Marrone, anch’essi cofondatori del gruppo teatrale sipontino. Pedagogo nei percorsi di formazione musicale per bambini e guida dell’Orchestra dei Felici Pochi, “allegra come una foresta di girasoli” citando Elsa Morante, progetto speciale di musica d’insieme per una ricerca della didattica inversa e della scrittura musicale alternativa.
 

 il promo dello spettacolo 

 


 

sabato 26 novembre, ore 21
Compagnia Licia Lanera | Teatri di Bari
VENERE/ADONE

da William Shakespeare | di e con Danilo Giuva | drammaturgia di Danilo Giuva e Annalisa Calice | regia e spazio Danilo Giuva | luci Cristian Allegrini | suono Francesco Curci | assistente alla regia Luca Mastrolitti | progetto grafico Silvia Rossini | consulenza artistica Valerio Peroni ed Alice Occhiali – Nordisk Teaterlaboratorium/Odin Teatret | con il contributo del Centro di Residenza dell’Emilia-Romagna “L’arboreto-Teatro Dimora La Corte Ospitale” 2021 | foto di scena Clarissa Lapolla | durata 60’

 

Il testo di riferimento è il poemetto di Shakespeare Venus and Adonis pubblicato nel 1593 mentre a Londra infuria la peste ed i teatri sono chiusi. Il tema dell’amore è centrale e, attraverso il racconto del mito, le dinamiche relazionali tra i due protagonisti della composizione lirica shakespeariana – Venere, dea dell’amore e della bellezza, e Adone, giovane uomo vittima delle ossessioni amorose di lei – diventano spunto di ragionamento che Giuva, unico attore in scena, vestendo i panni di un docente, sviluppa con ironia e apparente sfrontatezza con il pubblico per connotare le due figure archetipiche e renderle terrene e riconoscibili.
Le cornici liriche di Shakespeare si fondono, dunque, al testo originale per raccontare un’esperienza privata che diviene universale biografico, attraverso il quale ragionare sulle difficoltà dell’esperienza amorosa, sulla questione identitaria e sull’articolata relazione tra amore/desiderio/forma/natura.

 
Compagnia Licia Lanera. Nasce nel 2006 dall’unione artistica di Licia Lanera e Riccardo Spagnulo con il nome Fibre Parallele. Nel 2018, per identificare le sue più recenti creazioni e produzioni artistiche, Fibre Parallele cambia nome in Compagnia Licia Lanera. Al Polis Teatro Festival, dal 5 all’8 maggio scorso nel ridotto del Rasi di Ravenna, in prima nazionale la nuova produzione Con la carabina di Pauline Peyrade: Licia Lanera dirige Danilo Giuva ed Ermelinda Nasuto, affondando nella strada della violenza attraverso il potere evocativo della parola.
 
Danilo Giuva. Classe 1978, nasce a Foggia, attore, regista e formatore. Frequenta i laboratori teatrali del Teatro Kismet di Bari, proseguendo gli studi a Manhattan (NYC) alla NY Acting Academy. Rientrato in Italia, partecipa a workshop tenuti dalle più importanti figure del panorama teatrale contemporaneo e trascorre un periodo di formazione intensiva all’Odin Teatret di Holstebro (Danimarca) diretto da Eugenio Barba. Entra in contatto con la Compagnia Licia Lanera ed inizia a frequentarne i laboratori. Come in Mamma (2018), è regista e interprete in Venere/Adone (2021), e firma, per la prima volta, la drammaturgia insieme ad Annalisa Calice.
 

 il promo dello spettacolo 

a seguire il cortometraggio


SPECCHIO

di Caterina Crescini (Italia, 2020, 15’, drammatico)

 

 
 
 
 

Beatrice ritorna con la mente alla sua relazione con Sveva, al loro rapporto intenso e tormentato che riaffiora invadendo la sua realtà presente. Attraverso la rievocazione delle sue parole, Beatrice si troverà a rivivere questa relazione, come guardandosi allo specchio, sprofondando nei ricordi passati di vitalità e passione.
Prodotto da Ripartenze srl, il film è interpretato da Daphne Scoccia e Flaminia Cuzzoli. La sceneggiatura è firmata da Caterina Crescini, Federica Picciau e Simone Ruggieri, il montaggio da Elisa Curatola e Silvia Lettieri. La direzione di fotografia è di Sammy Paravan, la scenografia di Maria Gorgoglione e Francesca Veneri.

 
Caterina Crescini. Nata a Verona nel 1994, dopo la maturità classica, si trasferisce a Roma, dove consegue la laurea triennale in Arti e scienze dello Spettacolo all’Università “La Sapienza”, il diploma alla scuola Alta Formazione per Registi e Sceneggiatori cinematografici (Ex Rai Script) di Arcangelo Mazzoleni e Mariella Buscemi e la laurea magistrale in Arte cinematografica all’Accademia delle Belle Arti RUFA con una tesi redatta da Martina Cocco e Livia Barbieri. Dal 2020 inizia una collaborazione con Ripartenze srl, società che ha prodotto Specchio il suo cortometraggio di esordio. Oggi ricopre all’interno di Ripartenze la carica di responsabile contenuti artistici e multimediali e della cura dell’immagine della società.
 

 il promo dello spettacolo 

 


 

sabato 3 dicembre, ore 21
Areté Ensemble | CiprianiGambaccini
IL DIO DEL MASSACRO

di Yasmina Reza | diretto e interpretato da Michele Cipriani, Arianna Gambaccini, Saba Salvemini, Annika Strøhm | consulenza scene e luci Michelangelo Campanale | costumi Maria Pascale | con il supporto di TRAC_Centro di residenza teatrale pugliese e Tex_il Teatro dell’ExFadda | con la collaborazione del Comune di Pergola e della compagnia teatrale Malalingua | foto di scena Umberto Lopez | durata 100’

 

Ferdinand Reille, un bambino di undici anni, colpisce al volto con un bastone il coetaneo Bruno Houllié e durante il litigio gli rompe due denti. Le due coppie di genitori si incontrano il giorno dopo per risolvere l’accaduto in modo adulto e pacifico, ma nonostante i buoni propositi di rispetto ed amore reciproco, le buone maniere vengono presto dimenticate da entrambe le famiglie e la discussione degenera in un’altalena di imprevisti, battute al vetriolo, “sgambetti”, raffinate crudeltà, e, addirittura, risse… I quattro genitori nella strenua difesa di ciò che hanno di più caro raderanno al suolo i capisaldi della convenzione sociale.
La celebre e geniale scrittrice e drammaturga francese Yasmina Reza si addentra nelle relazioni famigliari e sociali, le scompone, ne fa emergere tutte le contraddizioni ed i paradossi creando un meccanismo a orologeria che fa di una situazione comune un ’ilare esplosione di assurda attualità; ma soprattutto ci guida nel mondo della coppia, della coppia con figli, della coppia con figli alle prese con altri genitori, con la società.

 
Areté Ensemble. Nasce da un’idea di Annika Strøhm e Saba Salvemini a cui si è unito un ensemble di artisti internazionale, ci si ritrova in Areté solamente quando sorge la necessità di un progetto comune. Salvemini si diploma alla scuola del Teatro Stabile di Genova nel 2000, Strøhm alla Nordic Theatre Academy nel 2001. Nel 2007 fondano Areté Ensemble, per cominciare cosi lo sviluppo di una propria poetica. Nel 2009 l’incontro con Jean Paul Denizon, attore e aiuto regista di Peter Brook, seguito dalla compagnia per quattro anni nei suoi laboratori ed in alcune produzioni.
Michele Cipriani e Arianna Gambaccini. Incrociano le loro strade sulla scena pur venendo da esperienze diverse. Fondano l’associazione culturale Kilkoa Teatro e creano insieme gli spettacoli Certi Giorni, L’Onorevole e Arianna nel labirinto, questo ultimo prodotto dal Teatro Era, Teatro Nazionale della Toscana. Cipriani si diploma alla Civica Scuola d’Arte Drammatica Paolo Grassi di Milano nel 2000, Gambaccini, dopo aver studiato con l’attore Graziano Giusti, si forma al Teatro CUST di Urbino.
 

 il promo dello spettacolo 

 


 

sabato 17 dicembre | venerdì 16 dicembre, ore 21
Crest
ULISSE. NESSUNO È PERFETTO

testo Paolo Gubello e Salvatore Marci | regia Salvatore Marci | con Nicola Conversano, Simonetta Damato, Salvatore Marci, Giuseppe Marzio | scene Bruno Soriato | costumi Maria Pascale | luci Tea Primiterra | video animazioni Nicola Sammarco | assistenza alla regia Paolo Gubello | foto di scena Tea Primiterra | durata 55’

 

Da Omero in poi, l’immaginario letterario ci ha regalato diverse e profonde sfaccettature del mito, un mito che ancora oggi ci parla e interroga. Parte proprio da queste domande lo spettacolo, non certo per esaudirle, ma per renderle carne viva in un viaggio fatto di dramma e humor, come è il viaggio della vita. Si racconta Ulisse attraverso una polifonia di linguaggi, che si amalgamano con la naturalezza sapiente propria del canto dell’aedo: il linguaggio composito del teatro accoglie e fa propri segni del cinema, del rock, del fumetto e quello senza tempo dei sentimenti. Linguaggi e segni che comunicano potentemente al cuore e alla testa: con una profondità che smuove il sorriso, la commozione, la risata. Perché Ulisse non è perfetto e, se il mito è la fonte, la linfa di questa storia, l’umanità – con le sue impurità e debolezze – ne è la sostanza.
In questo spettacolo le famose imprese sono un lontano seppur vivido ricordo e l’eroe d’un tempo è ridotto a mendicare ghiaccio per dissetarsi. Tuttavia l’affabulazione del nostro eroe ha il potere di un’arcana fascinazione su quanti, ancora, incrociano i suoi passi e le sue visioni.

 
Crest. Nato a Taranto nel 1977, porta avanti un discorso teatrale coerente e innovativo, raccontando vite complicate, sogni ostinati, incontri tra culture e condizioni differenti, cercando di coniugare i linguaggi della tradizione con quelli della ricerca teatrale contemporanea. Sceglie quali interlocutori privilegiati i bambini, i ragazzi e i giovani, con l’intento di creare un punto di riferimento culturale e professionale forte. Da sempre, l’obiettivo è anche quello di superare le barriere tra i pubblici: le sue produzioni sono presentate in programmazioni serali e rassegne per le scuole, in cartelloni di ricerca e stagioni di prosa, oltre che in festival di settore. 
 
Salvatore Marci. Autore, attore, regista e pedagogo teatrale. Si forma in diversi ambiti che spaziano dalla mediazione teatrale alla storia della musica contemporanea, dalla drammaturgia contemporanea alla formazione e improvvisazione vocale, dal training teatrale a progetti formativi per l’amalgama degli operatori del settore penitenziario. Dopo esperienze nell’ambito del teatro di sperimentazione, di strada e per l’infanzia, che perdurano dal 1994, fonda, insieme ad Enza Depalma, l’associazione teatrale Grammelot nel 1999. Recita per le compagnie pugliesi Kismet, Casa dei doganieri, Maccabeteatro, Crest, Reggimento Carri, La luna nel letto, Bottega degli Apocrifi.
 

 il promo dello spettacolo 

a seguire il cortometraggio


NAUSICAA. L’ALTRA ODISEEA

di Bepi Vigna (Italia, 2017, 20’, animazione)

 
 
 
 
 
 
 

Nausicaa, giovane principessa figlia del re Alcinoo, desiderosa di conoscere il mondo, incontra il naufrago Ulisse e resta affascinata dai suoi racconti. Dopo averla sedotta, l’uomo l’abbandona. Nausicaa decide allora di cercarlo ripercorrendo i luoghi del suo peregrinare, scoprendo le verità spesso meschine, nascoste nelle sue incredibili storie. Il suo viaggio si trasforma così in un percorso di formazione, durante il quale diventerà finalmente donna.

 
Bepi Vigna. Classe 1957, nasce a Baunei (Nuoro), scrittore di fumetti e graphic novel. È uno dei creatori delle serie della Sergio Bonelli Editore Nathan Never e Legs Weaver. Autore per la televisione, la radio e il teatro, dirige spot pubblicitari, documentari, cortometraggi e firma sceneggiature e romanzi. Nel 1993 fonda a Cagliari la “Sardinian School of Comics”, la prima scuola di fumetto dell’isola, che opera nell’ambito del Centro Internazionale del Fumetto, da lui diretto. È il direttore artistico del festival “Nues – Fumetti & Cartoni nel Mediterraneo”, con cui porta avanti un lavoro di incontro fra differenti culture, e dirige la rivista di cinema “Teorema”.
 

 il promo del film 

 


 

Periferie e non solo 2022

biglietto serale 12 euro
ridotto 10 euro (under 25 e over 65)
studenti universitari 6 euro

info e prenotazioni ai numeri 099.4725780 e 366.3473430 (anche whatsapp) in orario di ufficio

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Il progetto “Periferie e non solo” – terza edizione – è realizzato dal Crest, in collaborazione con l’associazione culturale Il Serraglio – VicoliCorti.
Con il sostegno di Regione Puglia, Provincia e Comune di Taranto.

 

 

 

© tore scuro
responsabile ufficio stampa CREST