Gioco d’Azzardo Patologico, incontri di sensibilizzazione per anziani

Entrare in gioco. Oltre ai giovanissimi studenti di cinque scuole medie di Taranto, il ciclo di incontri del progetto di sensibilizzazione sul Gioco d’Azzardo Patologico (GAP) promosso da Asl Taranto e Teatro Pubblico Pugliese, in collaborazione con Crest, prevede anche una diversa fase di lavoro destinata agli anziani, altra utenza debole e assai sensibile al richiamo del gioco d’azzardo, anche nelle forme meno evolute e digitalizzate.  Negli spazi di diversi quartieri della città – venerdì 5 maggio (ore 19) alla Parrocchia Santi Angeli Custodi (in via Santi Angeli Custodi, ai Tamburi);  venerdì 19 maggio (ore 19) alla Parrocchia Sant’Egidio Maria di San Giuseppe (in via Gregorio VII 7, a Tramontone); lunedì 29 maggio (ore 18) all’Auser Filo d’argento (in via Rintone 65, a Solito-Corvisea); Auser (in via Lisippo 1, ai Tamburi); Parrocchia San Massimiliano Kolbe (in piazzale San Massimiliano Kolbe 1, a Paolo VI) – programmati gli interventi degli operatori del SerD (Servizi per le Dipendenze) Asl Taranto e del Crest per dare vita a un’occasione di confronto e di informazione, a partire dalla narrazione teatrale “Ludomannaro” di e con Giovanni Guarino.
 
“Ludomannaro” racconta le difficoltà, i disagi, i drammi che attraversano la vita di quanti finiscono nel tunnel del GAP – Gioco d’Azzardo Patologico, sin dalla prima volta, quella volta che… cambia la vita. Alla vigilia delle feste natalizie, il “nostro” operaio ex Ilva acquista, per gioco e con i compagni di reparto, un blocchetto di biglietti del gratta-e-vinci. A lui l’onore del grattare. Finirà sbeffeggiato da tutti per non aver trovato nulla sotto le argentee caselle. Svanita l’allegra confusione collettiva, resta in lui un sentimento di frustrazione, di colpa, per non aver vinto nulla. Reagire e subito, darsi un’altra possibilità. Prende forma nella sua mente il pensiero di riprovare, perché il prossimo biglietto sarà quello vincente e, prima o dopo, arriverà anche la grossa vincita. È la molla, la trappola, il tarlo che lo trasforma in “ludomannaro”, in giocatore d’azzardo patologico.

Dura la vita del nostro “ludomannaro”: inganni, perdita di controllo sulla realtà, debiti ancora debiti ed usura, degenerazione delle relazioni familiari, senso di vergogna, vittimismo, fino a pensare al gesto estremo, al suicidio. Ma, ancora una volta, sarà un caso fortuito (forse il destino?) a fargli conoscere una struttura del SerD (Servizi per le Dipendenze), dove farà un’ultima scommessa…

nota bio

Giovanni Guarino. Attore e operatore culturale, responsabile progetti educativi e attività animazione territoriale del Crest, con particolare attenzione alle utenze cosiddette deboli (infanzia, minori a rischio, anziani, detenuti, migranti). Dal 1985 avvia una formazione sulla narrazione teatrale che si nutre nel tempo della complicità e dell’incontro con maestri quali Marco Baliani, Mimmo Cuticchio, Roberto Anglisani. Dal 2012 cura il laboratorio urbano del Crest, denominato “I neri per strada”, che vuole essere un luogo di partecipazione attiva, con regole di comportamento e di gestione, di sviluppo della fantasia, in grado di contaminare costruttivamente le giovani generazioni verso nuovi possibili modelli di vita consapevole e sostenibile. Per le attività culturali e sociali, lo scorso 9 maggio riceve il Cataldus d’argento 2023, riconoscimento conferitogli da comitato festeggiamenti San Cataldo e Camera di Commercio di Taranto.

ph_Marisa Nisi

 
 

 
 
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