Per grazia ricevuta. L’alluvione del 1883 a Taranto

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Per grazia ricevuta. L’alluvione del 1883 a Taranto

narrazione teatrale di e con Giovanni Guarino

 
 
 

Nella Taranto di fine ‘800, attanagliata dalla miseria, giunge a dare  nuova speranza la notizia che il Governo italiano vuol dare il via alla costruzione di un canale navigabile e di un arsenale militare che, grazie alla dura lotta del senatore Cataldo Nitti, si decise di fare a Taranto. Una notizia questa che rinfrancò le speranze della popolazione, il lavoro sarebbe tornato anche se il prezzo da pagare era la distruzione di pezzi di storia della città. Ma la provvidenza così benevola fino a quel momento, decise di voltare le spalle. La narrazione teatrale racconta quei giorni attraverso le vicissitudini di una famiglia di pescatori.

A seguito dello sbarramento con una diga del fossato del Castello Aragonese per la costruzione del canale navigabile ed a causa di una fitta e copiosa pioggia, il 14 settembre 1883 il Mare Piccolo arrivò ad inondare vicoli, stretti e case, provocando danni e morti. Anche nella “nostra” famiglia uno dei sei figli risultò disperso, ed alla disperazione si diede risposta con la fede, mettendo in campo tutte le risorse offerte dalla religiosità popolare: preghiere e litanie, pane benedetto e beneficienza, voti ed ex-voti invocando l’aiuto dell’Addolorata. Aiuto che non tardò ad arrivare…