Scena futura 2025_26

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la stagione 2025_26 all’Auditorium Ta
rassegna riservata agli studenti degli Istituti Superiori

 
 
 
12 dicembre 2025, ore 10.30
Crest in collaborazione con G. Ciciriello (Taranto)
VIVA GARIBALDI
STORIA SEMISERIA DI UN PAESE E DEI SUOI EROI
testo e regia Giuseppe Ciciriello | musiche Piero Santoro | con Giuseppe Ciciriello: narrazione e mandolino, Loris Leoci: narrazione, contrabbasso e chitarra, Piero Santoro: fisarmonica | costumi Maria Martinese | luci Walter Mirabile

L’Italia è una penisola baciata dal sole, culla di inestimabili bellezze. Ogni città vanta vie dedicate a figure chiave del Risorgimento, come Giuseppe Garibaldi, l’eroe dei due mondi. Questo periodo storico, che ha portato all’unità del Paese, è stato un movimento politico e culturale che ha coinvolto innumerevoli uomini e donne.
L’idea di Italia, sebbene non ancora unita politicamente, viveva già nella mente e nella lingua dei suoi abitanti. Come recita il celebre motto di Massimo D’Azeglio: “Fatta l’Italia, bisogna fare gli Italiani”.
Per raccontare questa affascinante storia, abbiamo scelto di intrecciarla con la narrazione della finale dei Mondiali di calcio del 1982, un evento epico che unisce gli italiani come pochi altri. È in momenti come le finali mondiali o il Festival di Sanremo che il sentimento nazionale emerge, creando un senso di fratellanza e appartenenza.
Lo spettacolo, un mix di teatro di narrazione, musicale e d’attore, vede tre attori musicisti condurre il racconto con note swing di fisarmonica, contrabbasso e mandolino. Tra richiami al repertorio musicale italiano (leggero, rock, folk, classico e operistico), si ripercorrono le vicende di coloro che, in tempi e su “campi” diversi, hanno giocato per fare l’Italia.

PERCHÉ VEDERLO? 

  • Un modo innovativo di raccontare la storia: lo spettacolo non è una semplice lezione, ma un’utile opportunità didattica. Attraverso l’uso della musica dal vivo, trasforma il complesso periodo del Risorgimento in una narrazione dinamica e coinvolgente, offrendo al pubblico un’esperienza sia emotiva che formativa.
  • Collegare il passato al presente: “Viva Garibaldi” collega il passato al presente, unendo due momenti cruciali ma apparentemente distanti per l’identità italiana: il Risorgimento e la vittoria ai mondiali del 1982. Questo accostamento fa comprendere agli studenti che l’idea di “essere italiani” non è un concetto astratto, bensì un sentimento che si manifesta in modi diversi, sia in un’epica battaglia per l’unità sia nell’esultanza collettiva per una vittoria sportiva. L’obiettivo è mostrare come il senso di appartenenza e l’identità nazionale si costruiscano e si rinnovino nel tempo.

dai 14 anni | teatro d’attore, musica dal vivo


 
23 gennaio 2026, ore 10.30  
Crest (Taranto)
LE TRAGICOMICHE
VITA DA EROI
testo e regia Savino Maria Italiano | con Lidia Ferrari, Savino Maria Italiano, Giuseppe Marzio, Abril Milagros Gauna | scene e disegno luci Michelangelo Campanale | maschere Roberta Bianchini | costumi Lisa Serio | tecnici di scena Vito Marra/Roberto Cupertino

Quattro buffoni, eredi della tradizione teatrale fliacica, rivisitano l’epica di Achille e della guerra di Troia. Attraverso una lente comica e ironica, lo spettacolo rilegge i grandi miti classici, svelando le emozioni, le debolezze e le aspirazioni dei personaggi. Un viaggio nel tempo e nell’animo umano, dove l’antico si intreccia con il contemporaneo.
Lo spettacolo si ispira ad una forma di teatro molto antica che nasce e si sviluppa fra il V e III sec a.C. nella Magna Grecia, in particolare modo a Taranto: il teatro Fliacico a cui si intende ridare luce perché ha influenzato il modo di fare teatro dei latini e successivamente dei comici dell’arte italiani, i quali hanno dato vita al mestiere del teatro moderno. Lo spettatore è condotto tramite la presenza narrante multipla dei fliaci a conoscere ogni personaggio coinvolto nel poema omerico, o meglio, appartenente al panorama entro cui si muovono le vicende narrate da Omero. Con la propria natura istrionica, i fliaci, ripercorrono i momenti salienti della vicenda, legandoli ad altri drammi e personaggi come “Ifigenia in Aulide”, per esempio.

PERCHÉ VEDERLO? 

  • Un ponte tra passato e presente: attraverso il linguaggio universale della commedia, lo spettacolo esplora l’epica di Achille e la guerra di Troia, rendendo accessibili storie complesse e personaggi lontani nel tempo. Vedere i fliacici reinterpretare i miti classici aiuta gli studenti a cogliere le emozioni e le debolezze umane. Lo spettacolo dimostra che eroi come Achille non erano figure infallibili, ma avevano paure e aspirazioni, proprio come noi.
  • L’eredità del teatro fliacico: questo spettacolo è un’importante occasione per conoscere il teatro fliacico, una forma d’arte quasi dimenticata ma cruciale per lo sviluppo del teatro successivo. Aiuta gli studenti a tracciare una linea diretta dal teatro greco antico, passando per la Commedia dell’arte italiana, fino al teatro moderno.

dai 14 anni | teatro d’attore, maschere


5-6 febbraio 2026, ore 10.30
Crest (Taranto) 
ULTIMO ROUND 
STORIA DEL PUGILE SINTI JOHANN ‘RUKELIE’ TROLLMANN
di Gaetano Colella e Andrea Simonetti | con Andrea Simonetti
costumi Maria Giovanna Stallo | disegno luci Vito Marra
tecnico luci Walter Mirabile/Vito Marra | regia Gaetano Colella

Johann Trollmann, pugile tedesco di origini zingare nato nel 1907, fu un atleta dalle potenzialità incredibili, paragonato spesso al famosissimo Muhammad Alì, anche per le movenze leggiadre e sinuose, molto più simili a quelle di un danzatore che allo stile di un pugile. Caratteristiche vincenti ma non apprezzate dall’ambiente nazista che nel 1933 gli tolse il titolo dei pesi medi e iniziò a contrastarne la carriera. Da quel momento Trollmann lottò contro la Federazione pugilistica tedesca e cercò sempre di irridere il sistema. 
Nel 1938 fu costretto alla sterilizzazione in quanto sinti, nel 1942 venne deportato in un campo di lavoro e sfruttato come “sparring partner“ negli incontri di pugilato organizzati dalle guardie naziste, divenendo vittima sacrificale, umiliato e deriso pur di mangiare, di resistere. 
Nel ’44 Trollmann, ormai stremato e ridotto pelle e ossa, rialzò il capo e con un ultimo sforzo sconfisse il suo aguzzino, il Kapò Emil Cornelius. La vittoria gli costò la vita: Trollmann venne trovato morto in circostanze misteriose. Si parlò di morte accidentale. Ma nessuno ci credette e ci crede.

PERCHÉ VEDERLO? 

  • Evita i cliché: lo spettacolo si discosta dalle solite narrazioni sull’Olocausto, proponendo una storia poco conosciuta che invita a riflettere su esperienze più vicine al vissuto dei giovani.
  • Racconta la passione per lo sport e l’importanza dei sogni: una storia di passione per il pugilato, e di  un sogno e un amore sconvolti dagli orrori del regime.
  • Si presta a percorsi didattici: si presta a essere integrato in percorsi didattici su temi come l’Olocausto, i diritti umani e la storia del Novecento

dai 14 anni | teatro d’attore


11-12 marzo 2026, ore 10.30
CIPIS (Molfetta – BA) 
NON È STATA LA MANO DI DIO 
spettacolo in memoria di don Peppe Diana
con il patrocinio del Comitato don Peppe Diana | di e con Corrado la Grasta

Non è stata la mano di Dio” racconta le vicende che si svolgono attorno all’ omicidio di don Peppe Diana. A raccontarlo è Beppe, un uomo della comunità di Casal di Principe, anche lui con la vita segnata dal quel 19 Marzo 1994. Beppe racconta il suo 19 Marzo 1994 attraverso un viaggio nella memoria di quegli anni, attraverso la conoscenza di mani operose come quelle di don Pino Puglisi, di Oscar Romero e di don Tonino Bello.
Il personaggio, caratterizzato dalla mutilazione della mano, avvenuta quel maledetto giorno, racconta l’impegno di Don Peppe Diana nel contrasto alla camorra come “componente endemica” del territorio. Lo spettacolo ha l’obbiettivo di ricordare il martirio di don Peppe, di raccontarlo a chi non lo ha conosciuto per età o per provenienza geografica, portando alla luce, inoltre, la terribile macchina del fango posta in essere dalla camorra affinché l’impegno di don Peppe non diventasse un esempio per il popolo.

PERCHÉ VEDERLO? 

  • Per parlare di legalità:  attraverso il racconto si cerca di mantenere viva la memoria del sacrificio di don Peppe Diana e di promuovere l’impegno civico e la legalità.  Si affrontano temi come la violenza, la giustizia e il coraggio, essenziali per la formazione di una coscienza civica.
  • Riflettere sulla manipolazione della verità:  la “macchina del fango” messa in atto dalla camorra per screditare don Peppe Diana dopo il suo omicidio è un argomento che permette agli studenti di riflettere su come la verità possa essere manipolata e distorta. È un’occasione per comprendere l’importanza del pensiero critico, della ricerca di informazioni accurate e della capacità di distinguere la verità dalla disinformazione, un’abilità fondamentale nella società moderna.

dai 15 anni | teatro d’attore, figura


 
24 marzo 2026, ore 10.30
Koreja (Lecce) 
PALADINI DI FRANCIA 
SPADA AVETE VOI, SPADA AVETE IO!
di Francesco Niccolini | regia Enzo Toma | con Letizia Cartolaro, Carlo Durante, Emanuela Pisicchio, Enrico Stefanelli | assistente alla regia Valentina Impiglia | ideazione scene Iole Cilento | realizzazione scene Porziana Catalano, Iole Cilento | musiche originali Pasquale Loperfido | voce di Carlo Magno Fabrizio Saccomanno | disegno luci Angelo Piccinni | | tecnici di compagnia Mario Daniele, Alessandro Cardinale

Paladini di Francia è uno degli spettacoli di Koreja più amati da pubblico e critica, un’esperienza che mescola l’epica medievale con il teatro di figura e la poesia popolare. Questo spettacolo ti porta nel mondo cavalleresco di Carlo Magno e dei suoi eroi, rileggendolo con un’ironia tagliente, un’emozione profonda e un legame forte con la tradizione dell’Opera dei Pupi, riconosciuta dall’UNESCO come capolavoro del patrimonio orale e immateriale dell’umanità. 
Lo spettacolo reinterpreta in chiave contemporanea l’antica arte delle marionette, ispirandosi anche a capolavori del cinema d’autore come il cortometraggio di Pier Paolo Pasolini, Che cosa sono le nuvole? I protagonisti sono i mitici paladini, da Orlando a Rinaldo, che si muovono tra amori impossibili e battaglie assurde. Ma non aspettatevi la solita narrazione: l’epica cede il passo a un tono ironico e dissacrante. I grandi guerrieri diventano figure tragicomiche, alle prese con le loro fragilità e con il peso di un destino che sembra sfuggire al loro controllo.

PERCHÉ VEDERLO? 

  • Approccio all’epica: offre un modo originale e coinvolgente per avvicinare gli studenti all’opera  di Ludovico Ariosto, l’Orlando Furioso.
  • Valore culturale e storico: la visione dello spettacolo offe agli studenti una occasione per scoprire e apprezzare una delle più affascinanti tradizioni culturali italiane. L’Opera dei Pupi non è solo un’arte teatrale, ma un veicolo di storie e valori che hanno plasmato l’immaginario collettivo per secoli.
  • Profondità dei temi: dietro la storia di cavalieri e battaglie si nascondono temi universali ed attuali: la guerra, l’amore, il destino e la ricerca della dignità. Lo spettacolo è anche una occasione per riflettere sulla condizione umana.

dai 14 anni | teatro d’attore, figura


 
16-17 aprile 2026, ore 10.30
Ravenna teatro/Centro Europe Direct della Romagna (Ravenna)
L’EUROPA NON CADE DAL CIELO 
CRONISTORIA SENTIMENTALE DI UN SOGNO, DI UN’IDEA, DI UN PROGETTO 
ideazione e regia Alessandro Argnani | con Camilla Berardi, Massimo Giordani | testo  Laura Orlandini | video Alessandro Penta | assistente alla regia  Alice Cottifogli | consulenza storica Michele Marchi, Lucrezia Ranieri | consulenza musicale Alessandro Luparini, Roberto Magnani

Lo spettacolo è un racconto a due voci sulla storia dell’Unione Europea, dalla sua nascita ai giorni nostri. I due giovani attori, Camilla Berardi e Massimo Giordani, ripercorrono la storia del continente attraverso una narrazione arricchita da immagini e da una playlist musicale che cambia in base ai diversi periodi storici raccontati.
Questo spettacolo non è un semplice racconto storico, ma un’immersione nei miti, nella musica e negli artisti amati dalle generazioni passate. Il testo, scritto da Laura Orlandini, indaga il significato dell’Europa per le diverse generazioni, esplorando decennio dopo decennio il percorso di integrazione europea, con le sue contraddizioni e i suoi conflitti. Il racconto mette in luce come si sia arrivati, dalle macerie della guerra, a un presente pieno di interrogativi, il tutto osservato dagli occhi di due ventenni, simbolo della generazione che è protagonista della storia.

PERCHÉ VEDERLO? 

  • Un modo coinvolgente per scoprire la storia dell’Unione Europea: attraverso una narrazione dinamica, supportata da due voci narranti, immagini e una colonna sonora, trasforma i fatti storici in un’esperienza emotiva coinvolgente e facile da comprendere. La musica, in particolare, fa da ponte tra storia e cultura, creando un legame che i tradizionali libri di testo spesso non riescono a creare.
  • Incoraggia il pensiero critico:  lo spettacolo offre uno sguardo sincero e non idealizzato sull’Unione Europea, affrontandone le contraddizioni e i “nodi dolenti”. Questo approccio aiuta i ragazzi a sviluppare un pensiero più maturo e complesso, fondamentale per capire il mondo di oggi e per diventare cittadini attivi e informati. Saranno più consapevoli delle sfide che l’Europa ha affrontato e continua ad affrontare.

dai 14 anni | teatro d’attore, videoproiezioni


 
29 aprile 2026, ore 10.30
Inti (Brindisi)
ZANNA BIANCA
DELLA NATURA SELVAGGIA

di Francesco Niccolini | liberamente ispirato ai romanzi e alla vita avventurosa di Jack London | regia Francesco Niccolini e Luigi D’Elia | con Luigi D’Elia | luci Paolo Mongelli

Nel grande Nord, al centro di un silenzio bianco e sconfinato, una lupa con chiazze di pelo color rosso cannella sul capo e una lunga striscia bianca sul petto, ha trovato la tana migliore dove far nascere i suoi cuccioli. Tra questi un batuffolo di pelo che presto diventerà il lupo più famoso di tutti i tempi: Zanna Bianca. 
Luigi D’Elia e Francesco Niccolini tornano nel luogo che amano di più, la grande foresta. Ma se anni fa l’avevano raccontata con gli occhi di un bambino meravigliato e di un nonno esperto e silenzioso, questa volta rinunciano agli esseri umani e alle loro parole, per incontrare chi della foresta fa parte come le sue ombre, il muschio, l’ossigeno: i lupi.
Questo è uno spettacolo che ha gli occhi di un lupo, da quando cucciolo per la prima volta scopre il mondo fuori dalla tana a quando fa esperienza della vita, della morte, della notte, dell’uomo, fino all’incontro più strano e misterioso: un ululato sconosciuto, nella notte. E da lì non si torna più indietro.

PERCHÉ VEDERLO? 

  • Empatia e crescita: la storia, vista dagli occhi del lupo, insegna a mettersi nei panni di un altro essere vivente, esplorando temi come la sopravvivenza, l’amicizia e il rapporto con l’uomo.
  • Stimolo alla lettura: lo spettacolo, ispirato al classico di Jack London, può spingere i ragazzi a leggere il libro originale, avvicinandoli alla letteratura d’avventura.
  • Un viaggio tra natura e vita selvaggia: lo spettacolo è un omaggio alla natura selvaggia, al grande Nord, ai lupi. Non è solo un racconto d’avventura, ma una riflessione profonda sulla vita, sulla morte e sul legame ancestrale che unisce tutte le creature.

dai 14 anni | teatro di narrazione


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Scena futura 2025_26

biglietti
intero 6 euro
ridotto 5 euro (riservato alle classi – stessa sezione – che decidono di vedere almeno 2 spettacoli)

gratuità
è concessa una gratuità per classe. I docenti sono liberi di scegliere se destinarle ai ragazzi indigenti o con disabilità

servizio trasporto
il Crest, su richiesta della scuola, organizza il servizio trasporto alunni con Bus CTP o con aziende private. Capienza bus 53 posti (per informazioni circa i costi dei bus si prega di leggere la scheda relativa alle modalità di partecipazione)

informazioni e prenotazioni
ufficio scuola CREST | via Grazia Deledda snc, 74123 Taranto
+39 333.2694897 (interno 3) | fax 099 4725811
Carla Molinari (responsabile) | tel. 099 4725780 (int. 8) mob. 389 9292215 | mail carlamolinari@teatrocrest.it
Cinzia Sartini | tel. 099 4725780 (int.3) mob. 328 0010900 | mail cinziasartini@teatrocrest.it

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Il progetto “Scena futura” – tredicesima stagione – è realizzato dal Crest con il sostegno di Regione Puglia, Provincia e Comune di Taranto.


  

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