La scena dei ragazzi 2025_26

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la stagione 2025_26 all’Auditorium Ta
rassegna teatrale rivolta alle Scuole dell’Infanzia, Primarie e Secondarie di I grado

 
 
 
1-2 dicembre 2025, ore 10.30
Teatro Verde (Roma)
1,2,3…CANTATE CON ME
CANZONI, STORIE, RIME, PUPAZZI ED ALTRE STRAMBERIE

con Diego di Vella, Agnese Desideri, Valerio Bucci | arrangiamenti Enrico Biciocchi | scene e costumi Fiammeta Mandich, Gianni Bernardini, Amedeo D’Amicis | tecnico audio/luci Luca Staiano

Uno spettacolo musicale adatto per piccoli e piccolissimi. Diego con il suo ukulele ci racconta, cantando, tante storie, filastrocche, canzoni e poesie.
Diego non sarà da solo, bensì in compagnia di un esercito di buffi personaggi che lo aiuteranno – o almeno ci proveranno – nell’incantare il pubblico. L’orchestra buffa di orchi, la pecora petulante, la maialina raffinatissima, il cavallo cantante, la mucca buongustaia e chissà chi altro! I bambini ascolteranno storie, canteranno le canzoni e parteciperanno agli sfrenati balli, tra risate, rime e altre stramberie.

PERCHÉ VEDERLO?

  • Ascolto della musica: la musica è al centro dello spettacolo. Ascoltare musica dal vivo e imparare nuove canzoni aiuta a sviluppare il senso del ritmo e l’apprezzamento per l’arte.
  • Narrazione vivace: le storie, le filastrocche e le poesie vengono raccontate in modo dinamico e cantato. Questo arricchisce il vocabolario dei bambini e stimola la loro immaginazione.
  • Umorismo e personaggi stravaganti: l’introduzione di un’orchestra buffa di orchi, una pecora petulante, una maialina raffinatissima e altri animali bizzarri aggiunge un forte elemento di comicità e assurdità. I personaggi fuori dall’ordinario cattureranno l’attenzione dei bambini che ascolteranno storie, canteranno le canzoni e parteciperanno agli sfrenati balli, tra risate, rime e altre stramberie.

dai 3 ai 7 anni | teatro d’attore, pupazzi, canzoni e musica


 
10-11 dicembre 2025, ore 10.30 
Crest in collaborazione con G. Ciciriello (Taranto)
VIVA GARIBALDI
STORIA SEMISERIA DI UN PAESE E DEI SUOI EROI
testo e regia Giuseppe Ciciriello | musiche Piero Santoro | con Giuseppe Ciciriello: narrazione e mandolino, Loris Leoci: narrazione, contrabbasso e chitarra, Piero Santoro: fisarmonica | costumi Maria Martinese | luci Walter Mirabile

L’Italia è una penisola baciata dal sole, culla di inestimabili bellezze. Ogni città vanta vie dedicate a figure chiave del Risorgimento, come Giuseppe Garibaldi, l’eroe dei due mondi. Questo periodo storico, che ha portato all’unità del Paese, è stato un movimento politico e culturale che ha coinvolto innumerevoli uomini e donne.
L’idea di Italia, sebbene non ancora unita politicamente, viveva già nella mente e nella lingua dei suoi abitanti. Come recita il celebre motto di Massimo D’Azeglio: “Fatta l’Italia, bisogna fare gli Italiani”.
Per raccontare questa affascinante storia, abbiamo scelto di intrecciarla con la narrazione della finale dei Mondiali di calcio del 1982, un evento epico che unisce gli italiani come pochi altri. È in momenti come le finali mondiali o il Festival di Sanremo che il sentimento nazionale emerge, creando un senso di fratellanza e appartenenza.
Lo spettacolo, un mix di teatro di narrazione, musicale e d’attore, vede tre attori musicisti condurre il racconto con note swing di fisarmonica, contrabbasso e mandolino. Tra richiami al repertorio musicale italiano (leggero, rock, folk, classico e operistico), si ripercorrono le vicende di coloro che, in tempi e su “campi” diversi, hanno giocato per fare l’Italia.

PERCHÉ VEDERLO? 

  • Un modo innovativo di raccontare la storia: lo spettacolo non è una semplice lezione, ma un’utile opportunità didattica. Attraverso l’uso della musica dal vivo, trasforma il complesso periodo del Risorgimento in una narrazione dinamica e coinvolgente, offrendo al pubblico un’esperienza sia emotiva che formativa.
  • Collegare il passato al presente: “Viva Garibaldi” collega il passato al presente, unendo due momenti cruciali ma apparentemente distanti per l’identità italiana: il Risorgimento e la vittoria ai mondiali del 1982. Questo accostamento fa comprendere agli studenti che l’idea di “essere italiani” non è un concetto astratto, bensì un sentimento che si manifesta in modi diversi, sia in un’epica battaglia per l’unità sia nell’esultanza collettiva per una vittoria sportiva. L’obiettivo è mostrare come il senso di appartenenza e l’identità nazionale si costruiscano e si rinnovino nel tempo.

dai 14 anni | teatro d’attore, musica dal vivo

15-16 gennaio 2026, ore 10.30
Crest (Taranto)
ARIANNA NEL LABIRINTO
testo, scene e costumi Arianna Gambaccini | con Michele Cipriani e Arianna Gambaccini | disegno luci Walter Mirabile

Cosa succede quando una coppia scalcinata di attori vagabondi si mette in testa di raccontare una storia “epica” e mitologica? Cercando “cose” nel loro carrettino, iniziano un viaggio incantato, tra teste di drago, sfingi magiche e fili dorati. Ecco quei due (che non sono proprio umani) trasformati in mostri e sirene, re cattivi, e abitanti del Cielo, faranno prendere vita ad una favola antichissima, che racconta del Dio del Carnevale, di antri silenziosi e bui, di principesse “piantate in asso” e Dei dispettosi che litigano per ogni cosa, proprio come fanno i bambini.
Una narrazione creativa, per imparare una storia nuova (che tanto nuova non è e che porta con sé molti elementi ancora attuali della cultura antica greco – romana).
Arianna nel labirinto” è uno spettacolo che parla di come sconfiggere la paura.
Così come Teseo usa solo un filo dorato per non perdersi nel labirinto, anche noi esseri in carne ed ossa, non in carta e favole, dobbiamo imparare ad usare i “nostri fili” per non perderci. 
Lo spettacolo utilizza scenografie e mobili, con teatrini di carta in cui gli attori stessi diventano pupazzi, per mettere in scena una favola magica e i suoi mostri, per giocare al “fare finta che”.

PERCHÉ VEDERLO? 

  • Il mito diventa un gioco: lo spettacolo trasforma un mito classico in un gioco teatrale divertente e dinamico. Due attori usano oggetti semplici, ma pieni di magia, per creare un mondo fantastico fatto di draghi, sfingi e mostri. Questo approccio rende la storia molto più accessibile e stimolante per un pubblico giovane.
  • Ha un messaggio profondo e attuale: al di là della leggerezza, lo spettacolo affronta un tema universale: come sconfiggere la paura. Il filo di Arianna non è solo un oggetto di scena, ma una metafora che insegna al pubblico a trovare i “propri fili” per non perdersi nella vita.
  • Una storia che parla al presente. Anche se la storia viene dall’antica Grecia, i temi sono attualissimi. I personaggi mitologici diventano il mezzo per parlare di paura, coraggio, solitudine e forza interiore.

dai 6 ai 10 anni | teatro d’attore


 
21-22 gennaio 2026, ore 10.30  
Crest (Taranto)
LE TRAGICOMICHE
VITA DA EROI
testo e regia Savino Maria Italiano | con Lidia Ferrari, Savino Maria Italiano, Giuseppe Marzio, Abril Milagros Gauna | scene e disegno luci Michelangelo Campanale | maschere Roberta Bianchini | costumi Lisa Serio | tecnici di scena Vito Marra/Roberto Cupertino

Quattro buffoni, eredi della tradizione teatrale fliacica, rivisitano l’epica di Achille e della guerra di Troia. Attraverso una lente comica e ironica, lo spettacolo rilegge i grandi miti classici, svelando le emozioni, le debolezze e le aspirazioni dei personaggi. Un viaggio nel tempo e nell’animo umano, dove l’antico si intreccia con il contemporaneo.
Lo spettacolo si ispira ad una forma di teatro molto antica che nasce e si sviluppa fra il V e III sec a.C. nella Magna Grecia, in particolare modo a Taranto: il teatro Fliacico a cui si intende ridare luce perché ha influenzato il modo di fare teatro dei latini e successivamente dei comici dell’arte italiani, i quali hanno dato vita al mestiere del teatro moderno. Lo spettatore è condotto tramite la presenza narrante multipla dei fliaci a conoscere ogni personaggio coinvolto nel poema omerico, o meglio, appartenente al panorama entro cui si muovono le vicende narrate da Omero. Con la propria natura istrionica, i fliaci, ripercorrono i momenti salienti della vicenda, legandoli ad altri drammi e personaggi come “Ifigenia in Aulide”, per esempio.

PERCHÉ VEDERLO? 

  • Un ponte tra passato e presente: attraverso il linguaggio universale della commedia, lo spettacolo esplora l’epica di Achille e la guerra di Troia, rendendo accessibili storie complesse e personaggi lontani nel tempo. Vedere i fliacici reinterpretare i miti classici aiuta gli studenti a cogliere le emozioni e le debolezze umane. Lo spettacolo dimostra che eroi come Achille non erano figure infallibili, ma avevano paure e aspirazioni, proprio come noi.
  • L’eredità del teatro fliacico: questo spettacolo è un’importante occasione per conoscere il teatro fliacico, una forma d’arte quasi dimenticata ma cruciale per lo sviluppo del teatro successivo. Aiuta gli studenti a tracciare una linea diretta dal teatro greco antico, passando per la Commedia dell’arte italiana, fino al teatro moderno.

dai 14 anni | teatro d’attore, maschere


 
2-3 febbraio 2026, ore 10.30
Teatro Gioco Vita (Piacenza)
TUTTO CAMBIA!
IL BRUCO LA FARFALLA ED ATRI RACCONTI
regia e drammaturgia Marco Ferro  | ideazione ombre Marco Ferro e Nicoletta Garioni  | con Deniz Azhar Azari  | disegni e scene Nicoletta Garioni | sagome Nicoletta Garioni e Federica Ferrari | cura dei movimenti e dell’animazione Valeria Sacco | musiche Paolo Codognola | costumi Tania Fedeli | disegno luci Anna Adorno | luci e fonica Cesare Lavezzoli

Tre piccole storie che intrecciano affabulazione e scienza ci mostrano come tutto ciò che ci circonda, compresa la nostra stessa vita, sia un lungo e costante cambiamento.
Traendo ispirazione sia da racconti classici sia da opere moderne e scientifiche, lo spettacolo intreccia mito e realtà conducendo i giovani spettatori nello stupefacente mondo della metamorfosi. Grazie a un linguaggio semplice e poetico, seguiamo le vicende di un piccolo essere attraverso i suoi continui mutamenti che si rivelano ora naturali, ora fantastici. Così come il seme si trasforma in albero e il bruco in farfalla, una giovane ragazza può mutarsi, grazie all’immaginazione, in un’intera foresta.
Seguendo un percorso a tappe, il racconto si rivela un viaggio attorno al tema del cambiamento – così presente nella vita quotidiana del bambino – e affronta con delicatezza quel naturale sentimento di paura che gli è connesso, mostrando come ogni “metamorfosi” porti con sé una nuova, grande opportunità.

PERCHÉ VEDERLO? 

  • È un viaggio emozionante:  lo spettacolo usa la meraviglia della natura  per insegnare ai bambini una delle lezioni più importanti della vita: accettare il cambiamento come una via per scoprire nuove e meravigliose versioni di sé stessi.
  • Affronta la paura: affronta con delicatezza il sentimento di paura spesso connesso al mutamento.
  • Intreccia mito e realtà: prendendo ispirazione da racconti classici e opere scientifiche, offre una visione ricca e completa del concetto di trasformazione.
  • Linguaggio accessibile: utilizza un linguaggio semplice e poetico, perfetto per la comprensione e l’immaginazione dei giovani spettatori.

dai 4 agli 8 anni | teatro d’attore, ombre


10-11 febbraio 2026, ore 10.30
I Teatrini (Napoli) 
PIETRO SALTATEMPO 
IL FILO MAGICO

con Chiara Vitiello, Vincenzo Coppola, Luca Lombardi | scenografie Monica Costigliola | costumi Marta Zazzaro | videoanimazioni Diego Franzese | disegno luci Paco Summonte | testo e regia Giovanna Facciolo

Pietro non sa aspettare. Per lui, il tempo è solo un ostacolo, un’attesa insopportabile. Vorrebbe che tutto accadesse subito: i suoi desideri, i suoi giochi, persino diventare grande per poter sposare la sua amica Maria. La sua impazienza lo rende distratto e insensibile alle bellezze del presente.
Un giorno, nel bosco, Pietro incontra il Tempo in persona. Quest’ultimo gli affida un dono speciale: un filo magico della vita. Ogni volta che lo tirerà, potrà saltare in avanti nel tempo, saltando così le attese e la noia. Ma c’è un avvertimento: ciò che salti, non torna più indietro.
Inizialmente, Pietro usa il filo con leggerezza, per saltare le cose che non gli piacciono, ma ben presto capisce il peso di ogni “salto”. 
La storia esplora il valore della pazienza, l’importanza di vivere ogni momento, affrontare gli impegni e le paure, e la gioia che deriva dall’attesa e dal superamento delle sfide.
Ispirato a una fiaba francese poco conosciuta, “Il filo magico”, questo spettacolo è una riflessione attuale e profonda sul tempo e sul valore di ogni istante della nostra vita.

PERCHÉ VEDERLO? 

  • Il valore del tempo: vivere il presente, apprezzando ogni momento invece di voler correre al prossimo. È un’ottima opportunità per parlare di quanto sia importante godersi le piccole cose della vita.
  • Le conseguenze delle scelte: il “filo magico” di Pietro simboleggia le scorciatoie. I bambini capiranno che saltare le tappe ha un costo e che ogni esperienza, anche se difficile, contribuisce alla nostra crescita.
  • La pazienza e l’attesa: in un mondo in cui tutto è a portata di mano, l’attesa può sembrare una frustrazione. Lo spettacolo mostra che avere pazienza è una virtù che porta a risultati più gratificanti.

dai 6 agli 11 anni | teatro d’attore, videoanimazioni

 
19-20 febbraio 2026, ore 10.30
I Nuovi Scalzi (Barletta – BT)
L’ARTE DELLE MASCHERE
regia Savino Maria Italiano | con Anna Cocconcelli e Francesco Ippolito | costumi I Nuovi Scalzi | maschere Andrea Cavarra e Lemuri Mascherai

Lo spettacolo offre un viaggio surreale e divertente nel mondo della Commedia dell’Arte. Attraverso il gioco delle maschere, gli attori mettono in scena desideri e debolezze umane, offrendo al pubblico l’opportunità di riflettere e ridere delle proprie paure.
Due attori, nei panni di guitti, si avventurano tra aneddoti e definizioni della Commedia dell’Arte. Con l’aiuto delle maschere dei padroni, servitori e innamorati, impersonano personaggi iconici come Pulcinella, Pantalone, Arlecchino e Colombina. Attraverso la pura magia del teatro, il pubblico scoprirà una delle più nobili tradizioni del teatro italiano ed europeo.
Lo spettacolo rievoca il passaggio dal teatro amatoriale a quello professionale, avvenuto nel XVI secolo grazie ai Comici dell’Arte. I ragazzi potranno così rivivere le scene che hanno dato origine alla figura dell’attore professionista e all’idea moderna del teatro occidentale.

PERCHÉ VEDERLO? 

  • È una lezione insolita di storia e cultura italiana:  i ragazzi scopriranno la Commedia dell’Arte, un genere teatrale che ha influenzato l’intero teatro europeo, e vedranno dal vivo le celebri maschere che hanno caratterizzato la scena con personaggi precisi e stereotipati.  Nonostante le sue origini antiche, la Commedia dell’Arte affronta temi eterni come l’amore, la gelosia e l’amicizia. L’umorismo e la satira rendono questi argomenti accessibili, permettendo ai ragazzi di riconoscere le proprie paure e insicurezze nelle situazioni comiche dei personaggi.
  • Stimolo  alla creatività: i due attori si perdono in piccole scaramucce, si travestono e improvvisano. Questo dimostra ai ragazzi che il teatro è fatto di gioco, fantasia e creatività. Li spingerà a riflettere su come le maschere possano nascondere o rivelare chi siamo veramente, un tema molto attuale. 

dagli 11 ai 14 anni | teatro fisico, teatro di maschere, giocoleria, circo


 
26-27 febbraio 2026, ore 10.30
Teatro dell’Argine (San Lazzaro di Savena – BO)
RICORDI?
di Caterina Bartoletti | con Clio Abbate e Giovanni Dispenza | regia di Giovanni Dispenza

Ricordi? racconta la storia di Marta e del suo papà. Dei piccoli gesti affettuosi e della cura che Marta gli riserva. Dei piccoli gesti affettuosi e della cura che il papà le riservava quando lei era piccola. Dei ricordi di una vita. Dei legami che i ricordi sono capaci di creare. E dei legami ancora più forti che si creano quando i ricordi, lentamente, svaniscono. Perché il papà di Marta ha un problema: fatica a ricordare le cose. Quelle più lontane nel tempo, ma anche quelle più vicine. «Il mio papà non ricorda quasi niente – racconta Marta – a volte, fa fatica persino a riconoscere chi gli sta intorno.
E allora Marta ci prova, ci prova ad aiutare il suo papà a rimettere insieme pezzi di memoria.

PERCHÉ VEDERLO? 

  • Emozioni e legami familiari: lo spettacolo affronta il tema della memoria e della sua perdita in modo delicato e toccante. Vedere la storia di Marta e di suo padre può aiutare i ragazzi a comprendere l’importanza dei legami familiari, dell’affetto e della cura reciproca. Li spinge a riflettere sul valore dei piccoli gesti quotidiani e su come questi costruiscano i ricordi che ci legano alle persone che amiamo.
  • Un Linguaggio artistico originale:  Ricordi? usa il linguaggio del teatro-circo per raccontare una storia complessa. Gli alunni possono scoprire come la giocoleria e le acrobazie non siano solo un’abilità tecnica, ma possano diventare un potente strumento narrativo. La fatica degli acrobati simboleggia la fatica della relazione, mentre la giocoleria rappresenta la confusione che può provare chi soffre di perdita di memoria. Questo approccio multidisciplinare mostra ai ragazzi che l’arte può essere un veicolo per esplorare argomenti difficili.
  • Una opportunità per confrontarsi temi difficili: lo spettacolo, che mescola momenti di riso e commozione, dimostra che si può parlare di argomenti apparentemente “impegnativi” con leggerezza e profondità. I ragazzi possono capire che ridere di alcune situazioni non significa mancare di rispetto, ma che l’umorismo può essere un modo per affrontare la complessità della vita.

dagli 8 ai 14 anni | teatro d’attore, teatro circo


 
3-4 marzo 2026, ore 10.30 
Ruotalibera (Roma) 
PÌNOLO
di Laura Nardinocchi e Niccolò Matchovic | con Laura Nardinocchi, Niccolò Matchovic, Noemi Piva | scene Ri.creativity di Rossella Amoretti e Francesco Persico | oggetti di scena Leo Paride, Matteo Pallotta | costumi Gabriella Manente | luci Chiara Saiella |  foto e video Simone Galli

Pìnolo è uno spettacolo di teatro e danza che vuole parlare ai bambini e alle bambine dell’importanza di essere liberi, di poter scegliere. Pìnolo unisce l’esperienza autobiografica dei due attori al racconto di una fiaba: quella di Pina, una bambina esclusa da amici e genitori che non riescono a capirla, semplicemente perché le piace giocare più a Star Wars che con le bambole e al rosa preferisce l’azzurro.
Pina si rifugia così sotto il grande albero, pensa finalmente di aver trovato il suo spazio di libertà, ma continua a sentirsi sola. Pian piano, grazie all’amicizia con una pigna, ai saggi consigli del pino e all’incontro con una lumaca, Pina riesce a capire come tornare dai propri simili, senza dover rinunciare a fare ciò che desidera.
Lo spettacolo, quindi, vuole abbattere stereotipi e pregiudizi, facendo capire a bambine e bambine che, se a volte si sentono esclusi, devono avere la forza di parlare, di esporsi, senza chiudersi in sé stessi, senza fingere di essere ciò che non sono, imitando gli altri e rinunciando alla propria libertà.

PERCHÉ VEDERLO? 

  • Accettazione di sé: la storia di Pina, che si sente diversa, incoraggia i bambini a non nascondere i propri interessi, anche se non convenzionali.
  • Apertura al dialogo: lo spettacolo spinge i bambini a parlare delle loro esperienze di esclusione, bullismo o stereotipi di genere, sentendosi compresi e meno soli.
  • Empatia e creatività: attraverso la storia e i linguaggi artistici (teatro e danza), aiuta a sviluppare la sensibilità verso gli altri e a pensare in modo meno rigido e stereotipato.

dai 7 ai 10 anni | teatro d’attore, danza


 
9-10 marzo 2026, ore 10.30
Burambò (Foggia)
CENERENTOLA 301
spettacolo di marionette da tavolo pupazzi in gommapiuma e attori
con Daria Paoletta e Raffaele Scarimboli | drammaturgia Daria Paoletta | costruzione pupazzi Raffaele Scarimboli

Raffaele e Daria, due burattinai di mestiere, sanno che per raccontare questa antica fiaba occorre una matrigna, due sorellastre, un principe, un re e una ragazzina, Cenerentola!
Ma non sanno cosa li aspetta. I pupazzi, infatti, rivelano da subito una vita propria. Raffaele ha appena finito di scolpire la matrigna e già si stupisce del suo accento; le sorellastre si lamentano di come il burattinaio le ha rifinite; il re padre fatica ad essere presente; Cenerentola mette in discussione il suo sogno; il principe procrastina le sue responsabilità. Daria si affanna per mantenere un equilibrio tra le parti ma, inesorabilmente, i piani si confondono e il sottile confine che segna ciò che è reale e ciò che è immaginario si farà sempre più sottile.
Infine, la coppia di animatori riuscirà sì a raccontare la fiaba ma soltanto attraverso la loro personalissima esperienza.

PERCHÉ VEDERLO? 

  • Temi attuali: riflessione significativa su temi come la crescita personale, l’indipendenza, l’importanza dell’istruzione e la costruzione di relazioni sane e autentiche.
  • Fiaba classica in chiave moderna: questo spettacolo riscrive la classica fiaba per presentarci una Cenerentola diversa, che non aspetta il principe per essere salvata. La sua ambizione non è il matrimonio, sogna di andare a scuola per studiare, imparare e conoscere sé stessa. Questo la rende un modello forte e attuale, che incoraggia l’empowerment femminile e l’autodeterminazione. Un messaggio potente e importante per tutti, specialmente per i bambini.
  • È divertente e inaspettato. I burattini hanno personalità bizzarre (una matrigna con un accento strano, un principe che rimanda le cose da fare), creando situazioni comiche.

dai 5 ai 10 anni | teatro d’attore, teatro di figura, marionette da tavola

 
19-20 marzo 2026, ore 10.30
Fontemaggiore (Perugia)
TUTTATESTA
Spettacolo realizzato in collaborazione con 7-8 chili
di e con Davide Calvaresi | regia Davide Calvaresi | Luci Giuseppe Bernabei

Tuttatesta è una performance di videoteatro, popolata dagli abitanti della città, i “Tuttatesta“, che si presentano in video, contraddistinti da numeri che ne evidenziano in modo ironico ma rappresentativo le caratteristiche, tiranneggiati dal violento Capoccia. La città dei Tuttatesta è composta e ordinata, i giorni scorrono tutti uguali e chi ci abita è felice di passare il tempo nel comfort delle proprie case.
Un giorno in città arriva un ospite inatteso che turba la tranquillità di tutta la popolazione. Con il tempo questo imprevisto innesca una crisi nella Città dei Tuttatesta, fino al punto che tutti si sentono obbligati a ricorrere alla violenza verbale nei confronti di chi identificano come diverso. Così si coalizzano per distruggere moralmente e cacciare l’ospite inatteso, ma col tempo sono costretti a rivedere le proprie certezze. L’odio, la diffidenza e l’ostilità cedono il passo al cambiamento.
Tuttatesta è una creazione davvero singolare, dove i personaggi in video sembrano i nostri vicini, consegnandoci in modo semplice ma ricco di riverberi emotivi tutte le diversità che il mondo ci regala.

PERCHÉ VEDERLO? 

  • Temi attuali e universali:  lo spettacolo affronta temi come la diversità, il pregiudizio e il bullismo, argomenti che i ragazzi vivono quotidianamente. Mostra come la paura del “diverso” possa portare a reazioni aggressive, ma anche come l’apertura e il dialogo possano superare l’odio.
  • Perché è originaleTuttatesta utilizza un linguaggio teatrale e visivo che unisce video e attori, creando un’esperienza coinvolgente. La trama diventa una metafora potente e attuale. I personaggi, che sembrano i vicini di casa, li aiutano a riflettere su come si formano i pregiudizi nella vita di tutti i giorni.
  • Perché dà speranza: lo spettacolo offre un messaggio positivo: il cambiamento è possibile. Dimostra che l’ostilità e la diffidenza possono trasformarsi in comprensione e accettazione, insegnando che superare i propri limiti porta a una crescita.

dagli 8 ai 14 anni | teatro d’attore, videoproiezioni

 
25-26 marzo 2026, ore 10.30
Koreja (Lecce) 
PALADINI DI FRANCIA 
SPADA AVETE VOI, SPADA AVETE IO!
di Francesco Niccolini | regia Enzo Toma | con Letizia Cartolaro, Carlo Durante, Emanuela Pisicchio, Enrico Stefanelli | assistente alla regia Valentina Impiglia | ideazione scene Iole Cilento | realizzazione scene Porziana Catalano, Iole Cilento | musiche originali Pasquale Loperfido | voce di Carlo Magno Fabrizio Saccomanno | disegno luci Angelo Piccinni | | tecnici di compagnia Mario Daniele, Alessandro Cardinale

Paladini di Francia è uno degli spettacoli di Koreja più amati da pubblico e critica, un’esperienza che mescola l’epica medievale con il teatro di figura e la poesia popolare. Questo spettacolo ti porta nel mondo cavalleresco di Carlo Magno e dei suoi eroi, rileggendolo con un’ironia tagliente, un’emozione profonda e un legame forte con la tradizione dell’Opera dei Pupi, riconosciuta dall’UNESCO come capolavoro del patrimonio orale e immateriale dell’umanità. 
Lo spettacolo reinterpreta in chiave contemporanea l’antica arte delle marionette, ispirandosi anche a capolavori del cinema d’autore come il cortometraggio di Pier Paolo Pasolini, Che cosa sono le nuvole? I protagonisti sono i mitici paladini, da Orlando a Rinaldo, che si muovono tra amori impossibili e battaglie assurde. Ma non aspettatevi la solita narrazione: l’epica cede il passo a un tono ironico e dissacrante. I grandi guerrieri diventano figure tragicomiche, alle prese con le loro fragilità e con il peso di un destino che sembra sfuggire al loro controllo.

PERCHÉ VEDERLO? 

  • Approccio all’epica: offre un modo originale e coinvolgente per avvicinare gli studenti all’opera  di Ludovico Ariosto, l’Orlando Furioso.
  • Valore culturale e storico: la visione dello spettacolo offe agli studenti una occasione per scoprire e apprezzare una delle più affascinanti tradizioni culturali italiane. L’Opera dei Pupi non è solo un’arte teatrale, ma un veicolo di storie e valori che hanno plasmato l’immaginario collettivo per secoli.
  • Profondità dei temi: dietro la storia di cavalieri e battaglie si nascondono temi universali ed attuali: la guerra, l’amore, il destino e la ricerca della dignità. Lo spettacolo è anche una occasione per riflettere sulla condizione umana.

dagli 11 ai 14 anni | teatro d’attore, figura


 
30-31 marzo 2026, ore 10.30
Crest (Taranto)
NINÌ E LA BALENA
regia e drammaturgia Michelangelo Campanale e Antonella Ruggiero | scene e luci Michelangelo Campanale | ombre Marco Guerrera – Malombra | costumi Maria Pascale | con Giovanni Guarino e Andrea Romanazzi | tecnico di scena Nicola Nisi | voce Balena Maria Pascale | voce Ninì Emma Nisi

Lo spettacolo prende ispirazione da un mito potente e radicato nell’immaginario collettivo del Novecento: Moby Dick.  Ma qui, la storia viene riletta attraverso lo sguardo poetico di Luis Sepúlveda, che nella sua ultima favola per tutte le età, ci racconta gli stessi eventi con una prospettiva capovolta: quella della balena.
Come nelle favole, è l’animale a interrogare l’uomo, spingendolo a riflettere su sé stesso e sul mondo.
La storia prende spunto da un fatto realmente accaduto: l’avvistamento della prima balena “Franca Boreale” nel Golfo di Taranto nel 1887. La creatura, pacifica, fu accolta con violenza e uccisa dalla paura dei tarantini. I suoi resti sono conservati al Museo Zoologico di Napoli.
A scorgere per primo la balena fu un ragazzino, un piccolo pescatore, che diede l’allarme. Questo gesto segnò per sempre la sua vita, trasformando lo stupore iniziale in senso di colpa e, infine, in consapevolezza. Nello spettacolo, quel vecchio pescatore incontra Ninì, un bambino ossessionato dalle balene e pieno di domande.
Dal loro dialogo, tenero e profondo, fatto di ricordi e paure, nascerà un nuovo impegno: vivere la natura come parte viva di noi, non come un nemico da combattere.
Lo spettacolo usa diversi linguaggi: narrazione, teatro d’attore, ombre, suoni e immagini evocative, con l’obiettivo di emozionare e far riflettere.

PERCHÉ VEDERLO? 

  • Cambiare prospettiva: raccontando gli eventi dal punto di vista della balena, lo spettacolo aiuta i ragazzi a mettersi nei panni dell’altro e a vedere il mondo non solo dal punto di vista umano, ma anche da quello di una creatura diversa. È un modo efficace per insegnare l’empatia e l’importanza di comprendere punti di vista alternativi, rompendo il pregiudizio e la paura verso ciò che non si conosce.
  • Affrontare temi importanti: attraverso una narrazione poetica e delicata, lo spettacolo tocca temi urgenti e attuali come l’ecologia, il rispetto per l’ambiente e la convivenza con la natura. Mostra le conseguenze della paura e dell’ignoranza di fronte a qualcosa di sconosciuto. Inoltre, il dialogo tra un anziano pescatore e un bambino dimostra il potere della memoria e dell’incontro per trasformare il senso di colpa in consapevolezza e impegno. 

dai 7 agli 11 anni | narrazione, teatro d’attore, ombre, suoni, immagini evocative


 
14-15 aprile 2026, ore 10.30
Catalyst (Barberino del Mugello – FI)
PELLE D’ASINO
in collaborazione con Kaos Balletto di Firenze
testo e regia di Riccardo Rombi | coreografia Roberto Sartori | con Giorgia Calandrini | danzatrice Letizia Filippucci | suoni e live elettronics Giovanni Magaglio | costumi Manuela del Panta | produzione Catalyst

Un re promette alla sua regina, in punto di morte, di risposarsi solo con una donna più bella di lei. Ma il dolore per la perdita della moglie fa impazzire il re che vede la sua stessa figlia come l’unica persona in grado di rivaleggiare con la sua amata moglie.  Per sfuggire a un’unione folle, la principessa fugge dal castello, protetta da una fata madrina e celata sotto la pelle di un asino magico.
Pelle d’asino non è una semplice fiaba. È un viaggio nel cuore delle relazioni familiari più ancestrali, un racconto che usa la danza contemporanea e la musica elettronica dal vivo per esplorare il trauma e la crescita. La riscrittura della fiaba di Perrault diventa un linguaggio universale e multidisciplinare che guida la protagonista in un coraggioso percorso verso l’età adulta, dove il dolore si trasforma in forza.

PERCHÉ VEDERLO? 

  • Temi attuali e universali: lo spettacolo affronta temi fondamentali come la crescita, il riscatto, l’emancipazione femminile e il coraggio di ribellarsi a ingiustizie e autoritarismi. La protagonista, infatti, si oppone al padre lottando per la propria libertà.
  • Linguaggio artistico multidisciplinare: l’uso combinato di voce narrante, danza contemporanea e musica elettronica dal vivo crea un’esperienza sensoriale unica. 
  • Le relazioni familiari: la storia indaga le complesse dinamiche familiari e i sentimenti che le governano, offrendo un punto di partenza per discutere in classe di temi come l’autorità, il rispetto e le relazioni interpersonali.

dai 7 ai 12 anni | teatro d’attore, danza contemporanea, live electronics


 
22-23 aprile 2026, ore 10.30
Kuziba (Ruvo di Puglia)
NEL CASTELLO DI BARBABLÚ
con Livio Berardi, Rossana Farinati, Annabella Tedone | videoanimazioni Beatrice Mazzone | disegno luci Tea Primiterra | scene Bruno Soriato | regia e drammaturgia Raffaella Giancipoli

Dentro questa storia c’è un castello, dentro al castello c’è un uomo dalla lunga barba blu, e poi ci  sono una giovane sposa, una sorella, una madre, due fratelli e un labirinto di corridoi, porte e scale tutto da scoprire. Dentro questa storia ci sono i giochi che si fanno al buio, i segreti sotto i tavoli, i divieti che i genitori impongono ai figli e c’è una piccola chiave che apre la porta di una stanza proibita. Proibita fino a quando lei, la giovane sposa di Barbablù, non decide di ascoltare il suo istinto e aprirla. E dietro questa porta troverà….
Nel castello di Barbablù è un viaggio avventuroso dentro ciò che non conosciamo ancora di noi e del mondo che ci circonda, è un percorso dentro la curiosità che ci permette di sfidare le nostre paure e che ci racconta di come a volte la disobbedienza può essere un passaggio importante per diventare grandi.

PERCHÉ VEDERLO? 

  • Riconoscere il pericolo oltre l’apparenza. ll pericolo non ha sempre un aspetto minaccioso. Il male può nascondersi  dietro un’apparenza affascinante, gentile o autoritaria.
  • Ascoltare l’istinto: viene sottolineata l’importanza di non ignorare il “campanello d’allarme”. interiore. Se una situazione crea disagio, è fondamentale fidarsi delle proprie sensazioni come guida per il proprio benessere.
  • Il coraggio di disobbedire e chiedere aiuto: la salvezza  può derivare dal coraggio di affrontare la verità e di chiedere aiuto.  Non tutte le regole sono giuste e in determinate circostanze, disobbedire ad un ordine ingiusto è un atto di forza necessario per la propria sicurezza e sopravvivenza.

dai 7 ai 12 anni | teatro d’attore


 

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La scena dei ragazzi 2025_26

[modalità di partecipazione]
informazioni e prenotazioni
ufficio scuola CREST | via Grazia Deledda snc, 74123 Taranto
Cinzia Sartini (responsabile) | tel. 099 4725780 (int.3) mob. 328 0010900 | mail cinziasartini@teatrocrest.it 

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Il progetto “La scena dei ragazzi” – quindicesima edizione – è promosso dal Comune di Taranto e dal Teatro Pubblico Pugliese in collaborazione con il Crest.


 

  

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