«Cenerentola 301», la favola più famosa in una versione per pupazzi e marionette


Domenica 25 ottobre (ore 18) il Crest inaugura al TaTÀ di Taranto «favole&TAmburi»

Con Daria Paoletta e Raffaele Scarimboli della celebrata compagnia Burambò

 

Cosa succederebbe se i personaggi di una storia decidessero di non rispettare più il copione? È la domanda che attraversa lo spettacolo «Cenerentola 301» della compagnia Burambò, con cui domenica 25 ottobre, alle ore 18, all’auditorium TaTÀ di Taranto, si apre la stagione per famiglie «favole&TAmburi» sostenuta dalla Regione Puglia. Un’inaugurazione nel segno della fantasia, del gioco teatrale e delle storie che sanno reinventarsi. Perché «Cenerentola 301» riscrive letteralmente una delle fiabe più amate. E lo fa attraverso il gioco del teatro di figura, l’ironia e la sorpresa. Protagonisti, Daria Paoletta e Raffaele Scarimboli, lei autrice della drammaturgia, lui costruttore dei pupazzi che prendono vita sotto gli occhi degli spettatori. Sono artigiani dell’immaginazione, capaci di trasformare una storia antica in un’esperienza contemporanea, ironica e profondamente umana. Due artisti capaci di ripensare la vicenda di Cenerentola con tutti gli ingredienti del caso: una matrigna, due sorellastre, un re, un principe e una ragazza che sogna un futuro diverso. Tuttavia, appena prendono vita, i pupazzi cominciano a manifestare caratteri e volontà inattese, mettendo in discussione i piani dei loro creatori.

Dunque, questo racconto senza tempo che tocca i temi della speranza, del coraggio e della magia, torna a incantare il pubblico in un’inedita veste teatrale. I due protagonisti all’inizio credono che per raccontare Cenerentola bastino pochi, essenziali personaggi, ma nulla va come previsto. I pupazzi, appena scolpiti e assemblati, rivelano subito un temperamento imprevisto. Raffaele termina la matrigna e già ne resta spiazzato: quell’accento non era nei piani. Le sorellastre protestano per come sono state rifinite, il re fatica a esercitare la sua autorevolezza, il principe rimanda ogni scelta. E Cenerentola stessa, lontana dall’immagine docile e rassegnata, mette in discussione il sogno che dovrebbe guidarla.

Daria prova a ricondurre la narrazione entro binari rassicuranti, a mantenere l’equilibrio tra fiaba e palcoscenico, tra copione e imprevisto. Ma il confine tra reale e immaginario si assottiglia scena dopo scena, fino quasi a scomparire. I burattinai si trovano così a dialogare con le proprie creature, in un gioco metateatrale che diverte e sorprende, coinvolgendo il pubblico in un continuo scambio di ruoli e prospettive.

Infatti, «Cenerentola 301» non è soltanto la riproposizione di una storia amata da generazioni: è una riflessione lieve e intelligente sul potere del teatro, sulla responsabilità di chi racconta e sulla libertà dei personaggi di sfuggire alle aspettative. È una fiaba che parla di crescita e trasformazione, di identità che si cercano e si affermano, di sogni che cambiano forma strada facendo.

Alla fine, Raffaele e Daria riusciranno a raccontare Cenerentola. Ma lo faranno attraversando dubbi, sorprese e piccoli fallimenti, affidandosi alla propria esperienza e alla magia irripetibile dell’incontro con il pubblico. Ed è proprio in questa tensione, in questo delicato equilibrio tra controllo e meraviglia, che la fiaba ritrova la sua forza eterna: ricordarci che anche quando tutto sembra scritto, c’è sempre spazio per reinventare il finale.

 

abbonamento 60 euro (10 spettacoli)
biglietto unico 7 euro
famiglie al TaTÀ biglietti a 6 euro per nuclei familiari composti da almeno quattro persone (*)
(*) La promozione è riservata ad uno stesso nucleo familiare.
Pertanto, al fine di evitare disguidi, al momento della prenotazione e/o dell’acquisto,
occorre specificare che si tratta di nucleo familiare avente diritto alla riduzione.

Per informazioni e prenotazioni: 333 2694897, anche WhatsApp

  

addetto stampa
Francesco Mazzotta
328.6296956

  

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«Freevola», un’ora per farsi amare. La sfida di Lucia Raffaella Mariani


Martedì 13 ottobre al TaTÀ di Taranto l’anteprima di «Periferie» del Crest

L’attrice in scena con una divertente stand-up che coinvolge gli spettatori in sala

È un’anteprima speciale quella con cui il Crest dà appuntamento al pubblico del TaTÀ di Taranto: martedì 13 ottobre, alle ore 21, l’auditorium di via Grazia Deledda ospita «Freevola – Confessione sull’insostenibile bisogno di ammirazione». Lo spettacolo è scritto e interpretato da Lucia Raffaella Mariani, attrice e drammaturga barese (classe 1999) esperta stand-up e slam poetry, esplosa a 18 anni con la vittoria del Premio Hystrio intitolato a Ugo Ronfani. L’appuntamento apre idealmente il percorso di «Periferie», la programmazione serale del Crest sostenuta dalla Regione Puglia, e viene proposto proprio nel giorno in cui prende il via la campagna abbonamenti, che verrà salutata insieme all’avvio della stagione con un brindisi nel foyer del teatro.

Prodotto da Trento Spettacoli con la consulenza alla regia e alla drammaturgia di Lorenzo Maragoni e al movimento scenico di Erica Nava, «Freevola» affronta con ironia, poesia e una vena tragicomica il rapporto fra identità, corpo e sguardo degli altri, a partire da una domanda: è attraverso l’ammirazione che si ottiene l’amore? Essere donna, suggerisce lo spettacolo, può significare vivere come “due dentro un corpo”: quella che esiste e quella che si guarda esistere, soggetto e oggetto di se stessa. Un conflitto costante e spesso invisibile, alimentato dalla necessità di piacere, essere desiderabili, conquistare l’approvazione altrui.

Sul palco la signorina Mariani entra per partecipare a un concorso: ha un’ora per farsi amare dal pubblico «per quello che sono». Parte un gioco nel quale gli spettatori diventano giudici, chiamati a esprimere il proprio gradimento con un pollice verso o una rosa. Nel tentativo disperato di risultare irresistibile, la protagonista finisce così per mettere a nudo insicurezze e fragilità, dando vita a una confessione sul dovere di piacere.

Dunque, l’appuntamento anticipa «Periferie», stagione che prenderà ufficialmente il via sabato 14 novembre con «Nel blu» di Mario Perrotta dedicato a Domenico Modugno e agli anni del boom economico. Dieci spettacoli, in programma fino al 10 aprile, compongono un cartellone di respiro nazionale che intreccia grandi interpreti, nuova drammaturgia, classici, teatro civile e linguaggi contemporanei.
Seguiranno «Madri» con Valentina Picello e Vito Vicino (28 novembre), «Uno spettacolo italiano» con Nicola Borghesi e Niccolò Fettarappa (18 dicembre), «Misurare il salto delle rane» di Carrozzeria Orfeo (15 gennaio), «Il viale del tramonto» di Muta Imago con Iaia Forte, Massimo Verdastro e Giovanni Onorato (30 gennaio), «Antigone» di Jean Anouilh con la regia di Roberto Latini (5 febbraio), «Abracadabra» di Babilonia Teatro con il prestigiatore Francesco Scimemi (21 febbraio), «KR70M16 – Naufrago senza nome» di Scena Verticale e Saverio La Ruina (6 marzo), «La diva del Bataclan» (19 marzo) e «Re Lear è morto a Mosca» per la regia di César Brie (10 aprile).

Gli spettacoli di «Periferie» inizieranno alle ore 21 ad eccezione di «Abracadabra», che è in programma alle 19.

Abbonamento ai 10 spettacoli 150 euro, mini-abbonamento a 5 spettacoli 75 euro
Biglietto intero 20 euro, ridotto (under 25) 15 euro.

Per informazioni e prenotazioni: 333 2694897, anche WhatsApp

 

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«Odisseo Superstar» con il Collettivo Van. Il mito di Ulisse si fa commedia musicale

Sabato 10 e domenica 11 ottobre al TaTÀ di Taranto per il Taras Teatro Festival

In un viaggio teatrale che prende la tradizione omerica, la smonta e la reinventa

E se Ulisse non fosse affatto l’eroe di cui abbiamo bisogno? Il dubbio è che dietro l’«uomo dal multiforme ingegno» si nasconda semplicemente un uomo comune, trascinato suo malgrado dentro guerre, mostri, dèi, amori e avventure più grandi di lui. È da questa constatazione, ironica e irriverente, che prende il largo

Il gruppo teatrale, formato da giovani attori diplomati all’Accademia d’Arte del Dramma Antico della Fondazione Inda di Siracusa, prosegue la propria originale indagine sul mondo del classico dopo «2021: Odissea nello Spiazzo», scegliendo questa volta di attraversare la vita di Ulisse come un grande, sorprendente contenitore di miti, personaggi e avventure. Un viaggio teatrale che prende la tradizione omerica, la smonta, la reinventa e la restituisce al pubblico attraverso un linguaggio contemporaneo fatto di teatro, musica, gioco, comicità e suggestioni circensi, In scena i «musi» Aureliano Delisi, Andrea Di Falco, Gabriele Manfredi, Andrea Pacelli, Gabriele Rametta e Pierantonio Savo, aedi contemporanei ironici e scanzonati che, sulle musiche di Andrea Di Falco e Gabriele Rametta, accompagnano il pubblico dentro una narrazione dal ritmo crescente, in cui parola, canto e giochi sonori si intrecciano senza soluzione di continuità. La storia diventa così una commedia musicale, capace di parlare a spettatori e spettatrici di ogni età attraverso la fantasia e il gioco teatrale.

Un Ulisse dunque “Superstar”, ma solo fino a un certo punto: perché più il mito cresce, più l’eroe sembra tornare umano. E proprio in questa distanza fra il personaggio leggendario e l’uomo comune si apre lo spazio per uno spettacolo che gioca con il classico senza riverenza, lo attraversa con intelligenza e lo consegna al pubblico in una forma nuova, divertente e sorprendente. «È il maschio bianco meno speciale che il mondo abbia mai visto, un semplice mortale», spiegano quelli del Collettivo. Il punto di partenza è infatti ridimensionare il mito di Odisseo per farlo esplodere nuovamente sulla scena. Perché questa figura mitologica non è soltanto il grande eroe, astuto e invincibile della tradizione, ma un uomo che, almeno nelle intenzioni, vorrebbe semplicemente tornare a casa dalla propria moglie. Eppure, nel tentativo di farlo, finisce coinvolto nelle più grandi mitologie del mondo antico, dalla genesi della guerra di Troia al lungo ritorno verso Itaca, fino alle colonne d’Ercole.

La finzione è dichiarata e diventa parte integrante del meccanismo scenico: gli attori si trasformano di volta in volta nei diversi personaggi della storia, evocandoli attraverso costumi, gesti e interpretazioni. Le quinte nere, continuamente spostate e reinventate, diventano a loro volta elementi di un viaggio immaginario: cambiano gli spazi, cambiano i miti, cambiano i personaggi, mentre il pubblico è chiamato a completare con la propria immaginazione ciò che accade sulla scena.

Il risultato è uno spettacolo postmoderno, dinamico e poetico, capace di saltare con leggerezza da un mito all’altro e di attraversare grandi rivalità, guerre memorabili e, soprattutto, enormi carenze d’affetto. Il mito di Ulisse viene così osservato da una prospettiva insolita, dissacrante e contemporanea, attraverso le tecniche del Tableau Vivant e della Commedia dell’Arte, in un gioco continuo fra narrazione e trasformazione.

Botteghino del TaTÀ (ore 10-13/15-18).
Biglietti in vendita anche sul circuito Vivaticket.

Taras Teatro Festival è realizzato grazie al sostegno del MIC, attraverso il FNSV, dalla Regione Puglia (con risorse del Fondo di rotazione POC 2021–2027), dal Comune di Taranto e dagli sponsor privati Fondazione Taranto25, ITSmobilità Academy, BCC Banca di Bari e Taranto, Erredi consulenze assicurative, EDTS (European Digital Theatre Studio), CONFAPI di Taranto. Inoltre, si ringrazia il mecenate Banca Patrimoni Sella (ArtBonus), Il festival gode dei patrocini dell’Università degli Studi di Bari, del MArTA museo archeologico nazionale di Taranto, della Soprintendenza nazionale per il patrimonio culturale subacqueo, della Fondazione INDA, e dell’ ISAMG (istituto per la storia e l’archeologia della Magna Grecia)

addetto stampa
Francesco Mazzotta
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Il «Festival dei Giochi» tra sorrisi e meraviglia. L’anteprima di «favole&TAmburi» è per strada

Domenica 11 ottobre (ore 10.30) a Taranto, in piazzetta Sant’Egidio (città vecchia) 

Una mattinata di allegria e socialità anticipa la stagione per famiglie del Crest

Prima del teatro, il gioco. Prima delle storie da raccontare in sala, una piazza da riempire di sorrisi, sfide, corse e incontri. È questa l’idea che lega il «Festival dei Giochi» alla nuova stagione di «favole&TAmburi», la storica rassegna domenicale per famiglie promossa all’auditorium TaTÀ dalla compagnia Crest: una festa all’aperto per anticipare, nel modo più naturale e divertente, il ritorno del teatro per le nuove generazioni.

Domenica 11 ottobre, a partire dalle 10.30, piazzetta Sant’Egidio, in Città Vecchia, lungo la Discesa Vasto, accoglie il Festival dei Giochi, una grande festa dedicata alla dimensione più semplice, autentica e contagiosa del gioco. L’iniziativa è a ingresso libero e gratuito e invita bambine e bambini, ragazze e ragazzi, famiglie e adulti di ogni età a riappropriarsi dello spazio pubblico attraverso il piacere di giocare insieme.

Nato nel 2005 dall’intuizione dell’associazione culturale Casarmonica a Ceglie Messapica, il «Festival dei Giochi» è cresciuto negli anni da «Torneo dei Giochi Tradizionali» a una significativa esperienza di innovazione sociale e culturale, capace di richiamare decine di migliaia di visitatori e famiglie e di portare nelle piazze e nei vicoli della Puglia l’energia del gioco di strada, dello spettacolo e della condivisione.

Per un giorno, la piazzetta Sant’Egidio diventerà così un grande campo da gioco a cielo aperto. Ci saranno la trottola, la pista delle biglie, il calcio elastico e numerose altre postazioni interattive, fino al grande tiro alla fune con una corda lunga 200 metri: un invito a mettersi in gioco, a sfidarsi con leggerezza e, soprattutto, a fare squadra.

È proprio questa la forza del gioco: essere gratuito, spontaneo, aggregativo. Un linguaggio capace di parlare a tutte le età e di far incontrare bambini, giovani, genitori e nonni. Una possibilità concreta di tornare a vivere la piazza come luogo di relazione e di comunità.

E mentre la città si mette in gioco, il Crest prepara il ritorno a teatro di «favole&TAmburi», che prenderà il via domenica 25 ottobre all’auditorium TaTÀ. Il Festival dei Giochi sarà dunque una vera e propria anteprima della rassegna, un primo momento di incontro con il pubblico per presentare il programma, raccontare i dieci spettacoli della nuova stagione e fornire informazioni su abbonamenti e biglietti per i singoli appuntamenti.

Dal 25 ottobre al 14 marzo, «favole&TAmburi» accompagnerà bambine e bambini e le loro famiglie in un viaggio attraverso teatro di figura, animazione, clownerie, danza e teatro d’attore, con storie capaci di parlare di amicizia, crescita, diversità, libertà, desiderio e rapporto con gli adulti.

In programma «Cenerentola 301» di Burambò (25 ottobre), «Peter Pan» di Factory Compagnia Transadriatica (8 novembre), la nuova produzione del Crest «È mio» (29 novembre), «La fabbrica del tempo» di Principio Attivo Teatro in coproduzione con La luna nel letto (6 dicembre), «Ab-Normal Life» di Otto Panzer & Trukitrek (6 gennaio), «Anche tu» de La Baracca (17 gennaio), «Seggioline» del Teatro Telaio (31 gennaio), «Il più piccolo di tutti» dei Teatri di Pistoia (14 febbraio), «Oh! Gli straordinari racconti di un grande libro bianco» di Catalyst (28 febbraio) e «Cielo» di Koreja in collaborazione con Babilonia Teatri (14 marzo).

Gli spettacoli di «favole&TAmburi» sono in programma sempre alle ore 18.
L’abbonamento a favole&TAmburi costa 60 euro per 10 spettacoli;
il biglietto unico è di 7 euro, con tariffa famiglie a 6 euro per nuclei composti da almeno quattro persone. 

Per informazioni e prenotazioni: 333 2694897, anche WhatsApp

 

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