«Toc Toc», storia di due sorelle che impareranno a conoscersi

Domenica 16 novembre per la rassegna «favole&TAmburi» del Crest al TaTÀ

Nel poetico allestimento dell’acclamata compagnia La Luna nel Letto

È una storia di sorelle che imparano a conoscersi «Toc Toc», lo spettacolo della compagnia La Luna nel Letto ideato e diretto da Raffaella Giancipoli che, con l’interpretazione di Deianira Dragone e Anna Moscatelli, le scene, i costumi e la voce fuori campo di Maria Pascale e il disegno luci di Michelangelo Volpe, è in programma domenica 16 novembre, alle ore 18, all’auditorium TaTÀ di Taranto nell’ambito della rassegna per famiglia «favole&TAmburi» del Crest.

In una notte piena di silenzio, una bambina di nome Deda si avventura nella stanza accanto alla sua per vedere com’è fatta la nuova arrivata. Lei, Deda, un’inquilina in casa sua proprio non la voleva. Deda è un’accanita esploratrice e colleziona pezzetti di mondo nelle sue scatole matrioska: piccoli tesori per imparare e nominare il mondo. Li raccoglie e conserva con meticolosa cura per giocarci poi ogni volta che vuole, da sola. Non ha per niente intenzione di dividerli con la nuova arrivata, che si chiama Nana e del mondo di fuori non sa nulla. Lei, invece, sa ciò che può vedere e può toccare. Ma non ha ancora parole per dire ciò che pian piano scopre. Il suo mondo è qui, è ora, ed è piccolo come un guscio di noce, come una rosa che sboccia.

Ma poi accade che, in una notte piena di stelle, Nana e Deda, impaurite e attratte l’una dall’altra, condividono tempeste e cavalli, altalene e barche, spazi sottomarini e carillon danzanti. Però nessuna delle due è disposta a dividere l’amore della loro mamma. E quando in questa notte stellata e silenziosa, Nana e Deda s’incontrano e si scontrano, inciampano nella paura di crescere e si spaventano, si scoprono sorelle e si riconoscono nel coraggio di andare insieme.

Costo biglietti singoli 7 euro (6 euro per nuclei familiari di almeno quattro persone).
Lo spettacolo è adatto per bambini dai 3 anni in poi.
Per informazioni e prenotazioni 333.2694897.

addetto stampa
Francesco Mazzotta
328.6296956

  

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«Periferie», l’inaugurazione slitta al 21 novembre. Si parte con «Vorrei una voce» di Tindaro Granata

«Il tango delle capinere» di Emma Dante rinviato al 21 dicembre
a causa di un infortunio occorso all’attrice Manuela Lo Sicco

«Periferie», l’inaugurazione slitta al 21 novembre Si parte con «Vorrei una voce» di Tindaro Granata

Slitta di una settimana la partenza della stagione «Periferie» del Crest di Taranto all’auditorium TaTÀ, che avrebbe dovuto inaugurarsi sabato 15 novembre con lo spettacolo «Il tango delle capinere» di Emma Dante. La compagnia Sud Costa Occidentale ha, infatti, dovuto annullare le recite in seguito ad un infortunio occorso all’attrice Manuela Lo Sicco, la quale dovrà osservare un periodo di convalescenza. Lo spettacolo «Il tango delle capinere» verrà recuperato il 21 dicembre. Pertanto, la stagione «Periferie» prenderà il via venerdì 21 novembre con «Vorrei una voce» di Tindaro Granata, monologo a più voci sulla condizione femminile.

La programmazione proseguirà il 6 dicembre con Licia Lanera, anima punk del teatro contemporaneo, che presenterà «James», un omaggio tra scena e vita reale al gigante del teatro del Novecento, Tadeusz Kantor. A seguire, il 21 dicembre, il recupero del «Tango delle capinere» firmato da una delle registe più vigorose e carnali del teatro europeo.

Con il nuovo anno il calendario prevede il 10 gennaio Vladimir Luxuria, che si farà portavoce delle tematiche gender in «Princesa» con la storia vera di una trans che emozionò anche Fabrizio De André, mentre il visionario collettivo Muta Imago esplorerà il classico di Cechov «Tre sorelle» il 24 gennaio. Molto atteso il ritorno di una storica coppia del teatro italiano di ricerca composta da Stefano Randisi ed Enzo Vetrano, che il 7 febbraio con Nicola Borghesi condividono il progetto tra palco e platea «Grazie della squisita prova» ispirato a Leo De Berardinis.

E se con «L’uomo calamita» il 21 febbraio Giacomo Costantini rispolvera con Il Circo El Grito una storia vera di rastrellamenti sotto i classici chapiteaux ai tempi dell’occupazione nazista in Italia, Lino Musella, tra gli attori di cinema e teatro più amati dal pubblico, il 14 marzo toccherà con «L’ammore nun’è ammore» l’universo di Shakespeare affrontando la traduzione in napoletano che ne fece Dario Jacobelli.

La stagione si chiuderà con due testi cult di altrettanti geni della nuova drammaturgia scomparsi troppo presto, «Anna Cappelli» di Annibale Ruccello, che Valentina Picello interpreterà il 28 marzo, e «4 5 6» di Mattia Torre in programma l’11 aprile con Massimo De Lorenzo, Carlo De Ruggieri, Cristina Pellegrino e Giordano Agrusta.

Abbonamento ai 10 spettacoli di Periferie: € 120
Biglietto unico € 15
Info: 333.2694897

addetto stampa
Francesco Mazzotta
328.6296956

  

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AVVISO AL PUBBLICO

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Si informa che, per un infortunio occorso all’attrice Manuela Lo Sicco,
è sospesa la tournée de «Il tango delle capinere».
Lo spettacolo di Emma Dante, previsto sabato 15 novembre all’Auditorium TaTÀ di Taranto,
verrà recuperato domenica 21 dicembre alle ore 21.

Pertanto, l’avvio della quindicesima edizione della stagione di Periferie, promossa dal Crest,
slitta di una settimana: venerdì 21 novembre,
sul palcoscenico di via Deledda sarà di scena Tindaro Granata con «Vorrei una voce».

  

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Taranto e la storia del suo Moby Dick. Al debutto «Ninì e la balena» del Crest

Domenica 9 novembre per l'inaugurazione di «favole&TAmburi» al TaTÀ

Con Giovanni Guarino e la regia di Michelangelo Campanale e Antonella
Ruggiero, lo spettacolo ricorda l’avvistamento del grosso cetaceo che nel 1887 impaurì la città

Taranto ha avuto il suo Moby Dick, un grande cetaceo che nel 1887 spaventò l’intera città. E ora la storia della prima balena Franca boreale mai avvistata nel Mediterraneo viene raccontata in «Ninì e la balena», nuovo spettacolo del Crest che debutta inaugurando domenica 9 novembre, con una doppia recita, alle ore 18 e alle ore 20.30, la diciassettesima edizione della rassegna «favole&TAmburi» al TaTÀ di Taranto sostenuta dalla Regione Puglia. Il lavoro nasce dalla collaborazione artistica tra la compagnia tarantina e Michelangelo Campanale, diventato regista ed autore di punta nel panorama internazionale del teatro per le nuove generazioni, che in questo allestimento condivide testo e regia con Antonella Ruggiero. In scena Giovanni Guarino, attore e figura storica del Crest, del quale l’artista è tra i fondatori, e il giovane interprete Andrea Romanazzi, chiamato a misurarsi con il teatro di figura e il teatro d’ombre nella cui realizzazione c’è la collaborazione di Raffaele Scarimboli e Marco Guarrera.

«Ninì e la balena» è, infatti, un racconto poetico e visivo che intreccia il lavoro d’attore con diversi linguaggi. E narra, con delicatezza e intensità, la storia della cattura di una balena prendendo spunto da un fatto realmente accaduto: la comparsa, nel febbraio del 1887, nel Golfo di Taranto, di una balena Franca boreale, sino a quel momento mai avvistata nelle acque del Mediterraneo. Davanti a quella creatura immensa e sconosciuta, che nessuno pensava potesse trattarsi di un animale pacifico, i tarantini reagirono con paura e violenza colpendo l’animale con fiocine, colpi di rivoltella e persino con candelotti di dinamite. I suoi resti sono oggi conservati al Museo Zoologico di Napoli, memoria concreta di un evento ormai dimenticato ma che viene rievocato come nuovo tassello dello storytelling della città, cui il Crest presta da sempre attenzione con l’obiettivo di valorizzarne il patrimonio culturale immateriale.

Come nel romanzo di Luis Sepúlveda «Storia di una balena raccontata da lei stessa», «Ninì e la balena» invita a guardare il mondo attraverso gli occhi dell’animale, capace di restituire con il suo sguardo l’avidità e la paura umana. Ricorrendo a vari linguaggi, lo spettacolo vuole pertanto parlare con delicatezza e intensità dell’ignoto e delle reazioni che genera la paura, ma anche del potere trasformativo della memoria e dell’incontro.

Lo spettacolo segna il ritorno in scena dell’attore Giovanni Guarino nei panni del pescatore Ninì che, ormai anziano, non ha dimenticato quel giorno in cui, bambino, fu il primo a scorgere la balena e a dare l’allarme. Un gesto, nato dalla paura, che segnerà per tutta la vita il protagonista della storia, trasformando il suo iniziale stupore in senso di colpa e poi in consapevolezza.

Abbonamenti alla rassegna «favole&TAmburi» 60 euro per 10 spettacoli.
Costo biglietti singoli 7 euro (6 euro per nuclei familiari di almeno quattro persone).
Per informazioni e prenotazioni: 333.2694897.

 

addetto stampa
Francesco Mazzotta
328.6296956

  

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