*** RINVIATO *** lo spettacolo «Cenerentola 301»

La rappresentazione era stata programmata domenica 8 marzo
all’auditorium TaTÀ di Taranto per la rassegna «favole&TAmburi»

Problemi di salute per Daria Paoletta della compagnia Burambò

Improvvise ragioni di salute hanno messo fuori gioco l’attrice Daria Paoletta. Pertanto, è rinviato lo spettacolo «Cenerentola 301» della compagnia Burambò che l’artista avrebbe dovuto portare in scena domenica 8 marzo con Raffaele Scarimboli all’auditorium TaTà di Taranto nell’ambito della stagione «favole&TAmburi» del Crest. Al contempo sono anche rinviate le recite per le scuole che si sarebbero dovute tenere a partire da lunedì 9 marzo per la rassegna «La scena dei ragazzi» promossa da Puglia Culture e Comune di Taranto.

Le nuove date verranno presto comunicate.


Un racconto senza tempo di speranza, coraggio e magia torna a incantare il pubblico con un’inedita veste teatrale. Domenica 8 marzo, alle ore 18, l’auditorium TaTÀ di Taranto accoglie «Cenerentola 301», lo spettacolo della compagnia Burambò inserito nella stagione «favole&TAmburi» del Crest, sostenuta dalla Regione Puglia. La favola più famosa di sempre si rinnova in una creazione sorprendente, che intreccia marionette da tavolo, pupazzi in gommapiuma e teatro d’attore. In scena Daria Paoletta e Raffaele Scarimboli, anime e mani dello spettacolo: lei autrice della drammaturgia, lui costruttore dei pupazzi che prendono vita sotto gli occhi degli spettatori. Insieme sono burattinai di mestiere, artigiani dell’immaginazione capaci di trasformare una storia antica in un’esperienza contemporanea, ironica e profondamente umana.

Per raccontare Cenerentola – questo credono all’inizio i due protagonisti – servono pochi, essenziali personaggi: una matrigna severa, due sorellastre vanitose, un principe indeciso, un re distratto e, naturalmente, una ragazza pronta a inseguire il proprio sogno. Ma nulla va come previsto. I pupazzi, appena scolpiti e assemblati, rivelano subito un temperamento inatteso. Raffaele termina la matrigna e già ne resta spiazzato: quell’accento imprevisto non era nei piani. Le sorellastre protestano per come sono state rifinite, il re fatica a esercitare la sua autorevolezza, il principe rimanda ogni scelta. E Cenerentola stessa, lontana dall’immagine docile e rassegnata, mette in discussione il sogno che dovrebbe guidarla.

Daria prova a ricondurre la narrazione entro binari rassicuranti, a mantenere l’equilibrio tra fiaba e palcoscenico, tra copione e imprevisto. Ma il confine tra reale e immaginario si assottiglia scena dopo scena, fino quasi a scomparire. I burattinai si trovano così a dialogare con le proprie creature, in un gioco metateatrale che diverte e sorprende, coinvolgendo il pubblico in un continuo scambio di ruoli e prospettive.

Infatti, «Cenerentola 301» non è soltanto la riproposizione di una storia amata da generazioni: è una riflessione lieve e intelligente sul potere del teatro, sulla responsabilità di chi racconta e sulla libertà dei personaggi di sfuggire alle aspettative. È una fiaba che parla di crescita e trasformazione, di identità che si cercano e si affermano, di sogni che cambiano forma strada facendo.

Alla fine, Raffaele e Daria riusciranno a raccontare Cenerentola. Ma lo faranno attraversando dubbi, sorprese e piccoli fallimenti, affidandosi alla propria esperienza e alla magia irripetibile dell’incontro con il pubblico. Ed è proprio in questa tensione, in questo delicato equilibrio tra controllo e meraviglia, che la fiaba ritrova la sua forza eterna: ricordarci che anche quando tutto sembra scritto, c’è sempre spazio per reinventare il finale.

Costo biglietti singoli 7 euro (6 euro per nuclei familiari di almeno quattro persone)
Per informazioni e prenotazioni 333.2694897

addetto stampa
Francesco Mazzotta
328.6296956

  

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«La bella e la bestia» del Baule Volante. Una riflessione sul tema della diversità

Domenica 22 febbraio (ore 18) all’auditorium TaTÀ di Taranto per «favole&TAmburi»

Pensato per tutti, lo spettacolo è una storica produzione della compagnia estense

Imperdibile appuntamento domenica 22 febbraio (alle ore 18) con Il Baule Volante, che all’auditorium TaTÀ di Taranto, per la stagione «favole&TAmburi» del Crest sostenuta dalla Regione Puglia, presenta la riduzione per la scena di un classico della letteratura per ragazzi, «La bella e la bestia», nella versione più popolare di Jeanne-Marie Leprince de Beaumont. Lo spettacolo porta la firma del regista Roberto Anglisani e di Liliana Letterese, che se ne fa interprete con Andrea Lugli attraverso i movimenti scenici curati da Caterina Tavolini. Si tratta di una produzione storica della compagnia di Ferrara, che con «La bella e la bestia» si aggiudicò nel 2006 il premio della critica al Luglio Bambino Festival di Campi Bisenzio e nel 2007 il prestigioso Eolo Award.

La storia è nota. Un mercante, padre di tre figlie, si smarrisce nel bosco, di ritorno da uno sfortunato viaggio d’affari. Trova rifugio nel palazzo della Bestia, un essere orribile, metà uomo e metà belva. Qui cerca di rubare una rosa e per questo la Bestia lo minaccia di morte. L’unica sua possibilità di salvezza è che sia una delle sue figlie a morire al suo posto. La più bella delle tre figlie accetta il sacrificio e si reca al palazzo. Ma andrà incontro ad un altro destino. Una storia con la quale Il Baule Volante prosegue il suo percorso sulla narrazione a due voci e contestualmente un lavoro di ricerca sul tema della diversità. Attraverso l’avvincente intreccio di questa fiaba classica gli autori e i protagonisti intendono, infatti, parlare di alcuni aspetti di un tema quanto mai attuale e, in particolare, del «diverso» che abita dentro ognuno di noi.

Nasce così una storia ricca di fascino ed emozione e, attraverso la parola e il movimento, si cerca di mostrarne i significati nascosti. Lo spettacolo utilizza principalmente la tecnica del racconto orale, con la sua essenzialità ed immediatezza. Ma spesso la parola si fonde al movimento espressivo o lascia completamente lo spazio a sequenze di «gesti-sintesi», nel tentativo di cogliere l’essenza più profonda del racconto, con pochi oggetti e costumi, lasciando alla voce e al corpo tutta la loro forza evocativa.

Fondato nel 1993 come gruppo di teatro di ricerca, Il Baule Volante opera professionalmente e in forma esclusiva nel settore del teatro-ragazzi. Ha preso parte a festival di teatro di figura, di narrazione e di teatro di strada di rilevanza nazionale ed internazionale e, con i suoi spettacoli, partecipa annualmente a rassegne di teatro per le scuole e le famiglie su tutto il territorio italiano. Le tecniche utilizzate negli spettacoli sono diverse, dal teatro d’attore a quello di figura, a quello di narrazione, ma sempre con l’intendimento di ricercare un teatro per ragazzi che non abbia confini d’età.

Costo biglietti singoli 7 euro (6 euro per nuclei familiari di almeno quattro persone)
Per informazioni e prenotazioni 333.2694897

addetto stampa
Francesco Mazzotta
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«L’uomo calamita» di El Grito e Wu Ming. Un numero da circo contro ogni dittatura

Sabato 21 febbraio per «Periferie» del Crest all’auditorium TaTÀ di Taranto

Il performer Giacomo Costantini tra storia, magia e i colpi di batteria di Fabrizio Baioni

Un esperimento visionario tra circo e letteratura approda a Taranto, dove va in scena «L’uomo calamita», in programma sabato 21 febbraio, alle ore 21, all’auditorium TaTÀ per la stagione «Periferie» del Crest, sostenuta dalla Regione Puglia.

Lo spettacolo, scritto e diretto da Giacomo Costantini, fonde illusionismo, musica dal vivo e narrazione storica e nasce dall’incontro tra Circo El Grito e Wu Ming Foundation. Al centro, un supereroe che combatte l’assurdità della guerra. Tra funambolismi del corpo e della lingua, lo spettacolo intreccia i gesti estremi di un circense con le frasi di un racconto e le note di uno spartito. Spericolate acrobazie, magie surreali e colpi di batteria costruiscono un universo sospeso tra storia e fantasia: quello di un circo clandestino durante la Seconda guerra mondiale.

La storia, che parla molto anche del presente, risale all’11 settembre 1940, quando una circolare del capo della polizia ordina il rastrellamento di carrozzoni e carovane. L’Uomo Calamita e altri «fenomeni da baraccone» si ritrovano braccati e senza tendone. Per sfuggire alla persecuzione, i circensi si danno alla macchia. E con l’aiuto di una bambina di otto anni di nome Lena, che ha perso il suo supereroe preferito e lo spettacolo atteso da mesi, usano poteri, astuzia e magnetismo per sfidare il nazi-fascismo.

In scena il pubblico vedrà l’Uomo Calamita alle prese con i suoi superpoteri: metalli che si attaccano al corpo, equilibri impossibili, catene, una vasca d’acqua. Ma quando sfiderà la morte, lo farà sul serio. E mentre il pubblico trattiene il fiato, Cirro, alias il compositore e batterista Fabrizio Baioni, trasforma la rabbia in ritmo, con una partitura interamente eseguita dal vivo, con la voce narrante di Wu Ming 2 che non solo fa da guida al racconto, ma vi prende parte, fino a un esercizio decisivo da cui dipende la vita del protagonista.

Il lavoro nasce da un dialogo creativo durato due anni: la costruzione di un dramma circense intrecciata alla scrittura di un romanzo storico. Attorno a Costantini e Wu Ming 2 figura, infatti, una squadra che ha trasformato parole e musica in gesto, dalla cofondatrice di Circo El Grito, Fabiana Ruiz Diaz, al coreografo Giorgio Rossi, dal regista Tonio De Nitto allo scrittore Luca Pakarov, fino al designer Simone Alessandrini e all’illustratrice Marie Cecile.

La storia si ispira ai sinti che presero parte alla Resistenza con il battaglione Leoni di Breda Solini dopo essere fuggiti dal campo di concentramento di Prignano sulla Secchia (in provincia di Modena) dove furono rinchiusi a settembre del 1940. Di notte facevano sabotaggi, di giorno andavano in scena con il loro circo partigiano, libero e magnetico. Tra l’altro, magnetico per davvero è Costantini, che scoprì i propri poteri nel 2003 durante una tournée nell’Europa dell’Est. I metalli gli si attaccano al corpo. Così, tra ipnosi e magnetismo animale, nasce un’opera che sfida i generi e le leggi di gravità, per un inno poetico alla disobbedienza che è un numero da brivido contro ogni dittatura.

Video ai link:
https://www.youtube.com/watch?v=UBBxfz042eY
https://www.youtube.com/watch?v=NXzRIUVhfd4
https://www.elgrito.net/uomo-calamita/

Al termine dello spettacolo, per il ciclo «Parliamone», gli artisti dialogheranno con il pubblico e la giornalista Marina Luzzi.

Abbonamento ai 10 spettacoli di Periferie: € 120
Biglietto unico € 15
Info: 333.2694897

addetto stampa
Francesco Mazzotta
328.6296956

  

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«Grazie della squisita prova», confessioni a un regista di una storica coppia teatrale

Sabato 7 febbraio per la stagione «Periferie» del Crest all’auditorium TaTÀ

Enzo Vetrano e Stefano Randisi si confrontano con Nicola Borghesi. Intanto si annunciano le nuove date per Lino Musella (15 marzo) e lo spettacolo tragicomico di Mattia Torre «4, 5, 6» (17 marzo)

Prendendo in prestito l’ironia fulminante con cui Leo De Berardinis archiviava una prova teatrale mal riuscita, «Grazie della squisita prova», spettacolo che va in scena sabato 7 febbraio (ore 21) all’Auditorium TaTÀ di Taranto per la stagione «Periferie» del Crest sostenuta dalla Regione Puglia, è tutto fuorché un esercizio incompiuto. È, semmai, un atto d’amore per il teatro, per chi lo attraversa da una vita e per chi, pur giovane, ne avverte già tutto il peso e la necessità.
In scena s’incontrano e si osservano, interrogandosi e mettendosi in discussione, Enzo Vetrano e Stefano Randisi, attori, autori e registi che dal 1976 formano una coppia artistica ormai storica, e Nicola Borghesi, regista trentacinquenne, autore e attore, tra le voci più interessanti del teatro documentario contemporaneo. I tre frequentano gli stessi teatri, condividono platee e quinte, si guardano lavorare da anni. Ma le loro vite artistiche sembrano appartenere a galassie lontanissime. Eppure, qualcosa scatta: una scintilla ineffabile che ha a che fare con una forma d’amore per il teatro difficile da definire, ma immediatamente riconoscibile.

Da questo incontro nasce uno spettacolo che è insieme intervista, confessione, dichiarazione di poetica e vertigine emotiva. Borghesi scrive un copione per Vetrano e Randisi, li interroga, li ascolta, li provoca. Li osserva dalla platea, poi entra in scena, espone i suoi dubbi come un allievo davanti ai maestri. Dall’altra parte, Vetrano e Randisi fanno i conti con il tempo che passa, con ciò che è stato e con ciò che ancora potrebbe essere: i ricordi personali si intrecciano alle memorie degli spettacoli che hanno segnato la loro carriera, riportando in vita interpretazioni che sfidano il tempo e persino la morte.
Il confronto è netto e fertile: da una parte la bulimia inquieta di chi sente l’urgenza di dire tutto, dall’altra la serafica, mai scontata capacità di essere in scena di chi il teatro lo abita da decenni. Ne nasce un dialogo tra generazioni, tra due modi di stare al mondo e sul palco, tra chi nel teatro ha costruito un’esistenza e chi, oggi, si chiede se abbia ancora senso farlo, in un presente attraversato da guerre, epidemie e disillusioni.

In scena tre attori interpretano sé stessi, ma soprattutto esplodono in un inno al teatro e alla vita, tra pathos e divertimento, nostalgia e passione rendendo «Grazie della squisita prova» un vero e proprio discorso sul teatro: fragile, necessario, ostinatamente vivo.

Al termine dello spettacolo, per il ciclo «Parliamone», gli artisti dialogheranno con il pubblico e la giornalista Marina Luzzi.

Intanto il Crest annuncia due variazioni nel calendario. Lo spostamento da sabato14 a domenica 15 marzo (ore 18) dello spettacolo diretto e interpretato da Lino Musella «L’ammore nun’è ammore», rivisitazione in napoletano dell’opera scespiriana, e l’anticipo a martedì 17 marzo (ore 21) di «4, 5, 6» di Mattia Torre in un primo momento previsto sabato 11 aprile. Restano invariate le date delle altre rappresentazioni, «L’uomo calamita» di Circo El Grito e Sosta Palmizi (sabato 21 febbraio) e «Anna Cappelli» di Annibale Ruccello con Valentina Picello (28 marzo).

Abbonamento ai 10 spettacoli di Periferie: € 120
Biglietto unico € 15
Info: 333.2694897

addetto stampa
Francesco Mazzotta
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