Scena futura 2021_22

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la stagione 2021_22 all’auditorium Ta
rassegna in matinèe per le scuole secondarie di II grado

 
 
 

12 novembre 2021, ore 10.30 
I Nuovi Scalzi
LA RIDICULOSA COMMEDIA

regia Claudio De Maglio / Savino Maria Italiano | canovaccio Claudio De Maglio | testo originale I Nuovi Scalzi | con Savino Maria Italiano, Olga Mascolo, Ivano Picciallo, Piergiorgio Maria Savarese | disegno luci Olga Mascolo | musiche originali Piergiorgio Maria Savarese | maschere Zorba Officine Creative | durata 80′

 
 
 

La storia è ambientata a Barletta, molto tempo dopo l’epico scontro cavalleresco della “Disfida”. Tuttavia i protagonisti sono pensati come discendenti di alcuni partecipi di quella vicenda storica romanzata anche da Massimo D’Azeglio. Invece, i temi trattati sono molto attuali, come il potere della speculazione edilizia e della politica corrotta, la libertà di scelta del proprio futuro, l’aver cura dei propri sogni e della propria terra.

In una giornata come tante altre Friariello, un semplice contadino, si trova ad essere preso di mira da Pantalon De Borghia, un avido imprenditore edilizio, e dott. Graiano d’Asti, un politico facile alla corruzione. In quello stesso giorno è di ritorno a casa Florenzia, figlia dell’imprenditore, che dopo molti anni in viaggio alla ricerca della propria libertà, è costretta a tornare a casa avendo terminato ogni risorsa economica datale dal padre.

Uno spettacolo di alto livello, che ha ottenuto un grande successo all’estero, dove la tradizione delle maschere del teatro italiano e le tecniche della Commedia dell’Arte si uniscono ad un linguaggio moderno, dinamico, non formale e soprattutto accessibile a tutti. 

 


 
3 dicembre 2021, ore 10.30
Tib Teatro
LA NAVE DOLCE

testo e regia Daniela Nicosia | con Massimiliano Di Corato | scene Bruno Soriato | aiuto regia Vassilij Gianmaria Mangheras | disegno luci e suono Paolo Pellicciari | scenotecnico Théo Longuemare | vincitore premio “Gigi Dall’Aglio” (giuria under 30) Festival Teatrale di Resistenza – Reggio Emilia 2021 | durata 70′

 
 
 

Tre i punti di vista: un giovane albanese, un barese, un bambino a testimoniare un evento che ha mutato per sempre la storia dell’immigrazione. Tre voci – quella di chi si mette in viaggio, quella di chi accoglie, quella di chi guarda – e una storia. Tre lingue: un idioma italo-albanese – per raccontare il viaggio, le attese, l’approdo; un idioma italo-pugliese – la coscienza critica; l’italiano – la lingua dello stupore.

8 agosto 1991, nel porto di Bari, attracca la nave Vlora carica di ventimila albanesi. 20.000 persone che arrivano, in un sol colpo, sono un paese intero. E un paese intero non lo si può rispedire a casa come fosse un pacco mal recapitato. Da un lato le autorità governative che vogliono quei ventimila, rinchiusi, tutti insieme, nello stadio cittadino trasformato da luogo di incontro in anfiteatro di una assurda lotta per la sopravvivenza, mentre gli elicotteri controllano dall’alto. Dall’altro la comunità di Bari, che accoglie anche a suon di paste al forno e focacce raccolte tra le famiglie.

Una vicenda esemplare che apre lo sguardo sul panorama politico europeo degli anni ‘90, sulle ferite ancora aperte. Questa storia ritrova oggi piena attualità. È una storia che parla di mare e di una nave presa d’assalto. È una storia di fuga e sogni. È una storia di desideri e pulsioni di libertà. È una storia che vive ancora sulla pelle di chi l’ha vissuta. È una storia di integrazione e incontro. È una storia intessuta di storie. È una storia che non è finita. Una storia che vuole ancora essere raccontata. 

 


 
17 dicembre 2021, ore 10.30
Teatro dei Borgia
CABARET SACCO & VANZETTI

da Michele Santeramo | ideazione e regia Gianpiero Borgia | con Raffaele Braia, Valerio Tambone | musiche Papaceccio MMC e Roberta Carrieri | costumi Manuela Paladin Šabanovic | scene Vincenzo Mascoli | in coproduzione con Teatri di Bari e Teatro Nazionale di Croazia Ivan Zaic/Dramma Italiano di Fiume | con il sostegno EticaArte e il patrocinio Amnesty International-Italia e Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale | durata 75′

 
 

La storia di Bartolomeo e Nicola, due anarchici italiani emigrati negli Stati Uniti negli anni dieci del secolo scorso e transitati da Ellis Island, come tanti giovani oggi che emigrano dai loro Paesi e transitano da Lampedusa. I due, un pescivendolo e un calzolaio, cadono in un circo mediatico e giudiziario, che si conclude con la condanna alla sedia elettrica per un crimine che non avevano commesso, quindi con la morte e la gloria postuma.

Le migrazioni, il pregiudizio razziale, l’intolleranza, la giustizia sono temi che attraversano la contemporaneità e scuotono la coscienza di tutti. E questo è il racconto, divenuto paradigmatico, di due umili, due ultimi, due migranti, eroi moderni e simbolo universale delle battaglie per i diritti di uguaglianza e giustizia, vittime di un processo farsa e di un crimine giudiziario.

Uno spettacolo che coniuga musica, prosa, poesia, dramma didattico e musical, azione e narrazione, muovendosi con grande agio tra un genere e l’altro, in una miscela esplosiva che sorprende e istruisce, diverte e fa riflettere.

Sottratta alle trappole della retorica e del melodramma, grazie al lavoro di Gianpiero Borgia sul testo di Michele Santeramo, la vicenda di Sacco e Vanzetti è così restituita alla dimensione della Storia attraverso le armi del teatro, il linguaggio del cabaret e il corpo di due attori istrionici e infaticabili, Valerio Tambone e Raffaele Braia, che si offrono senza riserve.

 


 

21 marzo 2022, ore 10.30
Teatrermitage
SOLA CONTRO LA MAFIA

tratto da “Non la picchiare così” di Francesco Minervini (ed. La Meridiana) | adattamento e regia Vito d’Ingeo | con Arianna Gambaccini | durata 60′

 
 
 
 

Maria, donna-bambina, si consegna inconsapevolmente nelle mani di un boss della mafia pugliese che la soggioga, ne fa una sua proprietà e la usa per compiere operazioni e traffici illeciti.
La sua coscienza, narcotizzata da un “amore malato”, si risveglia solo dinanzi alla vita che si rinnova nel suo grembo. La gravidanza, custodita e difesa con le unghie, irrompe come bagliore nel buio della sua martoriata esistenza per diventare lama con cui trinciare i fili della crudele ragnatela che la avvolge.
Con la fuga e la decisione di farsi “testimone” contribuirà a sgominare uno dei più efferati clan della cosiddetta “quarta mafia”. Ma a Maria non sarà restituita la libertà.
Costretta, sotto protezione e con altre identità, a peregrinare con suo figlio per la penisola, sperimenterà quanto crudele sia la “prigionia legalizzata” dei testimoni di giustizia e l’insensibilità delle istituzioni.
La storia di Maria, della sua forza e del suo coraggio è una storia vera iniziata nel nord della Puglia a metà degli anni Ottanta e non ancora terminata.

 


 

23 marzo 2022, ore 10.30
Crest
ULISSE. NESSUNO È PERFETTO

testo Paolo Gubello e Salvatore Marci | regia Salvatore Marci | con Nicola Conversano, Simonetta Damato, Salvatore Marci, Giuseppe Marzio | scene Bruno Soriato | costumi Maria Pascale | luci Tea Primiterra | video animazioni Nicola Sammarco | assistenza alla regia Paolo Gubello | durata 55′

 
 
 

«Papà, sei il mio eroe!».
Non c’è bambino che non onori di così elevato riconoscimento il proprio padre, eleggendolo campione di forza e bellezza, esempio con cui identificarsi. Un esempio da tramandare. O da tradire. Con il quale fare i conti comunque e sempre, tanto più quando, varcata l’adolescenza, lo sguardo di fanciullo cede l’incanto, l’innocenza e le favole non bastano più ad alimentare il mito.
E se tuo padre è un eroe vero, uno che l’eroe lo fa per mestiere? Se per di più porta il nome altisonante di Ulisse, re di Itaca e tu, neanche a dirlo, sei Telemaco…
Quante imprese dovrai ancora aspettare prima di poterlo riabbracciare?
In che misura la narrazione dello straordinario (l’eroe e le sue gesta) può sostituire il rapporto concreto tra padre e figlio?
Lo spettacolo parte da queste basi per raccontare il rapporto a distanza di Ulisse e Telemaco attraverso una polifonia di linguaggi, che si amalgamano con la naturalezza sapiente propria del canto dell’aedo: il linguaggio composito del teatro accoglie e fa propri segni del cinema, del rock, del fumetto e quello senza tempo dei sentimenti. Linguaggi e segni che comunicano potentemente al cuore e alla testa: dei ragazzi non meno che degli adulti, con una profondità che smuove il sorriso, la commozione, la risata. Perché Ulisse non è perfetto e, se il mito è la fonte, la linfa di questa storia, l’umanità – con le sue impurità e debolezze – ne è la sostanza.
In questo spettacolo le famose imprese sono un lontano seppur vivido ricordo e l’eroe d’un tempo è ridotto a mendicare ghiaccio per dissetarsi; tuttavia l’affabulazione del nostro eroe ha il potere di un’arcana fascinazione su quanti, ancora, incrociano i suoi passi e le sue visioni.
Eppure qualcuno diffida della veridicità dell’incredibile e la stessa Penelope, mentre tesse la tela, matura il distacco; e Telemaco non deve conoscere tutta la verità, “non deve sapere” che quella volta, suo padre, pur di non andare in guerra…

 


 
12 e 13 aprile 2022, ore 10.30
La Luna nel Letto
HITLER NELLE VITE DEGLI ALTRI

di Salvatore Marci e Luigi Tagliente | regia Salvatore Marci | con Luigi Tagliente | disegno luci Michelangelo Volpe | scena e costumi Luigi Tagliente | musiche Richard Wagner | assistente alla regia Antonella Ruggiero | in coproduzione con associazione culturale Charlie Calamaro Avan Project | in collaborazione con Bottega degli Apocrifi | durata 55’

 
 

Un attore. Tre storie. Tre personaggi. Un dottore, Theodor Morell. Un cardinale, Rafael Merry del Val. Un direttore d’orchestra, Gustav Kubizech. Tre vite che scorrono parallele tra il 1905 e il 1945. Un tedesco, uno spagnolo, un austriaco. Tre uomini che non si sono mai incontrati. Cos’hanno in comune? Adolf Hitler. Lo hanno conosciuto. Sono stati catapultati nella Grande Storia e ne sono stati travolti. Ma se potessimo incontrali oggi e chiedergli: “Lo conoscevi, perché non hai fatto niente?”, ci risponderebbero: “Cosa c’entro io con la politica!”.
Nulla, nessuno c’entra nulla. O forse no?
Un gioco tragicomico sul senso del potere e della responsabilità, una riflessione per gli spettatori e i cittadini di oggi.

 


 
2 maggio 2022, ore 10.30
Florian Metateatro, Rueda/Habitas
ARTURO

di e con Laura Nardinocchi e Niccolò Matcovich | scena Fiammetta Mandich | sound design Dario Costa | light design Marco Guarrera | illustrazioni e grafica Margherita Nardinocchi | assistenza e cura Anna Ida Cortese | con il contributo di Associazione Scenario, Teatro Due Mondi, ACS – Abruzzo Circuito Spettacolo, Centro di Residenza della Toscana (Armunia Castiglioncello – Capotrave / Kilowatt Sansepolcro), residenza produttiva Carrozzerie, n.o.t. e con il sostegno di Teatro di Roma – Teatro Nazionale | vincitore Premio Scenario Infanzia 2020 ex aequo e finalista Premio In-Box 2020 | durata 60′

 

“Arturo” non è uno spettacolo, bensì un accadimento, un incontro.
È nato durante un viaggio in Puglia, d’estate, in un pessimo ristorante. Qui Niccolò ha manifestato a Laura il desiderio di costruire insieme un lavoro che avesse come tema il rapporto con i propri padri, con la perdita dei propri padri e che fossero proprio lui e Laura in scena, pur essendo autori e non attori.
“Arturo” è così diventato la forma della loro memoria, in cui i racconti, i giochi, le date, gli aneddoti, le parole si sono trasformati in pezzi, per la precisione dodici, di un grande puzzle.
Un gioco a cui gli spettatori non solo assistono come testimoni, ma sono anche invitati a partecipare attivamente: alcuni scrivono un proprio pensiero sul padre, mentre altri scrivono i titoli delle scene sui pezzi di puzzle, aggiungendo qualcosa di personale intorno alla figura del padre.
Qual è il rapporto con i padri e cosa resta (resterà) alla loro scomparsa?
I pezzi capovolti vengono poi disposti nello spazio e svelati casualmente, così che le scene possano agire come i ricordi: arrivano all’improvviso, senza poterli prevedere.
“Arturo” ha quindi una struttura mutevole, non replicabile e dalle “infinite” combinazioni: l’ordine delle scene nelle varie repliche sarà sempre differente.
“Arturo” vuole trasformare il dolore in atto creativo, con l’intento di rendere una memoria privata collettiva e universale.

 


 

Scena futura 2021_22

informazioni e prenotazioni:
ufficio scuola CREST | via Grazia Deledda snc, 74123 Taranto
Cinzia Sartini (responsabile) | mail cinziasartini@teatrocrest.it
tel 099 4725780 (interno 3) | fax 099 4725811

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In occasione degli spettacoli in orario scolastico,
i docenti e gli accompagnatori della classe sono tenuti a possedere ed esibire la certificazione verde Covid-19, al contrario degli studenti
obbligatorio indossare la mascherina Ffp2

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Il cartellone “Scena futura” è realizzato dal Crest. Con il sostegno della Regione Puglia.
In collaborazione con Provincia di Taranto e Comune di Taranto.


 

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