TaTÀ

Il Crest abita il TaTÀ

“1000 metri quadrati di teatro da abitare. Nel quartiere popolare ed operaio per eccellenza della città, ovvero il più contiguo alle svettanti ciminiere Ilva. Il più rosso… di “polverino”, le polveri di minerale. Eppure siamo felici e ansiosi di venire ad abitare il nostro teatro, qui. 30 anni di lavoro teatrale, da nomadi. Saloni casalinghi, garage, palestre scolastiche, scantinati, teatri lontani chilometri da casa, masserie… è lungo l’elenco dei luoghi che hanno visto nascere i nostri spettacoli. Brutti, meno belli, bellissimi da spezzare il cuore. Il teatro italiano ci ha conosciuto così, con spettacoli che puzzavano di umido, ci ha apprezzato, ci ha premiato anche. La nostra città no. Saremmo potuti andare via. Avremmo trovato ospitalità altrove. Ma siamo rimasti. Oggi, possiamo dire che abbiamo avuto ragione. Non è vero che non cambia mai niente. Neanche in una città come Taranto. Indolente e barocca, come il “maestro” Peppino Francobandiera l’ha descritta.

Un lavoro lungo di resistenza. Da formichine che scavano cunicoli e disegnano città parallele, con il solo merito di avere sollecitato e prodotto relazioni. Oltre noi, oltre la città. Ringraziamo coloro che hanno raccolto la nostra sollecitazione e sono con noi protagonisti del progetto “Teatri Abitati”. Stato, Regione e Provincia, intorno ad un tavolo ispirato e reso possibile dal Teatro Pubblico Pugliese, vero motore di cambiamento delle politiche culturali e teatrali regionali, e non solo.
TaTÀ – acronimo di Taranto auditorium TAmburi – rappresenta la novità, la punta di diamante del progetto, perché dà finalmente una casa a chi fa teatro a Taranto. Certo non è ancora un teatro, ma lo diventerà. Opereremo perché non sia solo la nostra casa, ma uno spazio di servizio e di ascolto per gli operatori e la città. I giovani ed i ragazzi saranno, ancora una volta per noi, gli interlocutori privilegiati”.

Clara Cottino
presidente Crest
3 febbraio 2009


Il Crest abita il TaTÀ