Croce e fisarmonica
«Se passi da casa mia, fermati». Sabato 15 novembre 2014, alle ore 21 al TaTÀ di Taranto, in via Deledda ai Tamburi, va in scena “Croce e fisarmonica“, racconto teatrale di Carlo Bruni ed Enrico Messina dedicato a don Tonino Bello, regia Carlo Bruni, con Enrico Messina e Mirko Lodedo, musiche dal vivo Mirko Lodedo, coproduzione Armamaxa teatro – Diaghilev, in collaborazione con Pax Christi, Linea d’Onda, Banca Etica, spettacolo vincitore I Teatri del Sacro 2013, per la rassegna “l’autunno dei teatri”. Biglietto 10 euro. Alle ore 20.30 (ad ingresso libero), lo spettacolo sarà preceduto dalla proiezione del film “L’anima attesa”, diretto da Edoardo Winspeare, da un’idea di Carlo Bruni e Edoardo Winspeare, con Carlo Bruni, Nunzia Antonino, Federico Russo, Franco Ferrante, Don Donato Bleve, Tommasina Cacciatore, produzione Pax Christi – Mosaico di Pace. Info: 099.4725780 – 366.3473430.
Antonio Bello è stato vescovo e presidente nazionale di Pax Christi. Nato nel 1935 ad Alessano, nel Salento, è morto a cinquantotto anni nell’aprile del ’93, a Molfetta, in episcopio. Nella sua casa natale, fra molti ricordi, regali, testimonianze d’affetto, c’è il disegno di una bambina delle elementari che lo ritrae, in piedi, su di una fragile e variopinta barchetta a vela, braccia larghe e mani che tengono rispettivamente una croce ed una fisarmonica. Prediligendo il potere dei segni ai segni del potere, don Tonino Bello ha esercitato il suo mandato coniugando uno straordinario rigore evangelico, con un anticonformismo capace di spiazzare i più arditi rivoluzionari; associando a una fede profonda, una laicità che a molti, ancora oggi, sembrerebbe paradossale per un prete: tenendo insieme croce e fisarmonica. È difficile trovare qualcuno nelle nostre parti, con più di trent’anni, che non abbia un episodio da raccontare, una testimonianza del proprio rapporto con questo pastore salentino.
Armamaxa teatro
Armamaxa è parola di origine greca che vuol dire “carro”. L’Associazione trasporta i progetti teatrali dei suoi componenti che si riconoscono in un teatro necessario e umano fatto di passione, tempo e ricerca. Dal 1998 la Compagnia ha fondato la propria poetica sulla ricerca del legame tra oralità, movimento, ricerca sociologica, costruendo un percorso culturale e artistico fortemente legato al presente, in cui etica ed estetica non sono separate e la cui motivazione originaria è da ricercare proprio nel dialogo tra arte e società. Così sono nati progetti e spettacoli come “Braccianti”, “Mammaliturchi”, “Orlando”, “Orecchiette”, “Principesse”, “Robin Hood” e “Racconto d’Oltremare” (per il pubblico dei ragazzi), “Millenovecentottantuno”, La diritta via” (scritto con l’ex magistrato Giuliano Turone), e in ultimo “Croce e fisarmonica”, coprodotto con Diaghilev, compagnia “inquilina” a Molfetta nell’ambito dello stesso progetto Teatri Abitati, a conferma della vitalità di una regione d’eccellenza nel panorama nazionale. Dal 2008 gestisce il teatro comunale di Ceglie Messapica.
● Durante la programmazione serale, “il TaTÀ si fa tata”: un innovativo servizio (gratuito) che offre ai genitori la possibilità di assistere agli spettacoli della rassegna “l’autunno dei teatri”, affidando (dalle ore 20 sino al termine dell’evento) i propri figli alle animatrici dello Junior TaTÀ, che li accompagneranno in attività educative e ludiche in una sala adiacente al teatro di via Deledda. Il servizio (max 15 bambini dai 5 ai 13 anni) necessita di prenotazione almeno un giorno prima dello spettacolo.





