Sogno di una notte di mezza sbornia
Sogni, superstizioni e credenze popolari di un’umanità dolente. Per la stagione di prosa 2014/15 del Comune di Taranto, organizzata dal Teatro Pubblico Pugliese, mercoledì 4 (ore 21) e giovedì 5 febbraio 2015 (ore 18) al teatro Orfeo di Taranto, in via Pitagora 78, va in scena “Sogno di una notte di mezza sbornia” di Eduardo De Filippo, liberamente tratta da“La fortuna si diverte” di Athos Setti, regia Armando Pugliese, con Luca De Filippo, Carolina Rosi, Nicola Di Pinto, Massimo De Matteo e con Giovanni Allocca, Carmen Annibale, Gianni Cannavacciuolo, Paola Fulciniti, Giulia Pica, scene Bruno Buonincontri, costumi Silvia Polidori, musiche Nicola Piovani, luci Stefano Stacchini, produzione Elledieffe -La Compagnia di Teatro di Luca De Filippo. Durata 2 ore (35′ + 65′ + intervallo 20′). Biglietto intero 30 e 25 euro, ridotto 25 e 20 euro. Info: 099.4725780 – 366.3473430.
A Pasquale Grifone, un povero facchino, piace alzare il gomito e quando beve fa sogni strani, così da ricevere la “visita” di Dante Alighieri, del quale gli era stato regalato un busto in gesso. Il Poeta suggerisce all’uomo quattro numeri da giocare al lotto, sottolineando però che essi rappresentano anche la data e l’ora della sua morte. Di lì a poco, la quaterna esce e Pasquale vince una forte somma di denaro. La famiglia si adatta prestissimo alle nuove condizioni e nessuno si preoccupa della crescente disperazione del povero Pasquale, terrorizzato dalla sua “imminente” morte, cercano anzi di convincerlo del fatto che si tratti solo di una sciocca superstizione. Però il giorno annunciato la famiglia si veste a lutto: tutti, ormai, sono convinti che quelli siano gli ultimi momenti di vita dell’uomo, ma quando il pericolo sembra ormai scongiurato un colpo di scena riapre il gioco…
Questa commedia fu tratta da “La fortuna si diverte”, scritta da Athos Setti nel 1933 per la scena toscana. Fu poi rappresentata nel 1934 da Ettore Petrolini in romanesco con il titolo “La fortuna di Cecè” e da Angelo Musco in siciliano come “La Profezia di Dante”, per arrivare nel ’37 al Teatro Umoristico dei De Filippo col titolo e l’adattamento che conosciamo, con numerose riprese durante le varie stagioni dato lo straordinario successo riscontrato. La commedia fu valutata dalle recensioni dell’epoca tra le più esilaranti che la compagnia Umoristica “I De Filippo” abbia mai messo in scena.


